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MAN, alle origini del Diesel

20 agosto 2017
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La storia del brand tedesco risale agli albori dell’Era Industriale quando ancora il trasporto su ruote era in embrione e gli uomini erano ricchi di idee

Nel 1840, ad Augusta in Baviera in Germania, veniva fondata l’azienda meccanica Sander’sche Maschinen-fabrik che in pochi anni si espande e, nel 1868, acquisiva la Maschinenbau AG di Norimberga. Nel 1897, un giovane e talentuoso ingegnere di nome Rudolf Diesel, in forze presso la Maschine-fabrik Augsburg AG, progettava e costruiva il primo motore a combustione interna, alimentato a gasolio, che sfruttava il principio della compressione per ottenere l’accensione del combustibile: nasceva così il primo motore Diesel!

Il 23 febbraio 1892 Rudolf Diesel deposita a Berlino il brevetto (n. 67207) del motore ad accensione spontanea.

Nel 1908 il Gruppo Maschine-fabrik/Maschinenbau cambiò denominazione sociale trasformandola in M.A.N., ovvero Maschinenfabrik Ausgburg-Nurnberg AG. Gli anni che precedettero il primo conflitto mondiale furono ricchi di grandi successi commerciali. Durante la “Grande Guerra” l’intera produzione venne convertita agli scopi bellici. Nel 1915, sotto la spinta del’amministrazione militare iniziò la produzione di autocarri che diede un notevole incremento allo sviluppo della società. Nel marzo dello stesso anno venne fondata, a Norimberga, in joint venture con la società svizzera Saurer, la Saurer MAN Werke GmbH, per la costruzione di camion da 4,5 ton che utilizzavano telai dell’azienda svizzera abbinati a motori MAN alimentati a benzina da 37 CV con trasmissione a catena.

MAN-Saurer

Nel 1921 per scongiurare le nefaste conseguenze di un imminente fallimento, dovuto allo scompenso creato dalla mancanza di commesse militari, la MAN venne assorbita dal gigante industriale GHH “Gutehoffnungshutte”. Furono anni difficili di grande depressione economica, tuttavia nel 1924, al Motor Show di Berlino, la MAN riuscì a presentare un camion rivoluzionario, spinto da un potente motore Diesel a 6 cilindri a iniezione diretta con polverizzatori a fori multipli, cieli dei pistoni ottimizzati e quattro valvole per cilindro.

Il primo camion MAN con motore Diesel a 6 cilindri a iniezione diretta del 1924

L’importante innovazione tecnologica diede nuovo impulso all’azienda tedesca, basti pensare che nel 1932 il 95% dei veicoli MAN era equipaggiato con motori Diesel. In questo anno venne presentato l’autocarro pesante a tre assi S1H6 da 10 ton equipaggiato con un motore Diesel a sei cilindri in linea da 16,6 litri. All’epoca era considerato l’autocarro Diesel più potente del mondo. Nel 1933, con il programma di rilancio industriale messo in atto dal regime nazista, il Gruppo MAN/GHH, nonostante i vertici aziendali non appoggiassero la dittatura, ebbe modo di  sviluppare sia il comparto veicoli industriali, che il settore marina (mercantile e militare).

Nel 1932 fa il suo debutto l’autocarro pesante a tre assi S1H6 da 10 tonnellate equipaggiato con un motore Diesel a sei cilindri in linea da 16,6 litri. All’epoca era considerato l’autocarro Diesel più potente del mondo.

Con l’inizio del secondo conflitto mondiale la produzione civile MAN cedette nuovamente il posto a quella militare e, durante la guerra, vennero prodotti motori Diesel per sottomarini, carri armati, camion militari e le rampe di lancio per i micidiali razzi V1. Al termine della guerra le forze d’occupazione alleate consentirono alla MAN, devastata come il resto dell’industria bellica tedesca, di riprendere la produzione gli stabilimenti di Norimberga semidistrutti dai bombardamenti. Da lì uscì il primo prodotto del dopoguerra, un camion civile da 4,5 ton, l’ML 4500 equipaggiato con un motore Diesel sei cilindri in linea con potenze che variavano da 110 a 130 CV.

Alla fine del 1945, dagli stabilimenti semidistrutti di Norimberga uscivano i primi autocarri da 4,5 tonnellate ML 4500 equipaggiati con motori Diesel sei cilindri in linea da 110 e 130 CV. In foto una versione trattore con semirimorchio cisterna del 1947.

Dopo cinque mesi di prigionia, nel luglio del 1946, le forze d’occupazione rilasciarono l’ex CEO della MAN, Otto Mayer, vista la sua effettiva estraneità dello stesso al regime nazista, confermandolo Amministratore Delegato e Direttore Generale di MAN. Meyer riuscì a riportare l’azienda al successo, ottenendo un allentamento delle restrizioni all’esportazione dalle forze d’occupazione americane e negoziando, con le stesse, un contratto per l’esportazione di oltre 460 camion del valore di 1,8 milioni di dollari. Nel 1950 la MAN presentò al pubblico il primo autocarro pesante del periodo postbellico, l’F8. Un imponente veicolo da 10 ton di portata utile equipaggiato con il primo motore tedesco Diesel V8 raffreddato ad acqua da 11,6 litri con una potenza di 180 CV.

Nel 1950 la MAN presentò al pubblico il primo autocarro pesante del periodo postbellico, l’F8. Un imponente veicolo da dieci tonnellate di portata utile equipaggiato con il primo motore tedesco Diesel V8 raffreddato ad acqua da 11,6 litri con una potenza di 180 CV.

Nel 1953, il settore veicoli commerciali MAN vendeva 1.489 veicoli a fronte di un fatturato di 70 milioni di marchi. La domanda era così grande che nel 1954 la fabbrica di Norimberga raggiunse i limiti della sua capacità. Nel 1955, venne aperto un altro grande impianto di produzione a Monaco di Baviera e la produzione degli autocarri venne così ridistribuita: nei vecchi impianti di Norimberga si continuò a produrre motori; nei nuovi impianti produttivi di Monaco-Allach, la cui capacità produttiva si attestava sugli 8.000 veicoli all’anno (in pratica il quadruplo della capacità di produzione di Norimberga), si costruivano tutte le altre componenti e si finivano di allestire i camion. Il primo camion uscito dagli stabilimenti di Monaco era un 515 L1 musone da 5 tonnellate, equipaggiato con un motore a 6 cilindri in linea serie D 1046M da 115 CV, abbinato a una trasmissione manuale ZF. Questo modello, inizialmente (1954) assemblato presso gli stabilimenti di Norimberga, rimase in produzione fino al 1956 con diverse varianti di peso e potenza. Appena cinque anni dopo dagli stabilimenti di Monaco uscì il camion MAN numero 30.000.

Il primo camion MAN Diesel prodotto negli stabilimenti di Monaco, un 515 L1 musone da 5 tonnellate, equipaggiato con un motore a 6 cilindri in linea serie D 1046M da 115 CV, abbinato a una trasmissione manuale ZF

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