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Ford Transcontinental, un americano in Europa

27 marzo 2021
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Erano i primissimi anni ‘70 quando, a Detroit, i vertici della Ford ebbero l’idea di realizzare un camion pesante per i mercati del Vecchio continente

Premesso che i canonici stilistici USA sono ben diversi da quelli Europei dove, tra l’altro, i mezzi pesanti devono rispondere ad un diverso codice della strada e rientrare in determinate misure, l’ostinazione dei dirigenti Ford di “aggredire” i mercati del Vecchio continente era tale da mettere insieme una squadra, di diverse centinaia di tecnici, ingegneri e progettisti per dare vita al camion che, doveva assumere un ruolo di primissimo piano sul palcoscenico europeo, in particolare nel Regno Unito e nell’Europa del Nord.

L’idea era quella di costruire un veicolo robusto e ben fatto ma non troppo spartano per incontrare i gusti europei. Per il raggiungimento di tale obiettivo la Ford procedette secondo un classico sistema americano: installare su uno stesso veicolo componenti di produttori diversi. Nacque così nel 1975 il Ford Transcontinental.

Equipaggiato con motore Cummins 6 cilindri in linea da 14 litri della serie NT, il truck destinato all’Europa era disponibile in cinque varianti di potenza, da 243 a 352 CV. Il cambio era un manuale Eaton a 9 rapporti, disponibile anche con un moltiplicatore di gamma sugli ultimi quattro, abbinato a una frizione Spicer. Per la cabina, il Costruttore americano si rivolse alla francese Berliet per allinearsi ai canoni stilistici europei.

Di tipo cabover, la cabina, personalizzata da Ford con un fascione inferiore che inglobava la fanaleria, era montata trenta centimetri più in alto del modello francese, per consentire l’alloggiamento del grosso propulsore Cummins. Questo contribuiva a dargli un’aria piuttosto imponente e di dimensioni maggiori rispetto ai veicoli europei.

All’interno della cabina trovavano posto tre sedili, mentre le cuccette erano, di serie, due. La plancia, in linea con i tempi, era essenziale.

Il Transcontinental era dotato di un moderno sistema di sospensioni, con 4 molle a spirale, ammortizzatori e barra antirollio.

Il truck venne presentato in cinque varianti sia autocarro che trattore, con pesi complessivi tra i 35 e le 44 tonnellate.

Nel 1978 il motore venne sostituito dal nuovo Cummins serie E, con potenze simili, ma dotato di turbocompressore e intercooler. Esteriormente si differenziava per il logo Ford inserito nella calandra, al posto della grande scritta sul frontale.

Il rinnovamento dell’82 prevedeva invece solo 3 autocarri e cinque trattori; di questi, il modello di punta era il trattore 4435, con motore da 352 CV, che spingeva anche il trattore 6×4, denominato 5035

Purtroppo il Transcontinental non ebbe la fortuna sperata, tanto che nel 1982 la Truck Operations di Ford Europe, decise di cessarne la produzione, ad appena sette anni dal suo lancio.

Costo d’acquisto troppo elevato rispetto alla concorrenza locale, dimensioni extralarge, costi di manutenzione elevati e consumi eccessivi ne decretarono il fallimento sul mercato Europeo.

Altro fattore negativo fu la rete distributiva e di assistenza Ford, troppo tagliata sull’automobile e poco pronta ad allargare ai mezzi pesanti, senza contare che la crisi petrolifera degli anni Ottanta stava portando a una contrazione del mercato dei veicoli industriali.

Il maggiore successo di pubblico il Transcontinental lo ebbe in Olanda e nel Regno Unito; nel resto d’Europa non riuscì a scalfire l’egemonia delle Case tradizionali. Tuttavia a distanza di quasi trent’anni dalla sua morte prematura, il Transcontinental resta nella memoria di chi, allora, viveva nel trasporto, come un veicolo pieno di fascino.

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