Storia dei Veicoli Commerciali Leggeri Mercedes-Benz

10 aprile 2018
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Dalle motocarrozzette con uno scatolone di legno posato sul retro ai veicoli commerciali che hanno segnato la storia del trasporto leggero

Il 29 gennaio 1886, l’ufficio brevetti di Berlino rilasciava al Signor Carl Benz il brevetto numero 37435 per una sua strana invenzione, la Velociped, ovvero un carrozzino a tre ruote dotato di motore in grado di camminare in completa autonomia senza traino di cavalli: era nata l’automobile!

Di lì a poco un altro geniale tedesco, Gottlieb Wilhelm Daimler, montò un motore a scoppio su una carrozza a quattro ruote di tipo American costruita dai coachbuider Wimpff & Sohn. Nasceva così la Motorkutsche (letteralmente, carrozza a motore). Il futuro dell’umanità era segnato, dalla trazione animale si passava definitivamente alla trazione a motore.

I primi veicoli commerciali

 

Dopo aver ampiamente sperimentato ed individuato le importanti implicazioni relative al trasporto dei nuovi veicoli, si cominciò a pensare al mondo del lavoro. I primi esemplari di veicoli commerciali, sia Daimler che Benz, risalgono al 1896 come l’Autocarro Daimler. Spinto da un motore Phoenix a due cilindri da 4 CV, il veicolo era dotato di un cambio a quattro marce a cinghia. Con un carico utile di 1.500 kg questo rudimentale autocarro rappresentava di fatto il primo veicolo commerciale della storia. Sempre nel 1896 Benz presentava La Velo Benz, una piccola vettura biposto che grazie all’applicazione di un rudimentale scatolone di legno sull’asse posteriore veniva trasformata in un camioncino con un carico utile di 300 kg. Il veicolo era equipaggiato con un motore monocilindrico a 4 tempi di 1.045 cc che erogava 2,75 CV a 600 giri/min. La velocità massima era di 20 km/h. Nel 1898 poi, Daimler costruì un furgone cassonato con trasmissione a catena. Il propulsore a due cilindri da 6 CV, era collocato sotto il sedile di guida. Il veicolo aveva una capacità di carico di 1.200 kg.

Di li a poco,però, il primo conflitto mondiale, la “Grande Guerra”, piegava in due la Germania che ne usciva con le ossa rotte. Tuttavia le fervide menti dei tecnici tedeschi riuscirono ugualmente a sfornare brevetti su brevetti, dando un notevole impulso all’industria automobilistica mondiale. Nel 1926 le ormai consolidate aziende, Benz & Cie e Daimler Motoren Gesellschaft, unendo le forze, costituirono il Gruppo Daimler-Benz.

L’avvento del motore Diesel

Il 20 maggio 1927 la Daimler-Benz presentò al Salone di Colonia la sua nuova gamma di veicoli commerciali che comprendeva i modelli L 1, L 2, L 5 e N 1 e N 2. Tra questi, suscitò grande clamore l’autocarro da 5 ton, L 5, equipaggiato con il primo motore Diesel a sei cilindri al mondo. Questo, a tutti gli effetti, sarà il primo autocarro Diesel prodotto in grande serie. La produzione dei veicoli era distribuita tra le varie fabbriche del Gruppo tra cui Mannheim,

Gaggenau, Marienfelde e Stoccarda. I veicoli commerciali, però, venivano prodotti esclusivamente presso gli stabilimenti di Gaggenau.

Nel 1929 venne presentato il Mercedes-Benz L 1000 “Express”. Questo veicolo incontrò una grande fortuna e fu prodotto fino al 1936. Montava un motore da 2,6 litri e 50 CV, poteva trasportare, in versione furgone, fino a 1.000 kg.

Nel 1931 nasceva la fortunata serie di auto 170. L’anno seguente la Mercedes-Benz presentò un veicolo commerciale derivato direttamente da quella vettura, l’ L 300. Equipaggiato con un motore a sei cilindri in linea che erogava 32 CV, accoppiato a una trasmissione manuale a 3 marce con overdrive il veicolo era lungo 3,7 m e aveva un capiente vano di carico di 1.260×1.260×980 mm. Il carico utile era di 300 kg.

Lo stop della seconda guerra

Il Gruppo continuò a crescere ed espandersi fino allo scoppio del secondo conflitto mondiale. L’intera produzione venne riconvertita a scopi militari e gli impianti produttivi vennero devastati dai pesanti bombardamenti degli alleati. La Casa con la Stella ne pagò un caro tributo. Alla fine della guerra, degli stabilimenti Daimler-Benz non rimanevano che cumuli di macerie. La rete di produzione era smembrata dalla divisione dei territori perpetrata dai vincitori: Stoccarda, Mannheim e Sindelfingen erano sotto il controllo USA; Gaggenau assegnata alla Francia; Marienfelde (quartiere di Berlino Est) sotto dominio sovietico. Tuttavia da quelle ceneri, come un’Araba Fenice, dallo stabilimento di Untertürkheim (Stoccarda), riuscì a risorgere la linea produttiva della 170V un’auto della gamma W136 (evoluzione della 170 del ’31), lanciata nel 1936.

