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I Giannellas

7 ottobre 2019
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Abbiamo trascorso una giornata in compagnia della famiglia Giannella, un’intera generazione di autotrasportatori e movimentatori terra cilentani DOC

Quest’estate eravamo in vacanza nel Cilento. Percorrendo quelle meravigliose strade fra ulivi e vigneti siamo rimasti folgorati da una visione mistica: un vecchio Fiat 642 e due IVECO Turbostar 190 dipinti in rosso brillante con tutte le cromature ancora scintillanti ed in ottimo stato di conservazione.

Ci siamo fermati immediatamente e siamo andati a chiedere informazioni. E’ stato così che abbiamo fatto conoscenza  con la “F.lli Giannella Autotrasporti e Movimento Terra”, storica realtà cilentana.

L’azienda, che ha sede a Castellabate (il paesino del film “Benvenuti al Sud”) in provincia di Salerno, fonda le sue origini nei primi anni ’60. Gli anni del boom economico italiano ma anche molto difficili per il mondo dell’autotrasporto, come ricorda Claudio Giannella, fondatore dell’impresa assieme al fratello Antonio: “A quel tempo era molto più difficile trovare lavoro e te lo dovevi andare a cercare, specie qui nel Cilento. Anche i camion non erano così confortevoli come quelli di oggi. D’estate le cabine si infuocavano mentre di inverno dovevi stare attaccato al cofano motore per cercare un po’ di calore. Ogni viaggio era un’avventura.”

Da sin: Claudio Giannella, Fiat 642, Antonio Giannella. Sullo sfondo Castellabate nei primi anni ’60 sotto la neve.

Il Cilento negli anni ’60 non era ancora la meta turistica he è oggi. L’economia era basata soprattutto sull’agricoltura e sulla pesca. Molti abitanti erano emigrati in Brasile, tuttavia, dopo un po’ di anni di duro lavoro e dopo aver messo da parte i soldi necessari per acquistare una casa od un terreno, molti di loro tornavano al paese natio anche con un bagaglio notevole di esperienze, soprattutto nel settore dell’edilizia.

Fu così che Claudio e Antonio iniziarono a trasportare inerti, pietre e mattoni per tutte le imprese edili locali, con un Fiat 642 N65R. Inoltre, in quegli anni di rilancio economico, stava prendendo piede sulle coste italiane, soprattutto quelle toscane e del nord Italia, la navigazione da diporto. A Castellabate all’epoca esistevano due cantieri artigianali nati proprio come mastri d’ascia, Marinelli ed Ippolito. Da quei cantieri, oltre ai gozzi da pesca, uscivano sofisticate imbarcazioni in legno che venivano vendute in tutta Italia:

“In quegli anni rifornivamo i cantieri di legname – racconta Claudio – e poi andavamo a consegnare le barche finite in tutta Italia. Una di queste la consegnammo anche a Bud Spencer a Porto Ercole! – e tanto per sottolineare quell’epoca di viaggi avventurosi ricorda – Una volta dovevamo trasportare una barca a Savona. Era un’imbarcazione imponente e piuttosto alta, tuttavia avevamo calcolato che sarebbe passata tranquillamente sotto i ponti e i tunnel autostradali. Infatti il viaggio è andato benissimo… fino a Civitavecchia. Purtroppo arrivati al terzo ponte sull’Aurelia dopo Civitavecchia sentimmo uno schianto. Ci eravamo giocati la cabina della barca! Eravamo disperati. Allora non era così facile comunicare… non c’erano i telefonini. Così decidemmo di proseguire comunque il viaggio fino a Savona. Eravamo terrorizzati al pensiero che il cliente, vedendo la barca in quelle condizioni, ci rimandasse indietro. Per fortuna, una volta arrivati, il signore si dimostrò molto comprensivo e se la prese di più con quelli del cantiere, perché si era raccomandato con questi di non montare la cabina, prevedendo ciò che sarebbe inevitabilmente accaduto. Insomma ci è andata bene!”

