Una storia di Natale

24 dicembre 2021
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Il lungo viaggio di Francesca a bordo del suo IVECO Daily, da Treviso a Søvik, in Norvegia, e ritorno, in compagnia di un alberello di Natale

La nostra amica Francesca Marchesin di recente è partita da Treviso con il suo Daily alla volta della Norvegia, per portare parti di ricambio e attrezzature navali ad una nave da crociera ormeggiata al porto di Søvik.

“Non è la prima volta che affronto un viaggio del genere con il mio Daily – dice Francesca – Ma, ogni volta, prima di partire, mi prende un po’ di ansia pensando alle condizioni della strada in questo periodo. Neve e ghiaccio sono sempre da mettere in conto sulle strade del nord Europa. La partenza era fissata per venerdì 10 dicembre. Durata del viaggio: una settimana.”

“Prima di partire, come al solito ho preparato tutto ciò che serviva per la trasferta: vestiti, piumone, cibo, fornello da campeggio, pentole; cibo secco, cibo fresco, nel limite del possibile, perché utilizzo solo una borsa termica e quindi sono un po’ penalizzata – racconta Francesca – Di solito mangio solo cose che mi porto da casa per via di una serie di intolleranze alimentari che ho. Per me il cibo dei ristoranti, purtroppo, la maggior parte delle volte è tossico.”

“Come di routine ho dato un’occhiata anche al “Tamagotchi*”, come lo chiamano i miei colleghi, ovvero il mio amato IVECO Daily 72-170, per via del fatto che sto sempre a curarlo e controllarlo – spiega Francesca – Il fatto è che, dovendoci viaggiare di continuo e per tratte molto lunghe, preferisco stare tranquilla. Quindi i controlli non sono mai troppi. In effetti la settimana prima lo avevo già rivoltato come un calzino in occasione di un altro viaggio verso Cadiz, in Portogallo. Col tipo di lavoro che faccio, io e il mio camioncino siamo spesso e volentieri all’estero. Diciamo che l’Italia ci sta stretta.”

“Venerdì 10, come da programma, sono partita per andare a caricare presso il magazzino del cliente. Di roba ce n’era veramente tanta questa volta. Assieme al mulettista abbiamo studiato come stivare al meglio i colli, tutti di dimensioni diverse e anche fragili. Una volta caricata la merce, ho tirato le cinghie e mi sono assicurata che tutto fosse stabile. Finalmente, alle 17:00 sono partita – racconta Francesca – Il primo giorno di viaggio si è concluso verso le 01:30 di notte in un’area di servizio tedesca. Dal Brennero in poi è stata tutta una nevicata, per fortuna la strada era abbastanza pulita e comunque le mie gomme invernali hanno fatto il loro dovere anche in presenza di ghiaccio. La notte mi sono infilata sotto lo spoiler da tetto, un Lamar che all’interno ha una cuccetta e il Webasto per l’inverno, e sono riuscita a dormire calda sotto il piumone. La cuccetta posizionata sopra lo spoiler permette di guadagnare centimetri preziosi nell’allestimento del cassone – precisa Francesca – un centinato copri-scopri, lungo 6,10 metri e largo 2,47.”

Dopo aver fatto le sue 9 ore di pausa Francesca è ripartita con il suo Daily alla volta di Rostok, uno dei più importanti porti commerciali della Germania, da dove partono i traghetti per la Svezia.

“Ho percorso l’autostrada tedesca A24 senza problemi fino allo svincolo Wittstock-Dosse – spiega Francesca – Da lì, ho proseguito sulla A19 fino all’uscita di Rostock Überseehafen, quindi ho seguito la Ost-West-Straße (strada est-ovest) per il terminal traghetti. Per fortuna l’11 dicembre era sabato e per strada non c’era molto traffico pesante, così sono riuscita ad arrivare puntuale all’imbarco. Una volta a bordo del traghetto ho preso possesso della cabina e, finalmente, mi sono fatta una doccia calda, dopodiché mi sono letteralmente tuffata sul letto.”

Il Daily nel traghetto per la Svezia

“La mattina sono sbarcata a Trelleborg, il secondo porto più grande della Svezia, dopo quello di Göteborg, dove transitando ogni anno più di 10 milioni di tonnellate di prodotti. Ero un po’ preoccupata perché l’ultima volta che sono stata in questo paese, l’autostrada A6 verso Oslo, era praticamente un cantiere a cielo aperto con un’infinità di rallentamenti. Mi mancavano da fare ancora più o meno 1.140 km di cui tantissimi di montagna – racconta Francesca – Per fortuna fino al confine con la Norvegia è filato tutto liscio. C’era neve, però la strada era libera e senza cantieri! Tra l’altro si gode di una vista incredibile sul Mare del Nord. Un affascinante contrasto panoramico tra neve, gelo e mare, al quale in Italia non siamo abituati.” 

“Al confine tra Svezia e Norvegia ho dovuto svolgere tutte le procedure doganali che hanno richiesto quattro ore di tempo. Una tediosa attesa al freddo e al gelo – racconta Francesca – Sono ripartita cercando di fare più strada possibile perché sapevo che il giorno seguente avrei dovuto affrontare la zona di montagna. Avevo guardato le previsioni meteo ed erano rassicuranti, però non mi fidavo. A dicembre in Norvegia le bufere di beve sono all’ordine del giorno.”

“Passata la notte presso un’area di servizio, sempre sotto il mio rassicurante e caldo spoiler, la mattina sono scesa nella fredda cabina dalla botola da tetto, un trauma – descrive Francesca – Purtroppo, non sono attrezzata con un termostato che mantiene la temperatura ideale: o troppo caldo o troppo freddo e quindi devo fare accendi e spegni durante la marcia. Durante la sosta, tranne il tetto, mantenuto caldo dal Webasto, il resto della cabina si raffredda. Il computer di bordo segnava una temperatura esterna di – 10°. Sul prossimo veicolo pretendo almeno i sedili riscaldati! Finalmente, il 13, sono arrivata al porto di Søvik. Proprio in questa piccola cittadina, dopo aver scaricato la merce, mi sono accorta di lei: una bellissima punta di pino in un negozio di piante. È stato amore a prima vista! Sarebbe stata il mio alberello di Natale, per la gioia dei nipotini che mi aspettavano a casa.”

“La via del ritorno, come sempre è stata più veloce. La strada libera e il cielo sereno. Giovedì 16 dicembre mi sono fermata in Germania per fare le 24 ore di pausa di legge. Mi mancavano solo 510 chilometri per arrivare a casa! Ogni tanto mi guardavo il mio alberello pregustando il momento che l’avrei addobbato per il Natale – racconta Francesca – Finalmente venerdì 17, al contrario di ogni scaramantico presagio, sono giunta a casa, sana, salva e soddisfatta con ancora gli occhi pieni di quei paesaggi stupendi. Oggi l’alberello norvegese, addobbato e scintillante, ospita tutto intorno a lui regali e souvenir provenienti dalla Scandinavia per tutta la mia famiglia. Buon Natale a tutti!”

  

*Tamagotchi – Famoso giochino portatile elettronico portatile giapponese degli anni ’90 che si presentava come un mini computer a forma di uovo, con un piccolo schermo e un’interfaccia composta da tre tasti. Il gioco consisteva nel prendersi cura di un animaletto, il Tamagotchi per l’appunto, dandogli il necessario per farlo vivere ed educarlo, proprio come un animale domestico. Se si trascurava, il Tamagotchi si ammalava o si invecchiava fino a morire; a quel punto, tramite un tasto reset, era possibile ricominciare un nuovo ciclo di vita.”