Fabio e la moto

3 giugno 2020
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Una storia che inizia molti anni fa con una minimoto da cross!

Fabio è una nostra vecchia conoscenza. Abbiamo affrontato con lui il mitico Duello all’Autosole che lo ha visto vincitore a bordo di un Actros Mercedes-Benz 1846: un’appassionante galoppata tra Milano / Roma e ritorno combattuta all’ultimo litro di gasolio contro l’agguerritissima collega Barbara Strozzi.

Fabio ha quasi 30 anni e viene da Seregno (MB) dove ha sede anche la propria azienda, l’Autotrasporti Marta, che si occupa prevalentemente di trasporti nazionali. L’attività principale dell’Impresa, che Fabio gestisce con altri due soci, gli zii, è il trasporto centinato nel settore automotive, senza disdegnare quando capita il  trasporto di componenti di impianti industriali, trattori agricoli e altro ancora.

La grande passione di Fabio, oltre al suo camion sono le moto: “Tutto è nato all’età di 5 anni, quando mamma mi regalò la prima Minimoto da cross. Era il 31 dicembre, me lo ricordo come fosse ieri, scesi in garage e trovai questa Malaguti Grizzly 50 monomarcia rossa fiammante – racconta Fabio con gli occhi che gli sorridono ancora al ricordo – All’inizio non capivo cosa stesse succedendo, ma appena realizzata la situazione, son salito su quella bestiolina e da lì è stato un percorso senza fine!”

Purtroppo Fabio ha perso il papà all’età di un anno. A prendersi cura di lui la mamma Fiorella che ha sempre assecondato le passioni del piccolo, anche le più “ardite” come il motocross: “Dopo un paio di anni, tramite un amico di famiglia ho iniziato ad entrare in circuiti veri e propri di motocross. Il problema era che quando i gestori mi vedevano arrivare non volevano farmi entrare perché troppo piccolo, ma poi, vedendo come giravo, mi facevano sfogare nei momenti in cui il circuito non era pieno di moto.”

La grinta del piccolo Fabio ben presto si fece notare: “Una scuola moto di Bergamo mi chiamò per entrare a far parte del loro team. Purtroppo però la situazione familiare non era delle più semplici. Senza papà mamma doveva gestire tutto lei. Gli allenamenti a calcio di mio fratello Davide, tre allenamenti miei di motocross a Bergamo… insomma dopo poco la cosa andò in fumo.”

Ma l’avventura con la moto non finisce lì: “All’età di 14 mi regalarono, dopo svariate insistenze, una HM CRE SIX 50, una moto da cross-competizione che io usavo regolarmente per strada anche se non si poteva… Non ero proprio tipo da scooter – racconta Fabio sorridendo – Il sabato pomeriggio di ritorno da scuola io ed altri amici avevamo un appuntamento fisso con la polizia! Inseguimenti tipo “Azard”. Riuscivamo sempre a farla franca. Io ero famoso  perché non consumavo mai la ruota davanti! Poi ci si trovava a casa mia e nel box si smontavano motori, si elaboravano, si verniciavano moto e scooter. Un gran divertimento. Passione che mi è rimasta ancora oggi e che, negli anni mi ha fatto guadagnare l’appellativo di Manny, come il cartone animato Manny Aggiustatutto.”

Con il passare degli anni la passione non è mai diminuita. “Ho cambiato diverse moto, sempre da cross dai 50 ai 125 cc. Poi a 18 anni comprai una KTM 690 da supermotard, una delle moto più divertenti in assoluto che ho posseduto.Poi sono passato ad un Ducati hypermotard 1100 con cui ho fatto il giro della Sardegna nel 2014. Nel 2015 ho acquistato una KTM 1290 Super Duke: una belva da 1300 cc con 200CV di potenza. La Duchessa, come la chiamo io, è ancora la mia compagna di viaggio e sarà dura cambiarla, c’è un feeling incredibile fra di noi. Con lei giro tantissimo, ogni anno ci faccio dai 9.000 ai 13.000 km: ho girato tutta la Corsica con un gruppo di amici; la Francia con la mia ragazza Manuela, un’altra testa matta che al posto di rallentarmi mi sprona sempre di più!”

Progetti per il futuro?

“Penso che tra qualche anno passerò ad una moto più comoda – ammette Fabio – sempre KTM presumo, magari un Superadventure così per viaggiare più comodi nei lunghi viaggi. Poi magari mi toglierò lo sfizio di ricomprare una moto da cross per divertirmi.”

La passione può essere anche di conforto?

“Si, l’andare in moto mi ha aiutato in parecchi momenti difficili. Mi ha divertito ma anche spaventato – perché di cadute ne ho fatte – ma credo che sia il mio unico sfogo. Dopo una settimana dura di lavoro, mettere il casco, abbassare la visiera e macinare km è una liberazione, una scarica di adrenalina pura! Insomma se avete una passione non mollatela, perché nei momenti duri e in quelli felici sarà sempre con voi!”

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