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Due chiacchiere con Massimo Condolo

29 novembre 2020
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Direttore della rivista “Camion & Bus Storici”, Massimo Condolo ci racconta la sua passione per i mezzi d’epoca

La passione per camion e bus Massimo la coltiva sin da bambino: “Premesso che sono appassionato per qualsiasi cosa abbia un motore. Sin da bambino nutro per camion e corriere un grande interesse. Da piccino ero affascinato da quelle grandi ruote, dal rombo dei motori diesel e da tutti quei particolari cromati. Era tutto grande e imponente sia nei camion che nelle corriere. Poi crescendo quella passione “di pancia” è cresciuta trasformandosi in una vera e propria professione.” 

Considerato da molti una sorta di “Treccani del camion” Massimo, affianca alla professione di giornalista quella di consulente per i restauri di vecchi camion e delle vecchie corriere. Online si possono trovare ed ordinare i primi tre numeri della sua rivista “Camion & Bus Storici” edita da Fondazione Negri, che è anche il principale archivio fotografico italiano dedicato alla storia dell’automobilismo. e del trasporto.

Massimo Condolo non ama definirsi collezionista, tuttavia: “Avendone la possibilità collezionerei veicoli di tutti i generi. Però non dispongo degli spazi richiesti per ricoverare tutti i mezzi che amo. In passato avevo anche una struttura dove tenere un paio di camion o di corriere alla volta. Poi non è stato più possibile. Ora mi diverto a restaurarne uno, al massimo due alla volta e mi appoggio da qualche amico trasportatore che dispone dello spazio necessario, o un capannone, o un cortile. Una volta completato il lavoro magari me li tengo giusto il tempo necessario per partecipare a qualche raduno o fiera di settore. Poi però li rivendo, giusto per riprendere i soldi del restauro.”

Il restauro di un veicolo industriale d’epoca implica non poche difficoltà: “Beh, innanzi tutto cerco di trovare veicoli almeno marcianti. Dover mettere le mani su una meccanica d’epoca è veramente complicato. Vero che alcune parti meccaniche si possono ricostruire, però diventerebbe molto dispendioso. In generi i motori di camion e corriere, se non sono stati veramente trascurati godono di grande longevità. Quindi parto da un approfondito studio del mezzo recuperando più documentazione possibile, dai libretti d’uso e manutenzione ai manuali d’officina. E poi documentazione fotografica per gli esterni.”

Per i lavori di carrozzeria e per gli interni, Massimo si avvale di professionisti che conosce da anni con i quali si mette alla ricerca dei colori e dei materiali utilizzati all’epoca del veicolo da restaurare.

“Tra le cose più difficili in un restauro professionale è la ricostruzione dell’impianto elettrico – spiega Massimo – Non è facile recuperare cablaggi e componenti elettriche di 50/60 anni fa. Molte cose vanno ricostruite. Altre si trovano ai mercatini o alle mostre scambio. Insomma più il particolare è piccolo, più è difficile da trovare, come i vecchi interruttori, le gemme dei fanalini o dei ripetitori di direzione, i fari, le luci interne. Fortunatamente molte componenti elettriche del tempo erano comuni a quasi tutte le marche, specie italiane. Per non parlare degli pneumatici. Alcuni non se ne trovano davvero più. Pertanto si ricorre a prodotti simili attualmente in commercio.”

“Altre cose che fanno impazzire sono gli stemmi e le scritte identificative del modello. Alcuni devono essere ricostruiti di sana pianta utilizzando gli stessi materiali e colori dell’epoca. Certi particolari che sembrano cromati in realtà sono in alluminio spazzolato. Al posto dell’alluminio spesso trovi leghe di antimonio estremamente leggere. Poi io sono un maniaco dell’accessorio d’epoca come le radio o gli impianti CB che devono essere perfettamente funzionanti e in linea con le produzioni del tempo. Ma fa tutto parte del gioco!”

Di seguito pubblichiamo una carrellata fotografica di veicoli restaurati da Massimo o con la sua consulenza. Dall’archivio fotografico di “Camion & Bus Storici” 

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