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Officine Cucini: made in Italy con pedigree

23 ottobre 2020
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Storia di un’azienda nata 57 anni fa in Toscana affermatasi nel tempo come produttore di allestimenti e trasformazione di veicoli industriali e commerciali

Una storia di passione e di eccellenza del “made in Italy” arrivata ormai alla seconda generazione e proiettata nel futuro. Nata come officina meccanica di riparazione auto e autocarri nei primi anni ‘60 a Barberino Val D’Elsa (FI), la Officine Cucini è un’azienda a conduzione familiare che, nel tempo, si è evoluta e trasformata in coachbuilder di allestimenti veicoli commerciali ed industriali, in particolare di cassoni e ribaltabili. Inoltre, nel 2013, l’azienda toscana ha inaugurato un reparto di trasformazione veicoli in 4×4. Oggi Officine Cucini è un brand sinonimo di qualità, affidabilità e sicurezza a livello europeo in tutte le branche della propria attività.

“Un cassone o un ribaltabile Cucini – racconta Simona Cucini, direttore commerciale e co-titolare della società con il fratello Fabio – deve essere perfetto. Il massimo in termini di qualità, prestazioni, sicurezza e affidabilità. Fa parte della nostra filosofia aziendale. Da sempre. Noi puntiamo tutto sul prodotto e non sulle politiche di prezzo. Io scelgo Cucini perché mi toglie tutte le problematiche e devo pensare solo al mio lavoro. I nostri clienti quando lo capiscono non tornano più indietro.”

Simona e Fabio Cucini sono cresciuti in officina, a pane e motori. Sempre vicini sin da piccoli al padre Vittore, il fondatore dell’officina, ora sono le due anime di questa azienda di eccellenza del made in Italy, i cui prodotti sono diffusi da Catania a Londra.

“Sono figlio di contadini e amo la terra – sottolinea Vittore Cucini, fondatore dell’azienda al centro della foto) – questa mia origine mi ha abituato al duro lavoro”.

Negli anni ’80 la Officine Cucine raggiunge l’apice dell’espansione industriale diventando la realtà toscana più importante nell’ambito delle officine meccaniche. Proprio in quegli anni, infatti, viene avviato il reparto di produzione degli allestimenti industriali (cassoni, ribaltabili, centinature e furgonature) affidato al figlio Fabio che ancora oggi ne è il responsabile. L’azienda non ha tralasciato le proprie origini e lo stabilimento di riparazione auto e autocarri è tuttora attivo e offre servizi di riparazione, revisione e collaudi anche attraverso una rete di partner in tutta Italia.

“Gli amici – racconta Fabio, direttore tecnico delle Officine Cucini – già da ragazzo mi chiamavano ‘Perfettino’ per la precisione maniacale del mio lavoro. Io sono nato e cresciuto in officina, sono sempre stato vicino a mio padre a riparare motori e l’odore dell’olio era il profumo della mia vita. La precisione e la ricerca della perfezione guida ogni mia azione e ogni mio nuovo progetto”.

Una dote che fa sì che ogni progetto ha pochissime necessità di revisione e riduce i tempi di realizzazione dei nuovi prodotti.

Simona ha cominciato a lavorare in Officine Cucini all’età di 20 anni, occupandosi dei collaudi, delle omologazioni e dell’amministrazione dell’azienda. In un settore – in quel momento storico – ancora prettamente maschile: “Mi ero messa in testa – racconta Simona – di ricoprire qualsiasi ruolo per essere di aiuto alla mia famiglia, senza aver paura di sporcarmi le mani, eliminando qualsiasi pregiudizio. Iniziai ad occuparmi dell’area commerciale presentandomi direttamente dai più grandi clienti e aziende del circondario, ma niente: nelle loro menti non prendeva piede l’idea che una donna potesse vendergli dei cassoni ribaltabili. I prodotti che gli presentavo non li attiravano e si finiva sempre a discutere sul prezzo. Da lì mi accorsi che dovevamo cambiare tutto. Il nostro cassone non doveva essere paragonato agli altri, ma ‘risolvere un problema’. Tornai in officina un po’ sconfitta dalle aspettative andate in fumo, ma con la voglia di non arrendermi”.

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