Headline News
MAN: solo parti originali (maggio 28, 2020 11:05 am)
Renewi acquista 200 DAF CF (maggio 27, 2020 9:32 am)
Il Saviem TP3 4X4 di Elia (maggio 26, 2020 10:03 am)
RUOTE per PASSIONE (maggio 23, 2020 2:38 pm)

Fiat Ducato Maxi, il furgone italiano per antonomasia

18 maggio 2020
148 Views

Abbiamo simulato un giro di consegne con il Nuovo Ducato Maxi 35 L2H2 180 CV Euro 6D-Temp MY2020 sulle strade della Capitale

 Il nostro Fiat Professional Ducato è un Maxi L2H2 in livrea Grigio Ferro metallizzato, equipaggiato con il motore più potente della gamma, il Multijet2 da 180 CV, abbinato al nuovissimo cambio automatico 9speed. Esteticamente, rispetto la prima serie prsenta solo una nuova calandra con cornice esterna color titanio e la griglia radiatore nera. L’imponente cofano bombato ed il robusto paraurti diviso in tre sezioni, così da ridurre i costi di riparazione, si ergono come sempre a paladini del frontale. Molto bello il disegno dei cerchi in lega da 16” (optional) neri con le 5 razze diamantate.

On board

Saliti a bordo del veicolo, ci accoglie un ambiente sobrio e confortevole. Il sedile lato guida, di serie, è regolabile anche in altezza oltre che longitudinalmente e come inclinazione dello schienale. Il modello in prova è dotato, come optional, di un comodo bracciolo ripiegabile sul lato destro e di supporto lombare regolabile. Il volante multifunzione a quattro razze è dotato di regolazione assiale. Anche la panchina passeggeri, nonostante non sia regolabile risulta piuttosto comoda, con sedute e schienali ben imbottiti. Tutti i sedili sono dotati di cinture di sicurezza a tre punti con pretensionatore e poggia testa regolabile in altezza. Sia alla base del sedile lato guida che della panchina passeggeri sono stati ricavati due comodi scomparti dove si possono richiudere oggetti o documenti da tenere al sicuro da “occhiate indiscrete”. Il nuovo sistema di infotainment targato Mopar, dotato di touchscreen da 7” che campeggia al centro plancia, dispone di ingresso USB e sintonizzatore Radio DAB. Novità interessante è la possibilità di impostare gli ingombri del veicolo attraverso il sistema, tenendo conto anche dell’eventuale allestimento, in modo da evitare di infilarsi in vicoli angusti o tunnel troppo bassi. Il nuovo sistema include l’integrazione di Apple CarPlay e la compatibilità con Android Auto.

On the road

Procediamo al fatidico giro di chiavetta. Il potente 2,3 litri ci avverte del suo risveglio con un ringhio sornione proveniente dal vano motore. Un bel motore che gira tondo e pastoso sin dai bassi regimi. Il 2,3 litri Multijet 2 di ultima generazione, omologato Euro 6D, è sovralimentato mediante un nuovo turbocompressore a geometria variabile a controllo elettronico, in grado di adattare la sua fluidodinamica alla velocità del motore e allo stile di guida. Ciò è possibile grazie ad una serie di pale mobili poste lungo il raggio della turbina, che, controllando il flusso dei gas di scarico, regolano di conseguenza la velocità e la forza del compressore. Inseriamo la marcia selezionando D. Schiacciamo il pedale dell’acceleratore e rimaniamo ben impressionati dalla fluidità e rapidità d’innesto della nuova trasmissione automatica 9speed che esalta la potenza del motore.

Questo cambio offre tre modalità di guida: Normal, Eco e Power (per uno stile di guida più sportivo). Le modalità operative sono due: D–Drive e Autostick, quest’ultima va utilizzata in condizioni particolari, come tratti a elevata pendenza che richiedono cambi di marcia frequenti. Oltre ad una guida molto meno stressante, il nuovo cambio a 9 rapporti regala infatti prestazioni da berlina di lusso anche ad un furgone concepito per il trasporto merci. Le strade di Roma sono quello che sono, non è una novità. Tuttavia, grazie al nuovo sistema di sospensioni affrontiamo tranquillamente sanpietrini e buche senza scossoni o fastidiosi rimbalzi: il diverso attacco del montante superiore della sospensione anteriore riduce sensibilmente il rumore e favorisce l’inserimento in curva; al retrotreno le nuove balestre bilama con freccia maggiorata e barra antirollio, anche a veicolo vuoto, assorbono bene le asperità del manto stradale. Buoni i consumi di carburante: percorrendo percorsi misti tra centro città e raccordo anulare siamo rimasti su una media di 10,7 km al litro di gasolio.

