Un Fiat 662 N1 tornato a splendere

18 settembre 2017
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Inizialmente doveva essere solo un piccolo passatempo ma poi, il gioco ha preso la mano trasformandosi in una vera passione

“Esattamente un anno fa, mio cugino Roberto mi disse che un suo vecchio cliente era in possesso di un Fiat 662N1 del 1968 perfettamente funzionante e che, se non avesse trovato subito un acquirente, l’avrebbe rottamato – chi parla è Simone Quaggio di Mariano Comense, 37 anni, “padroncino” che trasporta mobili tra la Lombardia e il Veneto – L’idea di acquistare un veicolo storico ce l’avevo da tempo, ma certo non era quella di acquistare questo veicolo. Lo conoscevo, l’avevo visto molte volte, ma, sinceramente, non ne andavo matto. Conoscevo la storia di quel camion. Era stato acquistato nuovo dal vecchio proprietario ed aveva ancora le targhe nere originali e poteva rimanere in provincia di Como anche dopo il mio acquisto! Il camion era ancora in pieno regime di lavoro, trasportata cestini di vimini e ultimamente faceva la spola tra magazzini all’interno del paese. Il proprietario l’aveva sempre mantenuto in buone condizioni di meccanica facendo tutti gli interventi necessari. Non potevo lasciarlo andare così! Feci la pazzia e lo acquistai per pochi euro, forse nemmeno il valore degli pneumatici nuovi appena montati. Quando me lo portarono a casa ero fuori per lavoro. Appena rientrato dal viaggio, lo vidi nel piazzale e dissi tra me e me: ‘ma che cavolo ho comprato?’ Non sapevo se ridere o piangere”

Simone ha iniziato a fare il camionista a 20 anni ed è sempre stato indipendente seguendo le orme del padre: “Ho iniziato l’attività di autotrasportatore con un Volvo FL6, poi sono passato a un DAF con una motrice più grossa e successivamente ho acquistato il mio primo autotreno biga con casse mobili, un MAN TGX 18.440. Da poco più di un anno ho uno Scania R 450 con il quale mi trovo molto bene.”

Simone Quaggio

Però prima di fare il camionista Simone ha fatto l’apprendista per qualche tempo presso la Carrozzeria Villa, specializzata nel restauro di veicoli d’epoca:

“Insomma alla fine accettai l’idea che quel vecchio macinino era mio e che comunque dovevo cavarci fuori qualcosa di buono. Esaminandolo meglio vidi  che sotto la tinta azzurra c’era un verde scuro, molto probabilmente la tinta d’origine! Chiamai subito Giorgio Villa e gli dissi che c’era del lavoro per lui. Giorgio è un veterano del restauro e conosce molto bene i camion d’epoca. Insomma era il carrozziere giusto, e, soprattutto, vicino casa e molto paziente. – ricorda Simone – Partimmo con un preventivo basso, ma sapevo fin da subito che la cifra sarebbe salita, perché quando smonti trovi sempre sorprese! E così è stato.”

“Quando Simone ci portò qui il camion sembrava non stesse troppo male – chi parla è Luca Villa, figlio di Giorgio e contitolare della carrozzeria – poi più si andava avanti a smontare e più venivano fuori le magagne. La parte bassa della cabina e i fondi erano completamente marci. Fortunatamente il telaio stava abbastanza bene. E’ bastata una bella carteggiata nei punti critici che poi abbiamo ricoperto con fondo antiruggine e verniciato di nero. Poi abbiamo iniziato a tagliare le parti arrugginite della cabina sostituendole in parte con pezzi nuovi che ci ha portato Simone e, in alcuni casi ricostruendole proprio.”

“Dopo una forsennata ricerca su internet, riuscii a trovare tutte le lamiere necessarie: parafanghi, paraurti, e tanto altro – ricorda Simone – Ho trovato ricambi dal nord al sud: a Pordenone, ad Arezzo, a Gioia Tauro. Questo progetto mi stava appassionando. Ho iniziato ad innamorarmi del 662. Con Giorgio e Luca decidemmo di riverniciare cabina e cassone con la tinta verde originale Fiat. Parafanghi neri, mozzi rosso porpora, cerchi grigi e fascia bianca sulla griglia. Nel frattempo dai vari fornitori trovai i primi accessori d’epoca come il copricofano trapuntato interno color rosso acceso e dei bellissimi fendinebbia rotondi gialli.”

Una vera opera d’arte è il volante in bachelite del 662N1 che Luca Villa ha restaurato in maniera impeccabile: “Abbiamo stuccato le crepe con speciali resine – spiega Luca – poi abbiamo carteggiato delicatamente tutto il volante riverniciandolo infine con il suo colore grigio chiaro d’origine.”

Simone dal canto suo non è stato proprio con le mani in mano. Oltre a trovare tutte le parti di ricambio necessarie ha restaurato maniacalmente il cassone: “Insieme a mio fratello lo smontammo completamente e procedemmo alla verniciature delle sponde in ferro laterali. Poi abbiamo sostituito i portelloni posteriori e verniciato tutte le centine. Infine, dietro suggerimento di mio padre, eliminammo la parte superiore dell’imperiale (il portapacchi sopra il tetto della cabina per i non addetti ai lavori). Poi montammo tre pannelli in legno sul ripiano del portapacchi.”

Fortunatamente il motore e la meccanica in generale del 662N1 non hanno dato problemi. Il veicolo monta un’unità 213/a, comune a molti camion Fiat dell’epoca, un Diesel 6 cilindri in linea con blocco cilindri e testa in ghisa, coppa olio in alluminio, 4.678 cm³ di cilindrata ed una potenza di 100 CV. Il cambio è a 5 rapporti più retro: “Nel mese di luglio il 662 uscì dalla carrozzeria – racconta Simone – Iniziai a fargli fare qualche giro, tra il carrozziere, il tappezziere e il telonista, mi sorpresi per la facilità di guida e mi innamorai ancora di più di questo camion!”

Dal tappezziere Simone ha fatto rivestire i sedili in vilpelle nera come l’originale. Infine un bel telone grigio ora ricopre il cassone posteriore.

“Insomma, un progetto iniziato con un grande dubbio é finito con un grande amore! Un amore per un camion riscoperto nel corso dei mesi e che ha contribuito a fare grande l’Italia – dichiara soddisfatto Simone – Un mezzo che non meritava una fine ingiusta, e che spero un giorno di lasciare in eredità a mio figlio. Nel frattempo me lo godo io con la mia famiglia, sotto gli occhi di mio padre, che è entusiasta di questo camion che gli ricorda i suoi esordi come camionista.”

 

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