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Un MAN TGE 3.180 4×4 a guardia dei cambiamenti climatici

19 ottobre 2020
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Il veicolo, denominato MovingLab, è stato consegnato in questi giorni al Politecnico di Torino per monitorare i cambiamenti climatici

Il furgone MAN TGE 3.180 4×4 è stato trasformato in un vero e proprio laboratorio mobile per il Dipartimento di Ingegneria dell’Ambiente, del  Territorio e delle Infrastrutture (DIATI) del Politecnico di Torino. Denominato, MovingLab, il veicolo consentirà ai ricercatori di raggiungere i siti più estremi per svolgere le rilevazioni nell’ambito del progetto “cambiamenti_climatici@polito”.

La consegna ufficiale è avvenuta in Piazzale Duca  d’Aosta, di fronte alla sede centrale del Politecnico di Torino, alla presenza dei professori Guido Saracco, Rettore del Politecnico di Torino, Francesco Laio, Direttore del Dipartimento di Ingegneria dell’Ambiente, del Territorio e delle Infrastrutture (DIATI) dello stesso Politecnico e il referente del MovingLab, Marco Piras, ha  sancito l’inizio dell’attività del MAN TGE 3.180 4×4 MovingLab.

“MovingLab si inserisce in un più ampio progetto quinquennale sostenuto dai fondi per i Dipartimenti di Eccellenza stanziati dal Ministero dell’Università e della Ricerca per lo studio e il contrasto dei cambiamenti climatici – spiega il referente Marco Piras – e fa parte  di cinque laboratori che  il DIATI,  del Politecnico di Torino sta sviluppando all’interno di tale progetto. Gli obiettivi principali sono tre: la ricerca attraverso i cinque laboratori appena citati, la formazione  con  un  indirizzo  del  corso di  laurea  magistrale  e un master di specializzazione sui cambiamenti climatici e la divulgazione, cioè portare i risultati dei nostri interventi a una  platea più ampia. MovingLab e con  lui il MAN TGE sono protagonisti in tutti questi ambiti, perché grazie al laboratorio

mobile  operano sei  gruppi  di  ricerca  che  con  l’impiego  delle  attrezzature  tecniche, con cui è equipaggiato il furgone, possono fare misurazioni strumentali con laser scanner, droni, palo telescopico, telecamere e sensori vari. La trazione 4×4 permette di raggiungere anche i siti più estremi e impervi, in modo sicuro e confortevole. L’allestimento è molto curato perché volevamo un veicolo completamente indipendente, quindi è dotato di un sistema di pannelli solari sul tetto e telefono satellitare. All’interno possono essere allestite due postazioni di lavoro, ma sono presenti anche una zona cucina e un bagno che, grazie anche alla tenda sul tetto, permettono a un gruppo di ricercatori di lavorare per più giorni in totale autonomia. Non ultimo per importanza c’è poi l’aspetto della divulgazione, cioè la possibilità di portare il MovingLab sulle piazze e in eventi pubblici per presentare i risultati delle nostre ricerche.”

Completa l’allestimento un gancio di traino per poter trasportare le attrezzature ingombranti tramite un carrello appendice oppure trainare il carrello AQ, dedicato all’analisi della qualità dell’aria.

Il MAN TGE 3.180 4×4 MovingLab è dotato di trazione integrale permanente che ripartisce automaticamente la coppia motrice tra assale anteriore e posteriore garantendo sempre una  perfetta aderenza al terreno. Il veicolo è equipaggiato con un motore turbodiesel Euro6 a quattro cilindri da 177 cv e 410 Nm di coppia abbinato a un cambio manuale a 6 rapporti. Il passo è di  3.640 mm per una lunghezza totale di 5.986 mm e un’altezza di 2.590  mm, quindi tetto alto. Completo l’equipaggiamento di serie con i sistemi di assistenza alla frenata d’emergenza, al mantenimento della corsia, alla partenza in salita e ai colpi di vento laterali.

Il veicolo è già stato testato su un percorso di qualche migliaio di chilometri dal massiccio del Gran Sasso, per monitorare il ghiacciaio Calderone, alla costa pugliese a Torre Santa Sabina, in provincia di Brindisi, per delle riprese subacquee di importanti siti archeologici per poi ritornare sotto la parete est del Monte Rosa per rilevazioni sul ghiacciaio del Belvedere.

“MovingLab rientra in un piano strategico che il Politecnico di Torino sta sviluppando per migliorare il nostro vivere civile – ha ribadito il Rettore Guido Saracco – È urgente trovare  una  via sostenibile al nostro sviluppo e le conseguenze dei cambiamenti climatici le abbiamo drammaticamente vissute nelle nostre valli anche recentemente. Dobbiamo cambiare paradigma, diventare più sostenibili e quindi viviamo con orgoglio il progetto sviluppato dal DIATI che esce anche dai nostri confini perché sta creando sinergie con studiosi di tutto il mondo.”

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