Allora gli imprevisti erano all’ordine del giorno: “Un’altra volta – ricorda Claudio – in prossimità del casello autostradale di Salerno rimasi senza freni con un Fiat 690, 4 assi con rimorchio! Fortuna che non andavo veloce, infatti avevo già iniziato per tempo a scalare le marce. E fortuna che al casello non c’era fila. Insomma riuscii ad arrivare fino al nostro deposito con il camion pieno,  utilizzando solo cambio e freno motore!”

Nel 1990 Claudio Giannella si mise in proprio, separandosi dal fratello Antonio. Nel frattempo i figli Giuseppe e Fausto presero a lavorare col padre. Oltre al trasporto dei materiali da costruzione, in parallelo, la Ditta Giannella ampliava e portava avanti con successo l’attività di movimento terra.

“Papà mi insegnò a guidare il camion a 8 anni. Mi teneva sulle ginocchia e mi faceva girare il volante mentre mi mostrava come si cambiava – ricorda Giuseppe, il figlio più grande – e lo stesso poi fece con tutti gli altri miei fratelli! Le patenti poi le presi sotto il militare. Mi ricordo la faccia allibita del caporale istruttore quando vide destreggiarmi disinvolto con il cambio dell’OM Fiat CM 52 dell’Esercito: 8 marce, 4 normali e 4 ridotte.”

Proprio nel ’90, Claudio acquistò un IVECO 190/42 TurboStar, motrice e rimorchio, di seconda mano ma in ottimo stato. Un bel giorno però, poco prima di affrontare   la salita di Fratte, vicino Salerno, con un carico di mattoni di tufo il motore cedette: “Fortunatamente all’epoca ero socio ACI – ricorda Claudio – così, lasciato il rimorchio, mi trainarono fino a casa dove passammo il carico su un vecchio Fiat 180 a 4 assi, che stavamo per vendere. Con quello riuscimmo a recuperare il rimorchio e ad effettuare la consegna. Lo stesso giorno poi, al ritorno, si bruciarono i freni del 180! Insomma un viaggio veramente sfortunato.”

Dal 2000 subentrarono nell’impresa anche gli altri figli di Claudio dandogli il cambio. Così i figli maschi Giuseppe, Fausto, Antonio e Francesco si misero alla guida dei camion mentre la figlia Anna Rosa passò all’amministrazione.

Da sin: Giuseppe, Fausto, papà Claudio, Antonio e Francesco Giannella.

La ragione sociale venne trasformata da Claudio Giannella Autotrasporti in F.lli Giannella Autotrasporti S.r.l. Con il tempo anche il lavoro è variato e l’impresa familiare ha ampliato il settore movimento terra e demolizioni con l’acquisto di macchinari specifici.

Anna Rosa Giannella

Dal 2012, oltre al trasporto di materiali per l’edilizia ed al movimento terra, i F.lli Giannella hanno iniziato una nuova attività di vendita al dettaglio di materiali per l’edilizia, idraulica, ferramenta e arredo bagno.

Ad oggi la Società vanta un parco mezzi composto da: due IVECO storici (ma ancora super operativi) 190 TurboStar, un 42 con cambio ZF, motrice ed un 48 con cambio Fuller, trattore; due motrici da cava/cantiere IVECO, un Trakker 480 ed un 330; un trattore IVECO Stralis 560; un trattore Volvo FH16 550 dotato di cambio I-Shift con primini; 4 camioncini cassonati di cui due Fiat, un 50 e un 79, un IVECO Eurocargo e un Durso 4×4 35 ql. mezzo d’opera; tre vasche semirimorchio per il trasporto di inerti; un carrellone per il trasporto  MMT; un semirimorchio centinato. 5 escavatori rispettivamente da: 240, 140, 50, 35 e 15 quintali; una pala cingolata da 100 ql e una pala gommata da 100 ql; un bobcat ed attrezzature varie da cantiere.

Il Fiat 642

Circa quattro anni fa i figli di Claudio trovarono un Fiat 642 N65R in buone condizioni, identico a quel primo camion che segnò l’inizio dell’impresa. Lo storico veicolo necessitava solo di alcune cure di restauro alle quali Claudio si dedicò con passione. Oggi il camion è conservato gelosamente a riposo all’interno di un capannone. Solo ogni tanto viene tirato fuori nel piazzale per far girare un po’ il motore.

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