Ciao Andrea, ti vogliamo ricordare così! Era il 9 giugno 2020

25 luglio 2021
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Modifica qui, modifica la, cambia questo, cambia quello, la macchinina rossa ha cambiato faccia… e pure il rombo

Andrea Fusaro, classe ‘71, detto “Fuzer” (come l’ex giocatore di calcio degli anni ’90) nativo di Borgosesia (VC), oggi abita a Pray, un paesino in provincia di Biella, a pochi chilometri di distanza. Fa il camionista da una vita: “Anche mio papà e mio nonno erano camionisti e, come molti altri della zona, iniziarono l’attività come padroncini, trasportando filati. Io però sono stato sempre un autista dipendente e, nella mia lunga carriera ho trasportato di tutto – racconta Andrea – Avevo 22 anni quando ho preso la patente C. Inizialmente trasportavo mobili per un mobilificio locale con una piccola motrice. Poi a 30 anni mi sono deciso a prendere la E. Trovai lavoro presso un’azienda locale. Stetti con loro 10 anni. Ero in giro cinque giorni su sette. Il lavoro era duro ma ben pagato. Caricavamo piastrelle a Sassuolo e le portavamo in Francia; oppure il grano da distribuire a Torino o Borgomanero. Capitava anche di caricare terra minerale alla Cava di Boca da consegnare alle ceramiche di Sassuolo.”

Poi con l’arrivo della crisi nel 2009 iniziò a scarseggiare il lavoro: “I clienti non pagavano e di conseguenza anche la ditta tardava con gli stipendi. Alla fine non ce l’hanno più fatta e ci hanno mandato a casa. Era il 2011. Per me e la mia famiglia fu un duro colpo. Ci ritrovammo presto in mezzo a una strada io, mia moglie e le nostre due figlie. Non potevamo pagare l’affitto e ci sfrattarono. Fortunatamente ci ospitarono i miei suoceri per qualche anno. Per sbarcare il lunario lavoravo con contratti a termine, facevo sostituzioni agli autisti di camion di rifiuti e tutto quello che capitava.”

Poi finalmente nel 2014 si è sbloccata la situazione e Andrea è stato assunto dall’attuale datore di lavoro, un’impresa locale, dedita al trasporto di acqua minerale e carta per uso casalingo: “Riuscimmo anche a trovare casa, che poi è quella dove abitiamo ora. Una bella casetta con giardino a dieci minuti di macchina dal lavoro.”

Da un paio di anni Andrea possiede una Fiat Punto 1.3 Multijet rossa: “L’ho acquistata usata con soli 87mila km, un vero affare. Era tenuta benissimo. Unico proprietario. Deceduto presto purtroppo. Poi, siccome sono pignolo, l’ho caricata sul camion e portata dal carrozziere. Gli ho fatto dare una bella lucidata. Ho rifatto fare i paraurti. Ho fatto colorare le calotte degli specchietti in tinta ed ho sanificato gli interni.”

“Poi è stata la volta del meccanico. Ho fatto ‘ottimizzare’ la turbina. Poi ho montato 4 ammortizzatori Koni e una frizione rinforzata (punto debole di molte Fiat – n.d.r.). Per sicurezza ho fatto cambiare anche termostato e batteria, filtri e olio. Poi ho sostituito dischi e pastiglie, anche se non ce n’era quasi bisogno, biellette e testine dell’avantreno, con il mio ‘piedino di fata’ è meglio che i freni e l’assetto siano al top. Insomma questo è il risultato finale, che ne dite?”