Zona Carico

Quest’ultima è stata sempre uno dei punti forti del Fiat Ducato: lo stivaggio delle merci infatti è facilitato dalle pareti perfettamente verticali del veicolo, protette nella parte bassa da pannelli in materiale antiurto. Il modello in prova gode di un’ampia cubatura: 11,5 m3. La zona tra tetto della cabina e sottotetto, profonda una 50na di cm, è utilizzabile per aggiungere eventuali merci (ad es. tubi o palanche) più lunghe del piano di carico, lungo 3.120 mm.

L’interno della stiva è illuminato da un’ampia plafoniera a LED posta al centro del soffitto. Di serie il veicolo monta una serie di anelli di ritegno per cinghie ferma carico. La paratia di separazione dalla cabina di guida, in acciaio, è sbullonabile per facilitare il lavoro degli allestitori. La notevole altezza interna, 1.932 mm, consente di stare tranquillamente in piedi. Il pianale di carico è largo 1.870 mm e 1.422 mm tra i passaruota. L’accesso alla zona carico avviene tramite due portelloni a battente posteriori apribili in due posizioni: 90° e 180°. L’apertura posteriore misura in larghezza 1.562 mm e 1.790 mm in altezza. L’accesso a quest’ultima è favorito da una comoda pedana integrata nel paraurti posteriore. L’altezza da terra del piano di carico è di appena 55 cm.  L’ampio portellone scorrevole laterale  misura 1.250 mm di larghezza e 1.755 mm di altezza.

Sistemi di assistenza alla guida e sicurezza

Il nuovo Ducato di serie è equipaggiato con una rinnovata dotazione di sistemi di ausilio alla guida e di sicurezza come il Blind spot assist (BSA), per individuare veicoli in avvicinamento invisibili al conducente se posizionati nell’angolo cieco dello specchietto retrovisore; il Rear cross path detection (RCP), per individuare veicoli in avvicinamento laterale, quando si procede in retromarcia; il Full brake control (FBC), che individua gli ostacoli e allerta il conducente  azionando autonomamente una frenata di emergenza; il Lane departure warning system (LDWS), che allerta il guidatore con un segnale acustico e visivo nel caso il veicolo stia uscendo dalla propria corsia di marcia, anche in condizioni di scarsa visibilità; il Traffic sign recognition, che, tramite la telecamera di bordo, riconosce i segnali stradali di limite di velocità e sorpasso riportandoli sul display centrale; l’High beam recognition, che gestisce l’accensione e lo spegnimento dei fari abbaglianti durante la guida notturna riconoscendo automaticamente i veicoli nel senso di marcia opposto; il Sensore pioggia e il Sensore crepuscolare; il Tyre pressure monitoring system (TPMS), che controlla costantemente la pressione degli pneumatici, segnalandone eventuali cali direttamente sul display di bordo.

Da migliorare

La strumentazione di fronte a noi è un po’ buia nella marcia diurna. Nonostante il nuovo schermo touch da 7” che domina il centro plancia, quando si inserisce la retromarcia, le immagini rimandate dalla telecamera posteriore si riducono in un riquadro da 5” e sono piuttosto sgranate. Inoltre, in fase di manovra è meglio affidarsi al segnale sonoro, altrimenti si rischia di salire sul cofano della macchina parcheggiata sul retro.

Questo probabilmente a causa dell’angolazione troppo alta della telecamera. Tutto sommato abbiamo trovato un po’ esuberante l’insieme di “beep” di diverse tonalità e segnali luminosi che si attivano durante la marcia, specie per autisti della vecchia guardia. Fortunatamente c’è anche la possibilità di silenziarli.

shares