La rinascita grazie ai veicoli commerciali

Alla Mercedes-Benz, inizialmente, gli Alleati concessero di costruire unicamente la versione commerciale di quella vettura in configurazione Panel-Van, Pick-Up e Ambulanza. Dopo più di un anno dal termine del conflitto, occorso agli operai superstiti per rimuovere le macerie dallo stabilimento, iniziò la produzione del veicolo commerciale che, in pochi anni, permise al marchio tedesco di riaffermarsi sul mercato.

Il Furgone Mercedes-Benz 170 V, disponibile nelle versioni furgone, pick-up ed autoambulanza, disponeva di un motore a quattro cilindri da 38 CV. Nel 1951 venne introdotto il motore Diesel, un 4 cilindri di 1.767 cc da 40 CV.

A metà degli anni ’50 veniva presentato il modello L 319 in versione furgone (foto apertura), cassonato e ribaltabile. Il veicolo era equipaggiato con un motore Diesel a 4 cilindri che erogava 43 CV.

1956 – Mercedes-Benz L319

Vito, Sprinter e Citan

Mercedes-Benz Sprinter, Vito, Citan

A metà degli anni ’90 fanno la loro comparsa il Vito e lo Sprinter, due furgoni di media e grossa taglia che hanno fissato parametri di riferimento sia in termini prestazionali, che in praticità d’uso e sicurezza.

Mercedes-Benz Sprinter e Vito

Nel 2012, dal sodalizio Mercedes-Benz – Renault, nasce il Citan, nome composto dalle parole City e Titan (i titani erano i mitologici giganti greci simbolo di forza e di potenza). Nonostante venga costruito sulla base del Renault Kangoo il Citan presenta i tratti caratteristici del Costruttore di Stoccarda sia in termini di sicurezza che di prestazioni: equipaggiato con un’ampia gamma di motori Diesel e benzina parchi nei consumi e dalle emissioni contenute, il Citan è disponibile nelle versioni Furgone, Kombi e Mixto con lunghezze e pesi diversi.

Mercedes-Benz Citan

Il Pick-Up Classe-X

Dopo una serie di fughe di notizie, voci di corridoio, annunci a sorpresa e smentite ufficiali susseguitesi negli anni finalmente nel 2017 nasce il tanto atteso Pick-Up Classe-X. Realizzato in comunità produttiva con l’alleanza Renault-Nissan, il veicolo viene offerto con tre motorizzazioni: un Diesel V6 da 258 CV (disponibile a partire dalla metà del 2018); un quattro cilindri Diesel da 163 CV o 190 CV; solo per alcuni mercati sarà disponibile un motore a benzina da 165 CV. Abbinati a queste motorizzazioni due tipi di cambio a scelta: manuale a 6 marce o automatico a 7 marce. Tre tipi di trazione disponibili: posteriore, integrale permanente e integrale inseribile (4MATIC) con rapporto di riduzione “low-range” e bloccaggio del differenziale sull’asse posteriore. Il Classe X è in grado di sostenere un carico utile fino a 1,1 tonnellate e può trainare fino a 3,5 ton. Al cassone si accede tramite il portellone posteriore  che si apre a 90° con paraurti montato. Senza paraurti il portellone posteriore si apre fino a 180°. La larghezza interna tra passaruota consente di caricare trasversalmente un Europallet.

Un futuro ecosostenibile

Mercedes-Benz Vans ha sperimentato negli anni diverse soluzioni alternative al “petrolio” come la propulsione elettrica. L’azienda tedesca prevede di elettrificare l’intera gamma dei veicoli commerciali iniziando con l’eVito a metà 2018 per poi passare al resto nel 2019. Allo scopo è stato creato un sub brand dedicato, EQ, con il quale il Gruppo Daimler ha realizzato un ecosistema completo che, oltre ai veicoli elettrici, comprende anche un’offerta completa che spazia dai servizi intelligenti agli accumulatori di energia per uso industriale o domestico e alle tecnologie di ricarica, fino al riciclaggio sostenibile.

Per la mobilità del futuro, inoltre, il Gruppo Daimler continua a fare affidamento sulla coesistenza di tecnologie differenti come motori a combustione high-tech ad alta efficienza, trazioni elettriche a batteria o a cella a combustibile, trazioni ibride Elettrico-Diesel.

 

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