Test Drive Renault Master camioncino

25 febbraio 2020
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Per le strade di Roma con il Master in versione telaio cabinato L2 T35 165 CV a trazione posteriore con cassone ribaltabile Scattolini

In verniciato in color “Rosso Vulcano”, allestito con cassone ribaltabile Scattolini (uno dei 25 allestitori, partner di Renault Italia, che consentono di realizzare e offrire innumerevoli allestimenti pronta consegna), il Renault Master in prova è un trazione posteriore, quindi l’architettura di base è tra le più tradizionali: gruppo motore cambio (in questo caso un manuale ZF a 6 rapporti) longitudinali, ponte trattivo posteriore con ruote gemellate. Insomma un vero e proprio camioncino. Il passo medio (3.682 mm) e la grande maneggevolezza ne consentono un agevole utilizzo per la cantieristica urbana.

Esterni

Il frontale del nuovo Master è caratterizzato da un andamento verticale che si allinea alla nuova identità di gamma. Quello che colpisce di più è il nuovo disegno dei gruppi ottici, ora leggermente obliqui con luci a LED a forma di C (C-Shape). Nalla nuova calandra spiccano la losanga e le strisce cromate della griglia.

Interni

Anche gli interni hanno subito un notevole rinnovamento con l’adozone di una nuova plancia ridisegnata, dalle linee più pulite dove trovano posto grandi vani portaoggetti aperti o chiusi, inserti cromati su bocchette di ventilazione e manopole del climatizzatore. Nuovo anche il quadro strumenti che offre un nuovo tachimetro e un display digitale monocromatico da 5 pollici. Il nuovo volante multifunzione presenta inserti cromati come il nuovo pomello del cambio. Il grande schermo del sistema multimediale domina la parte centrale della plancia. Molto comodi il nuovo tavolino a scomparsa “Easy Life”, ricavato sopra il vano portaoggetti chiuso in plancia, che si apre con la semplice pressione di un dito, e il grande portabevande centrale. Novità assoluta per il segmento il caricabatterie a induzione per smartphone posto nella parte centrale della plancia.

Al volante

A bordo del Master ci troviamo subito a nostro agio. Il sedile di guida sospeso, disponibile in opzione, è particolarmente confortevole e dotato di un rialzo con doppia inclinazione, regolazione lombare pneumatica e poggiatesta regolabile. Anche l’inclinazione del volante multifunzione è regolabile. Il quadro strumenti presenta un design spiccatamente automobilistico, con i due quadranti rotondi del contagiri e del contachilometri analogici, e il display digitale al centro collegato al computer di bordo. Giriamo la chiavetta: il nuovo motore diesel 4 cilindri in linea, 16 valvole, 2.3l dCi Twin Turbo, ad iniezione diretta common rail, sovralimentato mediante due turbo compressori, conforme alle norme Euro 6d-temp da 165 CV e 350 Nm, erogati a 1500 giri/min, risponde pronto all’acceleratore. La trasmissione del moto è affidata ad un cambio manuale ZF a 6 marce ben rapportate ma piuttosto duro… insomma per camionisti di un tempo. Anche se non ce n’è bisogno, la rigidità della leva ci induce a fare le “doppiette” sia nel salire che nello scalare le marce. La manovrabiltà del volante invece è prettamente automobilistica. Le dimensioni compatte del veicolo (lunghezza 5819 mm; altezza 2370 mm; larghezza 2470 mm specchietti aperti) consentono di spostarsi nel centro di Roma, teatro della nostra prova, senza problemi. Nonostante il cassone vuoto, un ribaltabile Scattolini con comando automatico, inclinabile a 45°, il Master assorbe bene il trasandato manto stradale capitolino. Le sospensioni posteriori sono a balestra trilama ad assorbimento progressivo mentre l’avantreno presenta un classico schema MacPherson a ruote indipendenti con molle e ammortizzatori. Ci dirigiamo “fuori porta” per il nostro giro di prova, sulle strade della Tuscia, ai confini tra la provincia di Roma e quella di Viterbo. Guidare su queste strade tra dolci pendii, boschi e laghi è un vero piacere, accentuato dalla maneggevolezza del mezzo. Alla fine della prova abbioamo percorso circa 200 km e consumato poco meno di un quarto di serbatoio per un totale di 14 litri, ovvero un’ottima media per un veicolo commerciale leggero: 14,2 km al litro.

Sicurezza e assistenza alla guida

Il veicolo in prova è dotato di avviso di superamento di corsia, assistenza al parcheggio posteriore e nuovi nuovi dispositivi di assistenza alla guida come: l’assistenza al parcheggio anteriore; il “Blind Spot Warning”, segnalatore di presenza nell’angolo morto; il sistema di frenata d’emergenza automatica AEBS, attivo in città e in autostrada, disponibile in opzione su tutta la gamma. Al fine di garantire una motricità ottimale a pieno carico, inoltre, questa versione a trazione posteriore è dotata, di serie, di ESP auto-adattivo al carico.

Zona carico

Il cassone Scattolini, lungo 3280 mm, largo 2100 mm, dispone di piano di carico e sponda anteriore in acciaio zincato a caldo verniciato a polvere poliestere compreso di rete paracabina e portapali. Le sponde laterali e posteriore, apribili e alte 40 cm, sono in lega di alluminio anodizzato. La sponda posteriore dispone di  doppia apertura e sgancio manuale. Il pianale presenta anelli d’ancoraggio a scomparsa a norme DIN 75410. Il pistone idraulico per il sollevamento è cromato e lappato per la massima resistenza agli agenti atmosferici e alla ruggine. La portata massima in questa versione a trazione posteriore è di 1.313 kg.