Neve, catene e freddo (parte uno)

12 dicembre 2021
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Abbiamo raccolto una serie di testimonianze tra vari colleghi su nevicate improvvise, montaggi di catene e…

Come da qualche anno a questa parte il freddo arriva improvviso e con esso le prime nevicate e il gelo. Affrontare le strade in queste condizioni rappresenta sempre un problema, anche per gli autisti più esperti. Sentiamo quindi una serie di testimonianze su come, alcuni colleghi, si sono tolti da impaccio.

Iniziamo con la testimonianza di Saura Sacchetti : “Ad essere sincera non ho mai avuto grandi difficoltà o meglio, non mi è mai successo di restare bloccata per neve, ma ho avuto più di qualche volta disagi sulle strade – racconta Saura – Una sola volta ho avuto paura, viaggiavo con il bilico completamente vuoto e mi trovavo in un tratto di strada statale un po’ in collina, nevicava talmente tanto che la strada si imbiancava sempre di più. Avevo paura perché viaggiavo scarica e nei paraggi non c’era ombra di piazzole di sosta. Ero costretta ad andare avanti. Procedendo molto lentamente arrivai fino all’inizio di una discesa: lì sudai freddo. Dagli specchietti vedevo il rimorchio andare dove voleva lui. Non potevo fermarmi, volevo uscire da quella bufera. Andando avanti ho incrociato dei colleghi bloccati dall’altro verso che non riuscivano a salire che però mi rincuorarono: mi dissero che sei o sette chilometri più avanti la strada era libera da neve e si camminava bene. Così mi sono fatta coraggio e ho proseguito piano, piano, a passo d’uomo, fino ad arrivare dove la strada era già stata pulita. Insomma, mi è andata bene anche se ho sudato freddo!”

Pietro Oliani  (in foto d’apertura) ci da alcuni consigli pratici su come affrontare il problema:  “Dunque, partiamo dalla regola delle regole: se c’è neve o ghiaccio stai in branda! Se questo non è proprio possibile consiglio di montare le catene prima di essere nella merda – spiega Pietro – oltre che essere più complicato c’è il rischio di perdere il controllo del mezzo. I più temerari o quelli che “devono andare” a tutti i costi (e comunque, nei limiti dell’umana comprensione), tipo chi trasporta alimentari, medicinali, mangimi, latte od altra merce deperibile hanno la terza catena da montare davanti su una delle ruote sterzanti, perché è vero che il mezzo deve avere trazione, ma è altrettanto vero che devi farlo andare dove vuoi tu, non dove vuole lui. Io personalmente ho dovuto montare le catene per fare anche solo cento metri perché, distribuendo mangimi nelle cascine, capita spesso e volentieri che le strade siano pulite ma le stradine private per entrare in allevamento (tra l’altro in montagna con pendenze assurde) siano ricoperte da una spessa coltre di neve o da lastre di ghiaccio.  È meglio esercitarsi a montare le catene prima che servano – consiglia Pietro – ad esempio d’estate in un piazzale all’asciutto con tutta calma, così, forse, al momento del bisogno si riesce ad eseguire l’operazione con la dovuta perizia. E comunque le catene non basta averle a bordo e saperle montare. Una volta montate vanno controllate e tirate per bene e poi, quando si smontano, devono essere lavate e ricontrollate perché, se si rompono, non lo fanno quando sono nel cassettone ma quando sei nella merda, e allora son cazzi.”

Il racconto di Dayana Baruzzo: “Esperienze con la neve ne ho avute solo quando lavoravo con mio padre. All’epoca guidavo un bilico DAF cisterna. Un giorno dovevo prendere la tangenziale di Bergamo e avevo la cisterna mezza piena – ricorda Dayana – Aveva iniziato a nevicare di brutto. Quando ho preso la rampa per salire sulla tangenziale la neve aveva già attecchito. Il liquido in salita è andato tutto indietro e così ho perso aderenza sull’asse di trazione. In pratica ho bloccato il traffico sulla rampa e non riuscivo ad andare avanti né indietro. Ho chiamato i carabinieri, ero disperata, fortunatamente sono arrivati subito. Hanno fatto arretrare le auto che si erano accodate dietro di me, così ho avuto modo di arretrare piano piano stando attenta a non scivolare. A quel punto ho aspettato diverse ore, prima che arrivassero lo spazzaneve e lo spargisale, per sgombrare la strada. Ora per fortuna trasporto bestiame vivo con un autotreno Scania ed il peso rimane omogeneo su tutto il mezzo. C’è da dire, poi, che l’autotreno in generale su terreni fangosi o innevati è molto più sicuro del bilico e offre molta più aderenza.”

Anche Marco Curci nella sua carriera di camionista ne ha incontrata tanta di neve: “D’avventure ne ho avute tante. Una delle peggiori è stata agli inizi degli anni ’90. Sono rimasto bloccato per tre giorni sugli appennini, tra Firenze e Bologna quando ancora non c’era la variante di valico – ricorda Marco – Me la sono vista brutta quella volta. Eravamo tutti lì bloccati, camionisti e automobilisti. In queste occasioni però viene fuori il meglio delle persone. Nella difficoltà si è tutti solidali. Mi sono ritrovato a cucinare carbonara, la mia specialità, sul camping-gas per me e i miei vicini di auto e camion a – 17°. Qualche volta poi noi camionisti facevamo entrare i bambini in cabina per farli riscaldare un po’ e per fargli vedere l’interno dei camion, tanto per distrarli e fargli passare il tempo. Poi finalmente sono riusciti a sgomberare la strada e siamo ripartiti. Poi l’anno scorso in Spagna, dove trasporto la carne, sui Pirenei, tra Saragozza e Madrid, ho beccato una nevicata micidiale. In poche ore la strada si è riempita di neve. Arrivato alla piattaforma logistica a Leganes, in provincia di Madrid, il dramma era entrare. Ne cadeva talmente tanta che ogni volta che usciva un camion dal punto di scarico, si riempiva di neve. Bisognava aspettare che pulissero. Ma anche così il fondo si gelava ed era scivolosissimo. Insomma, in questi casi le difficoltà da superare sono tante. Fortunatamente ora mi aiuta l’esperienza e ai primi freddi assicuro bene il carico un po’ più sopra la ralla in modo da dare più grip all’asse trattore. Poi, rispetto al passato, oggi con le gomme da neve si riesce ad andare quasi dappertutto. Altrimenti montare le catene su questi bestioni diventa un’impresa. Certo per legge te le devi portare sempre appresso dopo il 15 novembre. Ma, da diversi anni ormai, non le monto più. Comunque, guidando sulla neve devi stare continuamente attento, non solo al tuo camion ma anche agli altri: non tutti sono esperti, per cui trovi macchine intraversate, camion intraversati e tante altre insidie ancora.”