In Calabria tra fiumi strade e cave con Pasquale Paparo

23 novembre 2019
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Storia di un ragazzone calabrese di 28 anni che, nonostante la giovane età ha esperienza da vendere

Pasquale le patenti per i camion le ha prese a 19 anni, ma già da quando ne aveva 7, saliva a bordo del Turbostar 190/48 dello zio Domenico che gli ha tramandato mestiere e passione.

“Mio padre non voleva assolutamente che intraprendessi la professione di camionista – racconta Pasquale – Abbiamo avuto degli scontri feroci per questo motivo. Tuttavia in me scorre il sangue di mio nonno Pasquale (porto il suo nome con orgoglio) che anche oggi, alla veneranda età di 88 anni scende sul fiume a raccogliere sabbia e ghiaia con la pala meccanica! Ricordo che dopo la scuola, i miei amici si andavano a divertire, io non vedevo l’ora di salire sul camion. Così, terminati gli studi di ragioneria, mi sono preso le patenti ed ho iniziato a lavorare per l’azienda di famiglia”

L’impresa di autotrasporti Paparo fonda le sue origini nei primi anni ’50, quando il capostipite Pasquale iniziò a trasportare ghiaietto ed inerti da costruzione nel Catanzarese. All’epoca “nonno” Pasquale contribuì alla costruzione di numerose dighe, strade e ponti locali. Da allora la famiglia Paparo ha allargato i propri orizzonti e nel 1987 ha acquistato una cava per il recupero di inerti per calcestruzzo, nel 1996 ha aperto un impianto di frantumazione di inerti per  asfalti. Oggi l’impresa che ha sede a Badolato, un caratteristico borgo medievale sulla costa ionica calabrese, si occupa anche di asfaltatura strade e conta più di 26 camion e diversi mezzi movimento terra. La gestione è affidata ai figli di Pasquale senior, Tonino (57 anni – padre di Pasquale junor) che lavora in amministrazione e non ha mai guidato un camion, Gregorio (53 anni) e Domenico (45 anni), entrambe esperti conducenti di camion e macchine movimento terra, ed ovviamente a Pasquale junior che, per conto suo, ha fondato un nuovo ramo d’azienda dedicato al trasporto di linea.

“Intendiamoci, il lavoro di cava è quello che mi piace di più in assoluto, tuttavia amo toppo i camion e, anche se quelli nostri sono sempre in ordine e ben tenuti, soffro troppo nel vederli sporcare, graffiare od ammaccare nelle cave o sul greto dei fiumi dove andiamo a raccogliere sabbia e ghiaietto – confessa Pasquale – Provavo una certa invidia per tutti i colleghi che guidavano quei bei trattori stradali tutti luci e cromature sfavillanti, così ho deciso di iniziare questa nuova attività. Attualmente ho quattro camion di linea operativi con i quali traporto inerti e sabbia per la produzione di calcestruzzo. L’ultimo è un bellissimo IVECO Stralis XP 570 che ho voluto personalizzare realizzando un sogno che da tanto tempo conservavo nel cassetto: onorare il ricordo del grande campione di Formula 1, Niki Lauda. Appena ritirato dal concessionario l’ho affidato alle cure della Rinocustom, un’azienda campana specializzata in customizzazione di camion. Il risultato è impressionante: in pratica hanno realizzato una livrea identica alla Ferrari 312T di Niki Lauda che vedevo sempre in TV da bambino durante i Gran Premi. Il giorno che l’ho ritirato mi sono emozionato!”

 

Ma Pasquale non segue unicamente il trasporto di linea, da febbraio a giugno torna al suo antico amore, il fiume e la cava.

“Sin da ragazzo mi ha sempre appassionato questo lavoro avventuroso. E quando dico avventuroso non scherzo. Raccogliere sabbie e ghiaia lungo il greto del fiume è veramente pericoloso. Ricordo che da ragazzo – racconta Pasquale – a causa dell’inesperienza mi ritrovavo spesso e volentieri impantanato nelle sabbie mobili. Per fortuna non si è mai soli sul fiume e con l’intervento delle pale meccaniche riuscivano a liberarmi. Oggi è veramente difficile che possa riaccadermi, tuttavia il pericolo è sempre dietro l’angolo perché la natura è imprevedibile. Anche se prima di ogni lavoro facciamo sopralluoghi e verifiche, la conformazione del fondo fluviale può variare da un momento all’altro a seconda del clima, e dove il giorno prima c’era un terreno solido il giorno dopo ti imbatti nelle sabbie mobili. La sensazione di affondare con il camion carico nel fango è terribile. Più d’una volta per liberare un camion impantanato abbiamo dovuto svuotarne il cassone con la pala meccanica per alleggerirlo. Fortunatamente i nostri autisti sono tutti molto esperti. Quasi tutti cugini e parenti – spiega Pasquale – Anche in amministrazione lavorano parenti e amici, diretti da mio padre.”

 

Oggi l’impresa ha assunto la denominazione di Trasporti Paparo s.a.s. di Rosa Maria (sorella di Tonino, Gregorio e Domenico) & C.

L’attività fluviale dei Paparo si svolge principalmente sul fiume Gallipari, che rappresenta un confine naturale tra i comuni di Isca e Badolato, e sul fiume Assi, una fiumara calabrese che sfocia nel Mar Ionio, nel comune di Monasterace.

“Percorrere la fiumara è un’esperienza unica, immersi nel verde tra lecci e querce nella flebile luce dell’alba. Il rumore del fiume, a volte, riesce persino a sovrastare il rombo del diesel. Su quelle strade mi arrampico con il mio IVECO Trakker, 4 assi, 8×6, uno dei camion che preferisco in assoluto – confessa Pasquale – In scuderia abbiamo anche due Astra 6×4 tre assi, passo corto, per missioni estreme. Lo devo ammettere, sono macchine eccezionali, ma solo se utilizzate in off-road, perché su strada sono di una scomodità totale. Con il Trakker invece ci vado dappertutto, è fantastico sia sul fiume che in cava o nei trasferimenti su strada. Lo devo ammettere, sono un fan dei camion IVECO, marchio che ha raccolto l’eredità dei vecchi Fiat, che erano dei veri e propri muli da soma. Quando sono andato ad acquistare l’ultimo Stralis, un paio di mesi fa, il concessionario locale mi aveva parlato dell’ultimo nato l’S-Way, ma, sinceramente, come mi ha insegnato mio nonno, non me la sentivo di rischiare con l’acquisto di un prodotto nuovo. Lo Stralis XP lo conosco bene, è un veicolo molto affidabile ed ha un gran motore. Sicuramente però per il futuro un pensierino ce lo faccio. Almeno esteticamente, l’S-Way è molto bello, staremo a vedere il giudizio della strada.” 

 

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