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Test drive Fiat Professional Talento L1H1 MY2020 2.0 Ecojet 120 CV S&S

3 aprile 2021
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Cuore nuovo, vita nuova: la release 2020 del middlesize di Fiat Professional ci ha veramente stupito. Se prima consumava poco ora anche di meno

Oggi siamo veramente fortunati, invece del solito furgone “bianco frigorifero” ci è stato assegnato un nuovo Fiat Professional Talento L1H1 in livrea grigio pastello. Insomma lo stesso colore che ritroviamo nelle aggressivissime 500 Abarth. Anche i cerchi in lega sono decisamente “ignoranti”: 6 doppie razze grigio alluminio con il bordo diamantato e la borchietta con il logo FIAT su sfondo rosso. In fondo è giusto che anche i furgoni abbiano una personalità sportiva. Uno ci sale con più piacere così.

E a proposito di salirci a bordo…

Una volta dentro, a prima vista, sembrerebbe che non sia variato molto dall’ultima versione. Ad un esame più attento ci si accorge dei nuovi rivestimenti New Black pratici ma eleganti, fatti di un tessuto facile da mantenere pulito e resistente al tempo stesso. La plancia offre lo stesso disegno di prima. Il veicolo in prova monta la versione Techno Silver con finiture in alluminio spazzolato.

 

Si parte

Il nuovo propulsore 2 litri, 4 cilindri, 16 valvole common rail, sovralimentato mediante turbo compressore a geometria variabile già al minimo ci piace. Ci piace anche il fatto che sia dotato di cinghia di trasmissione primaria ad anelli metallici che non necessità di manutenzione. Un bel pensiero tolto, senza contare la spesa di dover cambiare la cinghia di gomma. Un lavoro che ci è sempre stato antipatico, perché se non eseguito bene può causare seri danni. E putroppo capita ancora!

Mentre il motore si scalda ne approfittiamo per aggiustarci il sedile di guida. E finalmente si parte. Inseriamo la retro ed ecco la prima sorpresa: il nuovo sistema di infotainment è dotato di uno schermo da 7”, che domina il centro della plancia, dove arrivano le immagini della telecamerina posteriore, a differenza della serie precedente che la rimandava su un rettangolino striminzito all’interno dello specchietto retrovisore.

Inseriamo la prima e partiamo. Marce ben rapportate. Le restrizioni zonali, dovute alla pandemia, ci constringono a rimanere nel Lazio. Poco male: abbiamo una gran varietà di percorsi dove mettere sotto torchio il nostro bel furgone. Decidiamo quindi di andare fino al monte Terminillo passando per Rieti. Andiamo a cercare la neve!

Motore brillante ed elastico. Riusciamo a guidare sul misto stretto della Rieti Terminillo sempre con le tre marce superiori. Quarta, quinta e sesta si alternano in una danza di curve, controcurve e tornanti. Vabbè siamo vuoti. Però pensiamo che anche da carico si possa contare sull’elasticità di questo generoso propulsore. Lo schema delle sospensioni anteriori, tipo McPherson, indipendenti con barra antirollio, consente al veicolo di inserirsi piatto in curva. Le sospensioni posteriori con barra di torsione, molle elicoidali, ammortizzatori idraulici angolari, barra Panard con ruote semi-indipendenti, evita fastidiosi saltellamenti anche ora che è vuoto. Arrivati in cima al monte Terminillo troviamo ad accoglierci un bel manto di neve.

Come già abbiamo avuto modo di sperimentare in passato, pigiamo il pulsantino miracoloso del Traction+ che, in caso di slittamento di una ruota motrice, trasferisce la coppia a quella con maggiore aderenza, rendendo il comportamento del veicolo molto simile a quello di un 4×4. Molto siamo aiutati dalle coperture 205/65 R16 all season della Michelin che forniscono un ottimo grip.

Zona carico e dintorni

A questo punto facciamo dietrofront e riprendiamo la via del ritorno. Siamo veramente soddisfatti delle performance di questo veicolo commerciale di taglia media. In realtà potremmo definirlo in termini pugilistici un welter pesante con i suoi 1.224 kg di portata massima. Insomma 5,2 metri cubi di roba da stivare nell’ampio vano di carico non sono mica pochi. Squadrato senza curve ingombranti il vano è rivestito nella fascia bassa con pannelli in materiale vinilico mentre il piano è ricoperto da un pratico rivestimento in materiale antisdrucciolo. Un paio di faretti in più, magari a LED, farebbero molto comodo per illuminare l’interno della stiva alla quale si accede tramite due portelloni a battente posteriori ed un portellone laterale scorrevole posizionato sul lato destro. Molto comodo lo sportellino sulla paratia in basso (lato passeggero) che da la possibilità di caricare oggetti (tipo palanche o tubi) più lunghi del piano di carico.

Sicurezza e assistenza alla guida

A livello di sicurezza ritroviamo tutti i sistemi già presenti sulla precedente serie come il sensore pioggia e sensore crepuscolare. Particolarmente apprezzato lo “specchiettone” posizionato sull’aletta parasole del passeggero, nobilmente definito “Viewplus”, che permette di controllare l’angolo morto. Per il resto sono presenti tutti i sistemi di sicurezza canonici come ABS, EBD, HBA ed ESC.

Conclusioni

Il Talento non aveva nulla da dimostrare, era già un ottimo veicolo. Ora, se possibile, è ulteriormente migliorato. Gran parte del merito va al nuovo motore che consente realmente di consumare di meno. Alla fine della prova ho percorso circa 250 km consumando 18 litri di gasolio, più o meno. Facendo il “conto della serva” circa 14 km al litro su percorsi cittadini o misti.

Scheda tecnica