Il suo hobby preferito? Vendere camion

10 marzo 2022
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Sin da giovanissima Chiara Di Lernia lavora nel settore automotive, da qualche anno è passata alla vendita di camion per una concessionaria romana

Chiara oggi ha 39 anni. Ha iniziato a lavorare nel settore automotive quasi per caso: “Uscita da scuola ho lavorato in ufficio per la stessa azienda dove facevo tirocinio durante gli ultimi anni delle scuole superiori fino al 2004. Nello stesso anno sono diventata mamma per la prima volta, ma questo non mi ha impedito di tornare ad avere una vita professionale. – racconta Chiara – Così una mattina ho chiesto ai mie genitori, che venivano a trovarmi perché avevo l’influenza, di fermarsi dal giornalaio per comprare “PortaPortese” (nota rivista di annunci economici di Roma – n.d.r.) dove ho cominciato a cercare le proposte di lavoro. Un annuncio ha catturato subito la mia attenzione: un’officina vicino casa mia cercava una segretaria tuttofare. Avrei dovuto inviare il mio CV tramite fax, che non avevo, così mi sono “intestardita” ed ho cominciato a chiamare quel numero all’infinito. Dopo due squilli ogni volta arrivava il famoso bip del fax… (mio figlio oggi non saprebbe di cosa parlo). Ho chiamato così tante volte che a fine giornata il titolare ha tirato su la cornetta e scocciato mi ha detto: “questo è il numero di fax!”. Tutto di un fiato gli risposi: “Mi scusi, sono a casa malata ed impossibilitata ad uscire per mandarle un fax, mi faccia fare un colloquio nei prossimi giorni, abito vicino la vostra azienda e faccio al caso vostro!”

“Sono l’ultima figlia dopo tre maschi e la mia passione non poteva avere tendenze diverse da auto, moto e camion – spiega Chiara – Mio padre aveva tutte le patenti e portava ogni tipo di mezzo, era autista dell’ATAC. Mi ricordo che da bambina giocavo con il baracchino e ogni tanto ho combinato anche dei veri guai… “breack, breack sul canale…” (Richiesta di inserimento in una conversazione – n.d.r.) i camionisti sanno di cosa parlo. Cosa poteva esserci di meglio di un’officina per me?”

“Finalmente sono riuscita ad ottenere un appuntamento per un colloquio nei primi giorni di marzo del 2005. Come si dice a Roma: cotta e magnata. Il lunedì successivo al colloquio ho iniziato a lavorare – racconta Chiara – Ora sono 17 anni che lavoro per loro, l’Aurelia Autocarri, azienda a conduzione familiare che si è sempre occupata di riparazione e manutenzione automezzi nonché di vendita veicoli nuovi e usati. Fino al 2019 il fondatore, Sistino Malandrucco, era a capo dell’officina, poi purtroppo è venuto a mancare. Oggi il figlio Lorenzo è il titolare della ditta nonché responsabile del reparto vendite. Dopo otto anni, le mie competenze sono sfociate nel ramo commerciale e da allora mi occupo delle vendite.”

Da qualche anno Chiara si occupa anche della vendita di veicoli industriali. Un lavoro completamente nuovo per lei. Come è stato l’impatto con il mondo camion?

“La ‘mia’ azienda, dico ‘mia’ perché è così che la sento, da un paio di anni è diventata concessionaria ufficiale per le province di Roma, Latina e Frosinone di Ford Trucks. Mi sono affacciata in questo settore particolare punta di piedi – ricorda Chiara – Infatti, avevo già il mio bel da fare tra officina e vendite di veicoli commerciali. Ampliare le prospettive un po’ mi spaventava, ma non ci ho pensato molto a tuffarmi nel mondo dei camion. La prima spinta è arrivata dall’entusiasmo che mi suscitava il progetto: entrare con un marchio così importante in un settore per me del tutto nuovo, ha acceso in me la mia voglia sfrenata di innovazione e poi, non so come spiegarlo, ma appena ho visto il camion mi sono letteralmente innamorata. Ho studiato molto per essere pronta a proporre questo trattore stradale. Ma l’esperienza e la scuola migliore sono stati e sono senza dubbio i clienti, così diversi da quelli che conoscevo, come quelli che arrivano nel piazzale, vedono le macchine, scelgono quella che gli piace e decidono di comprarla. Ora ho a che fare con i trasportatori che non sono quasi mai liberi di venire da te, sei tu che devi andare da loro. Quasi tutte persone che hanno delle storie straordinarie alle loro spalle, che hanno ereditato la passione del camion dal padre, dal nonno, camionisti nel sangue. Ognuno di loro mi lascia sempre qualcosa, un tassello in più da aggiungere alla mia conoscenza del mondo dei camion.”

Il tuo rapporto con l’universo maschile nel lavoro?

“Sono una donna e purtroppo l’accostamento donne e motori è sempre molto da “copertina” – dice Chiara – ma amo da matti sedermi e vedere la faccia dei clienti quando, al di là del mio aspetto fisico, trovano una persona competente. Devo dire che il connubio funziona bene.”

Separata con tre figli, Chiara, porta avanti con passione il suo lavoro e contemporaneamente la sua famiglia. Come fai a coniugare il tutto?

“Facile, entusiasmo e tanta voglia di fare. Le mie giornate sono interminabili ma cerco di conciliare tutti i mei impegni lavorativi negli orari dove i bambini sono a scuola – racconta Chiara – Però quando sono con loro, ci dedichiamo tempo di qualità. Condivido con i piccoli Diego, 8 anni, e Luna, 5, il mio hobby della manualità. Sono molto creativa, passiamo dalle marionette ai percorsi per le macchinine. Inoltre, ci piace pitturare sui muri di casa. Stiamo sempre a impastrocchiare. Mentre con il grande, Lorenzo, che tra poco ha 18 anni, condividiamo tutto, siamo letteralmente cresciuti insieme. Confesso che c’è una signora che mi da una mano in casa. Potrei rinunciare a scarpe e borse (che amo tantissimo) ma non a lei che mi permette di vivere serenamente il tempo con i miei figli.”

Qual’è l’aspetto più bello del tuo lavoro?

“Avrei detto i motori fino a poco tempo fa, perché erano quelli che mi affascinavano – dice Chiara – Mi dedicavo alle macchine, all’innovazione, allo stare al passo con le tecnologie in continua evoluzione… oggi però posso dire anche i clienti. Mi piacciono le loro storie e la loro passione che alla fine si concilia con la mia. Questo mi permette di vivere il lavoro come una bella giornata!”

Sappiamo che sei appassionata anche di guida e che stai prendendo le patenti per il camion. Dobbiamo aspettarci qualche altro cambiamento? Magari ti rivedremo nelle vesti di autista di linea?

“Si mi sono iscritta per prendere la patente C. Questo per completare un ciclo, renderlo perfetto. Spesso i clienti mi chiedono di vedere il camion che gli propongo, di provarlo, ma non hanno mai tempo di venire in sede, quindi quale soluzione migliore di andare direttamente con il camion?

Non credo che mi dedicherò mai al trasporto – ammette Chiara – Dovrei rinunciare a quel tempo di qualità che riesco a ritagliarmi con i mie figli, che amo immensamente! Ma… MAI DIRE MAI!