Vivere nei boschi con un MAN TGS 28.510 6×4

6 luglio 2021
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Ce lo racconta Daniele Dalla Palma, un boscaiolo meccanizzato alla guida di un super truck con un allestimento molto speciale

Daniele Della Palma, 43 anni, è un imprenditore di Enego in provincia di Vicenza che da tutta la vita commercia in legnami. L’attività l’ha ereditata dal papà Alberto. Già a 12 anni saliva sul trattore con il padre per muoversi tra i boschi di abeti sugli altopiani attorno ad Asiago.

Da anni cliente MAN, Daniele ci racconta della sua attività e dei suoi due truck, di cui uno veramente speciale.

“Ho iniziato ufficialmente questa attività nel 1998, ma si può dire che nel bosco ci ho sempre vissuto – racconta Dalla Palma – Per sintetizzare diciamo che  commercio legnami, ma in realtà si tratta di un lavoro più complesso. Si inizia, attraverso una  regolare asta, ad acquistare da privati o dai comuni i lotti di  piante da abbattere. È importante rimarcare che non si tratta di un’azione indiscriminata, ma di interventi ragionati, sotto la tutela della Forestale, indispensabili per eliminare le piante malate o troppo ammassate tra loro. Solo così il bosco può vivere e restare rigoglioso. A questo aggiungiamo che per  svolgere il nostro lavoro curiamo anche la manutenzione dei sentieri e quindi contribuiamo a difendere quelle attrattive turistiche che sono la linfa vitale per le nostre montagne. Di solito appalto ad altri gli interventi di abbattimento e preparazione dei tronchi che  vengono accatastati in quota. A quel punto entra in azione il mio nuovo  MAN TGS 28.510 6×4 con il quale vado a recuperarli e li porto a valle dove,  in un secondo tempo, con questo stesso veicolo, o con un altro MAN TGS 18.500, 4×4 ma trattore, li porto a destinazione. I miei clienti principali sono le   segherie che li lavorano per svariati impieghi, dall’industria dell’arredamento fino al cippato per i termovalorizzatori.”

Il nuovo MAN TGS 28.510 è una motrice con rimorchio e può caricare tronchi fino a sei metri di lunghezza, ma quando si tratta di trasportare quelli di 12 metri, allora entra in scena il trattore MAN TGS 18.500 con il semirimorchio. Entrambi sono a doppia trazione con l’asse anteriore disinseribile, quindi ottimali anche in termini di efficienza sulla viabilità ordinaria. Condizione necessaria per l’attività di Daniele che dall’altipiano di Asiago trasporta legname un po’ in tutto il Nord Italia, dalla Lombardia al Friuli, fino alla vicina Austria, per una percorrenza media annua di circa 60.000 km.

Il primo MAN, Daniele lo ha acquistato nel 2001, un F2000: “E’ stato il mio secondo camion – racconta – e da allora non ho più cambiato perché per il mio lavoro è la macchina migliore!”

L’F2000 è stato sostituito da un TGA 28.480 nel 2006, poi da un TGS 28.480 nel 2013, entrambe 6×4. Infine è stata la volta del trattore TGS 18.500, acquistato nel 2017, a cui si è aggiunto da pochi mesi il nuovo TGS 28.510. Entrambe i veicoli sono stati allestiti dietro specifiche richieste del cliente.

Il più particolare è il TGS 28.510 dotato di gru Jonsered 1250Z scarrabile per abbassare la tara, soluzione utile soprattutto per i viaggi in Austria dove notoriamente i limiti sono più bassi che in Italia. Ma la caratteristica più esclusiva di questa gru è il sistema di comando affidato a quattro telecamere montate in un’unica struttura sulla sua sommità che ne permettono un controllo totale grazie a un visore del tutto identico a quello dei videogiochi. In pratica indossando il visore e muovendo lo sguardo l’operatore può visionare uno campo di 270° in orizzontale e 180° in verticale, avendo sotto controllo tutte le operazioni di carico e scarico.

“È il primo sistema di questo tipo montato in Italia – spiega Daniele – si chiama HiVision e mi permette di manovrare la gru con due joystick montati sui  braccioli del sedile di guida, quindi senza muovermi dalla cabina. Non solo il lavoro è più veloce, ma così posso godere di tutti i vantaggi dello stare al chiuso, protetto dalle intemperie, con l’aria condizionata in estate e al caldo d’inverno, il vivavoce per il cellulare e volendo anche la radio. Inoltre, all’interno del visore, posso leggere il peso del carico e sono avvisato se si sta sbilanciando, ho proprio tutto sotto controllo. Sull’altro MAN TGS la cabina di comando della gru è montata direttamente sulla gru stessa e per raggiungerla  devo salire e scendere, operazioni che con fango, neve o ghiaccio sono sempre ad alto rischio. Così invece sono più comodo, più sicuro e il lavoro procede anche più spedito, alla lunga è un risparmio di tempo importante e la redditività ne trae beneficio.”

La dotazione è completata da altre due telecamere sul telaio del camion che inquadrano gli stabilizzatori della gru durante le operazioni di carico e scarico e il rimorchio quando si viaggia, riproducendo le immagini sul monitor al centro  della plancia.

“Il TGS 28.510 è il quinto MAN che acquisto ed anche il migliore di tutti: lo sto usando solo da pochi mesi e sono molto felice della scelta – racconta Daniele – La cabina della nuova generazione ha migliorato notevolmente il comfort a bordo e poi ho scelto il massimo dell’offerta TGS perché dall’interno svolgo tutte le operazioni e voglio essere comodo. Ho voluto un veicolo personalizzato al massimo e MAN ha garantito una risposta a tutte le mie richieste direttamente dalla fabbrica: dall’ampia varietà di prese di forza al telaio rinforzato alle sospensioni rinforzate, fino al freno di stazionamento su tutti gli assi. Una garanzia in più che si aggiunge alle tante innovazioni introdotte con la nuova gamma, per  esempio i fari a LED di serie che nella gamma precedente non era possibile avere per la versione cantiere: per noi che spesso lavoriamo di notte sono la garanzia di avere sempre tutto ben  illuminato. Il rapporto qualità/prezzo lo giudico imbattibile e il sei cilindri di 12,4 litri turbodiesel D26 Euro 6d da 510 CV ha la potenza giusta per le mie esigenze e un ulteriore certezza di affidabilità e bassi consumi.”

Daniele per il particolare impiego del mezzo ha voluto un cambio manuale a 16 rapporti che negli impervi sentieri di montagna permette di gestire meglio la trazione rispetto ai 12 dell’automatizzato.

“Il cambio manuale è facilissimo da usare, con innesti morbidi e un frazionamento che mi permette di avere sempre, con l’ausilio delle ridotte, il perfetto controllo del veicolo – spiega Daniele – Anche  se ho montato un rapporto al ponte quasi stradale, il più lungo tra quelli scelti finora, il mio MAN resta quasi un cava-cantiere perché i sentieri che affronto nulla hanno da invidiare agli impieghi più estremi. L’unico piccolo rammarico è che ho dovuto rinunciare allo SmartSelect, ma forse di joystick in cabina ne ho già a sufficienza…”

Il veicolo, oltre ad avere la trazione disinseribile all’asse anteriore ha il terzo asse sollevabile e sterzante. Un’altra particolarità è lo spargisale sul secondo asse trattivo per migliorare la trazione con la neve, anche se il peggior nemico pe l’attività di Daniele resta il fango: “Dopo un temporale è inutile cercare di salire nel bosco, è come  essere sul ghiaccio!”

Daniele Della Palma