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“Si, viaggiare…!”

19 ottobre 2017
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Luca Pulie per lavoro ha toccato più di 30 Paesi e attraversato 3 continenti, esperienze uniche che ci racconterà un po’ alla volta

Luca, nato 47 anni fa a Santo Stefano di Cadore (BL), ha scelto di fare il camionista per poter viaggiare e conoscere il mondo. Nessuno in casa sua aveva mai svolto questa professione: “Oggi sarebbe impossibile per me vivere senza la strada – dice Luca – Il camion oltre ad essere uno strumento di lavoro è anche la mia seconda casa. A me piace viaggiare, se abitavo sul mare facevo il marinaio.”

Prese le patenti nel ’92, dopo aver fatto un po’ di pratica con un Fiat/Iveco 170/35, iniziò a fare esperienza di estero in Europa, guidando un Iveco Eurostar: “All’epoca si faceva più che altro Germania ed Austria. Poi dopo circa 7/8 anni sono andato a lavorare per la Case di Agordo, azienda specializzata nei trasporti internazionali verso l’Est Europa. – racconta Luca – Ho iniziato ad andare in Slovacchia, Polonia, Repubblica Ceca, tutte ancora con le dogane da fare e in Romania per la quale si usava il carnet TIR.”

La Russia: amore a prima vista

“Il primo viaggio in Bielorussia non lo dimenticherò mai – ricorda Luca – vedevo solo distese immense e desolate, popolate unicamente da boschi di betulle. Paesaggi che trasmettevano il freddo solo a vederli ma al tempo stesso ricchi di fascino. Guardandoli pensavo al gran freddo che i nostri soldati avranno patito durante la ritirata dalla Russia nella seconda guerra mondiale. Dopo la Bielorussia iniziai a viaggiare in Russia passando da Mosca, spingendomi fino a Ekaterimburg e Ufa, sugli Urali. Erano anni molto belli dove feci tante esperienze come autista. Strade gelate, neve, temperature fino a – 41°! Non dovevamo mai spegnere il motore altrimenti si rischiava di non ripartire. Io stato molto fortunato perché ho incontrato sempre bravissimi colleghi italiani, ma anche stranieri, che mi hanno insegnato tutti i trucchi del mestiere.”  

Ma viaggiando all’estero con le lingue come si fa?

“A Santo Stefano, essendo vicini al confine con l’Austria, parliamo quasi tutti il tedesco e, per viaggiare in Europa, è già un grande vantaggio – spiega Luca – In più io me la cavo bene anche con l’inglese. Poi con i viaggi in Russia ho imparato anche il russo. E, come dice un proverbio russo: – Языке и до Киева доведет – ovvero – La lingua ti porterà fino a Kiev – per dire che il conoscere le lingue ti permette di andare lontano” Infatti nelle lunghe attese, alle dogane o per scaricare la merce, Luca ne approfittava per studiare il russo.

Quando non c’era il telefonino

“La solitudine fa parte della vita del camionista ed a volte è proprio pesante, specie allora che non si avevano i telefonini. La telefonia mobile era appena agli inizi. Per comunicare con l’azienda avevamo il satellitare. Ricordo una volta che ero andato a consegnare dei materiali per una fiera a Mosca, furono così gentili da farmi telefonare a casa perché era il mio compleanno. Oggi sembra una cosa stupida, ma allora è stata un’esperienza commovente… mia mamma ancora se lo ricorda!”

Il freddo

Combattere il freddo in Russia è difficile, ma non impossibile: “Si dormiva sempre in cabina, ma i camion della Case erano tutti equipaggiati con i riscaldatori supplementari della Webasto che funzionavano benissimo. Poi per le notti particolarmente fredde avevo sempre un sacco a pelo supplementare. Per il gasolio si usava mettere delle palline di naftalina come additivo nei serbatoi ogni 100 litri di carburante.”

La compagnia

Nei lunghi viaggi all’estero fortunatamente si trovano sempre tanti colleghi con i quali si trascorrono belle serate in compagnia: “Di camion italiani all’est se ne trovavano molti, quelli della BFC, di Zanchettin,  tanti padroncini  di Bergamo, qualche romano che lavorava con le ambasciate, uno di Prato che faceva linea fissa col Kazakistan. Poi si socializza molto con i russi. Mi piace la cultura e l’ospitalità di quel popolo. Lì ho imparato quasi subito a parlare in russo e quello mi ha molto aiutato in tutto”.

Nelle strade dell’est a volte si possono fare brutti incontri: “Personalmente non ho mai subito furti, tuttavia bisogna stare molto attenti. Quando si trasportavano cose di valore in Russia si viaggiava in convoglio scortati dalla polizia. Per passare la frontiera tra Finlandia e Russia a Torfianovka per esempio ti mettono un militare armato in cabina fino a destinazione. I problemi più grossi li ho avuti con la burocrazia delle dogane: alle volte capitava di stare anche 20/25 giorni fermi in dogana…  faceva parte dei rischi del viaggio. Durante quelle lunghe attese si familiarizzava con gli autisti di altri paesi. Tutte esperienze che in generale insegnano a comportarti ed a dare alle cose il giusto peso.”

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