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Test Drive eSprinter da 3,5 ton

17 novembre 2020
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Abbiamo provato il nuovissimo Mercedes-Benz eSprinter in giro per il centro storico di Roma

Pensate a un furgone, passo lungo tetto alto, che passa di fronte alla faccia allibita dei vigili urbani di Roma, che sono li li per fischiare mentre sta per varcare la soglia della ZTL! La mancanza di rumore e di fumi di scarico non lasciano dubbi, inoltre la livrea elettrica ufficiale Mercedes-Benz bianca e blu con le scritte pubblicitarie su cofano e fiancate evidenziano la natura a zero emissioni del veicolo: “The New eSprinter. Are you #e-ready?” Come a dire: “Io Sprinter elettrico esisto, ci sono… e tu? Sei pronto alla mobilità elettrica?”

Saliamo a bordo

Gli interni dell’eSprinter sono un po’ più “spartani” di quelli del gemello diesel. Ogni servocomando in più è destinato a rubare energia utile alla marcia pertanto si rinuncia al volante multifunzione, ai comandi elettrici dei sedili, alla super consolle digitale dove, al posto di quest’ultima troviamo una classica autoradio a un “din”.

Tuttavia Mercedes-Benz non rinuncia alla sicurezza così troviamo una parte di specchietto riservata al display collegato alla telecamera posteriore per la retromarcia assistita. Inoltre, durante la retro si attivano sia un beep esterno (per avvisare i pedoni), che un beeper interno che aumenta d’intensità quando ci si avvicina troppo ad un ostacolo.

Mettiamo in moto

Dopo aver preso posizione dietro al volante ed esserci regolati il sedile giriamo la chiavetta d’accensione. Il motore elettrico da 84 kW (c.a. 115 CV), con una coppia di 300 Nm è lì pronto a servirci in completo silenzio. Selezioniamo la levetta del cambio su D, premiamo il pedale dell’acceleratore e lo Sprinter si avvia dolcemente. Da dietro il volante fanno capolino i paddle con i quali è possibile selezionare le impostazioni di recupero energia: D-, D, D+ e D++. Guidando in D- si recupera molta energia cinetica e quasi non c’è bisogno di utilizzare i freni tanta è la forza di decelerazione. D+ e D++ sono per la guida su tangenziali o raccordi autostradali, dove è possibile sfruttare al massimo l’abbrivio sfiorando appena l’acceleratore. Inoltre, attraverso un tastino posto al cento della plancia accanto alla radio, si possono selezionare 3 modalità di marcia: C, E ed E+, ovvero Comfort, Economy ed Economy plus. La modalità Comfort rende la risposta del motore molto simile a quella di un diesel tradizionale. La modalità Economy consente di allungare i tempi di autonomia rallentando l’accelerazione, mentre la modalità E+ riduce la potenza del motore elettrico da 84 a 70 kW e la coppia  da 300 a 270 Nm, il tutto a beneficio dell’autonomia.

Inizia il giro di “consegne virtuali”

Dalla sede di Mercedes-Benz Italia, dove ritiriamo il mezzo, bisogna percorrere mezzo arco di Grande Raccordo Anulare per raggiungere il centro storico di Roma, la meta che ci siamo prefissati. Circa 30 km. Sul GRA di Roma teniamo una media di 110 km/h tenendo d’occhio il livello di carica che lentamente ma inesorabilmente si abbassa. A quanto dice la Casa Costruttrice la capacità delle batterie installate, pari a 55 kWh, consente un’autonomia stimata in circa 150 chilometri con un carico utile massimo di 900 kg. Noi viaggiamo vuoti, pertanto il nostro giro di “consegne virtuali” dovrebbe rientrare ampiamente nel margine di carica. Bisogna precisare che i clienti “elettrici” Mercedes-Benz hanno la possibilità di scegliere una seconda opzione: tre pacchi batterie con una capacità di 41 kWh e minore autonomia di circa 115 chilometri. In questo caso il carico utile massimo aumenta di circa 140 chilogrammi per un totale intorno ai 1.040 kg.

Allo svincolo per la via Flaminia usciamo e ci dirigiamo con ancora tre quarti di carica verso il centro storico. L’eSprinter, infatti, entra senza problemi nelle ZTL. Quindi un distributore che opera al centro di Roma con un veicolo al 100% elettrico, che ha una capacità di carico di 11 m3 – pari cioè a quella di un omologo diesel –  può lavorare sereno e pure di notte, in quanto il livello di rumorosità dell’eSprinter è pari a “0”.

Ci togliamo la soddisfazione di fermarci in mezzo a Campo De’ Fiori per effettuare una finta consegna. Apriamo i grandi portelloni posteriori per accedere alla zona carico, generosa quanto quella dei fratelli diesel. L’unica differenza la fa la ruota di scorta posizionata sopra il passaruota sinistro. Il sottoscocca, infatti, è interamente occupato dai cinque pacchi di batterie agli ioni di litio che alimentano il motore elettrico. La cosa interessante è che i progettisti di Stoccarda sono riusciti a mantenere la stessa altezza da terra del piano di carico.

A fine giro di consegne nel centro di Roma abbiamo ancora a disposizione un 50% di carica. Riprendiamo la via del ritorno. Il mezzo arco di GRA ci aspetta al varco. Nel traffico congestionato che ci aspetta al ritorno, nell’ora di punta, inseriamo la marcia D-. In questa modalità appena alzi il piede dall’acceleratore l’eSprinter quasi si blocca.

Ma siamo fiduciosi di recuperare un po’ di energia cinetica. Ci attendono ancora i fatidici 30 km fino alla sede di Mercede-Benz Italia. Ne abbiamo percorsi in totale una 50na. Sul raccordo spingiamo un po’ di meno ora, ma siamo sempre attorno ai 100 km/h per non intralciare il flusso del traffico. Qui il limite è di 140. Finalmente, ancora con un quarto di carica, arriviamo alla meta. Una volta parcheggiato facciamo “abbeverare” l’eSprinter che, in questo giro virtuale, si è comportato benissimo.

Come ricaricare le batterie

Il Mercedes-Benz eSprinter dispone di Combined Charging System (CCS), un sistema che non richiede colonnine di ricarica o Wallbox particolari. Per la ricarica si può scegliere una colonnina con potenza massima di 7,4 kW con corrente alternata (AC) oppure una colonnina con potenza massima di 20 kW con corrente continua (DC). Scegliendo la potenza di ricarica DC massima da 80 kW e utilizzando una stazione a ricarica rapida DC, la batteria ad alto voltaggio (35 kWh) disponibile di serie può essere ricaricata dal 10 fino all’80% in soli 25 minuti. Per effettuare la ricarica basta inserire il connettore CCS del cavo di ricarica nella presa di ricarica CCS (Combo 2) dietro la stellona sul radiatore. Se non è disponibile una Wallbox o una stazione di ricarica, è possibile ricaricare la batteria anche utilizzando la “rete domestica”. A quel punto occorreranno circa 8 ore.

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