Test Drive Nissan Navara Trek-1°

8 agosto 2018
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Abbiamo provato l’esclusiva edizione limitata prodotta in soli 1.500 esemplari del Nissan Navara, il Trek-1°

Trek-1° sono le coordinate geografiche che localizzano il deserto della Navarra dal quale il pick-up della Nissan prende il nome, situato nel nord della Spagna a -1° di longitudine. Il Costruttore giapponese ha voluto in questo modo rendere omaggio alla nazione che da anni ospita i propri stabilimenti produttivi.

Il Navara Trek-1°, presentato lo scorso anno al Salone di Bruxelles, è disponibile solo in versione doppia cabina e deriva dal già lussuoso allestimento Tekna.  Il veicolo in prova è di colore bianco perla metallizzato ed è dotato di roll bar in acciaio nero, di barra di protezione nera, montata sotto lo spoiler anteriore, barre sottoporta laterali nere, bellissimi cerchi in lega neri a sei razze da 18” e cofanatura per il cassone posteriore realizzata in materiale plastico. Quest’ultima, molto bella esteticamente, limita tuttavia la capacità di carico del veicolo, specie in altezza. Al di sotto della copertura, inoltre, è presente un divisorio progettato per separare gli oggetti ma che, a sua volta, limita il carico di merci più lunghe.

La prova

Per saggiare le performance del Trek-1° decidiamo di andare ad esplorare la Tuscia, antica regione etrusca a nord del Lazio. Saliamo a bordo del Navara e ci sediamo al posto di comando. Una volta regolata elettricamente la posizione del sedile, tramite dei pulsanti montati sul lato del sedile, e l’inclinazione del volante, sembra di essere alla guida di una berlina di lusso. Il quadro strumenti ospita contagiri e contachilometri analogici circolari ben leggibili. Tra questi spicca un grande display multimediale a colori da 5,4 pollici che ci mette al corrente di tutto quello che accade, dalla bussola ai dati di marcia. Dal bel volante multifunzione a tre razze con corona rivestita in pelle si può accedere alle varie funzioni riportate sul display.

Premiamo il pulsante di start e il potente 2,3 litri, da 190 CV  e 450 Nm di coppia, ci avverte del suo risveglio con un ringhio sornione proveniente dal vano motore. Un bel motore che gira tondo e pastoso sin dai bassi regimi. Il veicolo è dotato di cambio automatico a 7 rapporti. Inseriamo la marcia selezionando la D. Un filo di gas e il Navara si avvia dolcemente passando progressivamente da un rapporto all’altro senza strappi. Bisogna dire che lo sterzo, specie in manovra, risulta un po’ rigido. In marcia le sospensioni posteriori multilink risultano molto confortevoli. Ci dirigiamo “fuori porta” per il nostro giro e imbocchiamo la A1, direzione Firenze, coccolati dal comodo sedile e dal fresco clima primaverile, creato artificialmente dall’ottimo impianto di climatizzazione bizona. Le sedute posteriori sono protette da raggi solari troppo invadenti, e occhiate indiscrete, da un’elegante quanto pratica pellicola nera applicata su finestrini laterali e lunotto. Notiamo che il consumo di carburante, viaggiando entro i limiti di velocità, a 130 km/h in autostrada, non scende sotto gli 8 litri ogni 100Km.

Lasciata l’autostrada a Orte, dopo un breve raccordo che ci porta a Viterbo, ci inoltriamo sul territorio della Tuscia. Guidare su queste strade tra dolci pendii, boschi e laghi è un vero piacere, accentuato dalla maneggevolezza e dalla stabilità del veicolo. Poi arriviamo sui Monti Cimini e li decidiamo di arrampicarci con il Navara sui sentieri dei boscaioli. Appena il pick-up mette le ruote sulla terra si sente a proprio agio come una pantera nella giungla, impostiamo la trazione integrale tramite la comoda manopola in plancia e procediamo. Ci arrampichiamo con facilità sul sentiero montano che, salendo, si fa sempre più stretto. Decidiamo quindi di tornare indietro. Il sentiero, in pratica, è largo quanto il Navara. Bisogna arrampicarsi sul ripido fianco sinistro di almeno un metro per fare manovra cercando di non arretrare troppo per evitare di finire sulla scarpata di destra. Una manovra veramente difficile, considerati gli oltre 5 metri di lunghezza del pick-up ma agevolata dal sistema Around View che proietta sull’ampio display a centro plancia una vista del veicolo a 360°. Trazione integrale inserita, marce ridotte e un filo di gas, centimetro dopo centimetro, riusciamo a girare il Navara. Finalmente tornati sul nastro d’asfalto prendiamo la via del ritorno poco prima dell’imbrunire. Alla fine del nostro giro siamo molto soddisfatti del Trek-1°. E’ un veicolo dalle prestazioni generose sia su strada che in fuoristrada. Su strada, a nostro giudizio, il cambio automatico è un pochino lento. I consumi sono ottimi, calcolando che tra strada e fuoristrada, abbiamo percorso circa 600 km con una media di circa 10 km al litro.

Sistemi di sicurezza ed assistenza alla guida

Sette airbag proteggono gli occupanti del veicolo: due anteriori per conducente e passeggero, due laterali montati nei sedili anteriori, due laterali a tendina integrati nel tetto e un airbag per le ginocchia del conducente. Il Navara è inoltre dotato di controllo della trazione (TCS); controllo dinamico del veicolo (VDC); blocco elettronico del differenziale posteriore e-LSD. Dispositivo di frenata di emergenza (FEB) che, attraverso un radar integrato nel paraurti anteriore, se rileva un rischio di tamponamento, emette un segnale sonoro e visivo. Se il conducente non reagisce, il dispositivo frena automaticamente il veicolo per evitare impatti. ABS e ripartitore di frenata EBD chiudono il cerchio della nutrita serie di sistemi di sicurezza.

Zona Carico

Il cassone del Navara doppia cabina è lungo 1.578 mm e largo 1.560. Le sponde hanno un’altezza di 474 mm. La ribalta posteriore sopporta un peso di 200 kg una volta aperta. Il carico utile è di 1.042 kg. Il Trek-1° è dotato di serie, oltre che della cofanatura descritta sopra, anche di rivestimento interno del cassone in materiale plastico anti urto e sistema di ganci di fissaggio modulari e movibili C-Channel.