Test Drive Renault Master Z.E.

19 novembre 2019
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Un giro di consegne romano a emissioni zero con il “big boy” della Losanga spinto dal motore elettrico R75 ad alta efficienza energetica

Muoversi con un furgone di grandi dimensioni come quello in prova, un L2H2, nel traffico romano non è proprio una passeggiata della salute, tuttavia il Renault Master Z.E. ha dato prova di grande maneggevolezza anche tra le anguste vie del centro storico.

Il nostro Master Z.E. color “bianco minerale” è equipaggiato con la nuova generazione di batterie agli ioni di litio “Z.E. 33” da 33 kWh, dotate di gestione elettronica ottimizzata. Il motore elettrico R75, ad alta efficienza energetica da 57 kW (equivalente a 76 CV), ereditato dalla ZOE, consente di raggiungere al furgone una velocità massima di 100 km/h. La ricarica completa del Master Z.E. richiede 6 ore con la WallBox 32A / 7,4 kW. La Casa assicura un’autonomia reale di 120 km e comunque sempre superiore a 80 km nei casi di utilizzo più estremi (carichi pesanti, guida in centro città con soste frequenti, condizioni invernali).

On the road…

Giriamo la chiavetta e, nel silenzio più totale, innestiamo la marcia spostando la leva del selettore (del tutto simile a quella degli automatici con 4 posizioni: Parking, Retro, Neutral e Drive) in D e partiamo. Una volta in tiro, il motore elettrico sviluppa un suono lontanissimo e quasi “alieno”, un sibilo sottile che ci fa pensare alle astronavi di Guerre Stellari. Ci dirigiamo verso il centro storico di Roma stando ben attenti a dosare l’acceleratore. Stare alla guida di un veicolo elettrico crea infatti una certa apprensione. Il pensiero di rimanere fermi senza energia non ci abbandona mai. Comunque se si affonda il piede sull’acceleratore, il Master Z.E. scatta in avanti e risponde con la prontezza di un’auto sportiva (il motore elettrico, infatti, trasmette immediatamente tutta la coppia a disposizione, senza aspettare di raggiungere un determinato regime di rotazione come i propulsori termici) ma così facendo l’ago della carica inizia a precipitare inesorabilmente verso il basso. Mentre a 30/40 km/h il nostro furgone elettrico consuma veramente poco e l’ago della carica rimane quasi immobile. Selezionando la modalità ECO poi, la potenza viene ridotta a a 50 CV, a tutto vantaggio dell’autonomia, consentendo comunque al veicolo di arrivare a 80 km/h. Il Master Z.E. è dotato di un innovativo sistema in grado di recuperare l’energia dispersa, in decelerazione o in frenata, che ricarica la batteria non appena si solleva il piede dall’acceleratore, ma anche quando si preme il pedale del freno.

La ricarica

Quando l’ago dell’indicatore di carica arriva a metà scala ci mettiamo alla ricerca di una colonnina di ricarica. Per malcostume a Roma il più delle volte i posti riservati di fronte alle colonnine di ricarica sono occupati da automobilisti con pochi scrupoli. Finalmente a Piazza Risorgimento individuiamo due colonnine Enel X, di cui una libera. Anche se non riusciamo ad accostarci come vorremmo al marciapiede, a causa di una Twizy (il cui proprietario ha pensato bene di metterla proprio in mezzo alle due colonnine per collegarsi ad una delle stesse) riusciamo comunque a collegare il cavo della ricarica inventandoci un parcheggio a spina di pesce.

Qui, seguendo alla lettera le istruzioni forniteci dal libretto d’uso Renault, mettiamo in carica il veicolo che dispone di due comode borsone con altrettanti cavi e prese elettriche, uno per le colonnine esterne, l’altro per le prese casalinghe. La Casa francese ci ha anche fornito una card per la ricarica. Basta appoggiarla al dislplay della colonnina e attendere istruzioni: “Inserisci il cavo nella presa libera, etc…”. Mentre svolgiamo alcune commissioni in zona e pranziamo, dopo in un tempo di tre ore circa, il Master Z.E. ha fatto il pieno di energia (ricordiamo che la carica era già al 50%). Scolleghiamo il tutto e riprendiamo la marcia. Finito il nostro giro di “consegne”, circa 50 km all’interno delle mura della Città Eterna, prendiamo la via di casa.

La stiva

Anche la zona carico del Master Z.E. non delude e mette uno spazio a disposizione identico alle versioni termiche, 10,8 m3 per 1000 kg di portata. Ciò è stato reso possibile grazie al collocamento della batteria in posizione orizzontale, direttamente sotto il pianale di carico. Il vano di carico del Master Z.E. in prova è rivestito con pannelli in legno (optional). Sul pianale di carico, rivestito con un materiale plastico antisdrucciolo, sono fissati diversi anelli di ancoraggio. Una paratia in metallo separa l’abitacolo dalla zona carico alla quale si accede o dal portellone scorrevole laterale destro, o dall’apertura posteriore a doppio battente (apribile a 90° o 180°).

Conclusioni

A nostro giudizio, il veicolo in questione è perfetto per le flotte dei corrieri espressi che abbiano la possibilità di effettuare la ricarica totale delle batterie, a fine turno di lavoro, all’interno delle proprie strutture. Altrimenti se ci si deve affidare all’attuale rete di rifornimento pubblica si hanno molti problemi. Infatti, mentre la tecnologia dei veicoli elettrici è in costante progressione, l’infrastruttura pubblica di ricarica è ancora molto lontana dall’essere efficiente. Inoltre il prezzo d’acquisto di questa tipologia di veicoli non è ancora molto popolare: il Renault Master z.e. come quello della prova costa oltre 60.000 euro. Ed ancora non possiamo valutare il ritorno dell’usato.

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