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Un saluto a Simone “Torello” Bovecchi

30 dicembre 2020
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Apprendo oggi con grande dispiacere della prematura scomparsa di Simone Bovecchi. Lo voglio ricordare con una vecchia intervista che gli feci nel 2014

Anche se il racconto è estremamente drammatico, serve per capire meglio chi era Simone e la sua grande forza d’animo e coraggio.

“Mi chiamo Simone, per gli amici Torello, il perché è un segreto. Guido il camion dal 2004. Prima avevo un’impresa edile con mio padre, il quale non voleva assolutamente che diventassi camionista. Io però ho avuto sempre il pallino del camion. Poi con gli anni il lavoro nell’edilizia cominciò a scarseggiare così, incoraggiato dalla mia compagna Laura, presi le patenti e comprai il mio primo camion. Ora abbiamo due ditte di autotrasporto, la B.N.G. Trasporti che gestisco io e la Lady Truck, che gestisce lei. Io attualmente mi occupo del trasporto di inerti, marmo a scaglie, tramezzi per cementerie, sassi, terre, etc. Ho iniziato a lavorare con uno Scania 580 usato che ho tenuto per 15 mesi, poi il concessionario di zona mi ha fatto una buona offerta e acquistai in leasing un 560 nuovo. Purtroppo il viaggio più brutto in assoluto della mia vita è accaduto con quel camion nel 2012. Come al solito quella mattina ero partito da casa verso le tre del mattino e avevo preso l’autostrada A4 in direzione Bergamo. Esco all’uscita Grumello – Telgate per recarmi allo scarico, mi fermo al solito bar per prendere un caffè e riparto. Ad appena due chilometri dallo scarico, erano le 6 di mattina, in una curva a sinistra vedo una Renault Clio che stava uscendo di traiettoria. Li per li ho pensato a una momentanea distrazione, ma poi ho visto che mi stava venendo dritta addosso. A quel punto ho inchiodato ma era già troppo tardi. La macchina si è letteralmente infilata sotto il camion. Il camion si è chiuso a squadra finendo contro un muro di contenimento. Ricordo che poco prima dell’impatto col muro saltai sul tunnel del motore per evitare di essere schiacciato dal volante. Per uscire dovetti prendere a calci la porta dal lato passeggero. Ero completamente frastornato. Quando vidi tutte quelle lamiere accartocciate e la macchina disintegrata sotto la cabina scoppiai a piangere come un bambino. Arrivò l’ambulanza ma per l’uomo alla guida della Clio non c’era niente da fare. Arrivò la Polizia: la dinamica dell’incidente non lasciava dubbi: non avevo nessuna colpa. Volevo smettere con questo lavoro, non ne volevo più sentire parlare di camion. Poi pian, piano, grazie alla mia compagna, riuscii a farmene una ragione e ricominciai.”

Ciao Simone.

Gabriele Bolognini  

Qui eravamo al Coast to Coast 2016 a Giussano. Da sinistra Gabriele Bolognini, Daniele Quercioli e Simone Bovecchi.

E questo era il tuo magnifico King Of The Road SCANIA 730 V8

 

 

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