Neve, catene e freddo (parte due)

14 dicembre 2021
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Continuiamo con la nostra raccolta di testimonianze su esperienze di neve, ghiaccio e disagi durante i viaggi…

Francesca Marchesin con la sua piccola motrice, un IVECO Daily da 7,2 ton, viaggia tutta Europa. Di esperienze con la neve na ha avute, questa che ci racconta è una delle più antipatiche: “La prima volta che ho beccato la neve in viaggio ero in Romania. In un’ora è caduta tanta di quella neve che non si sa. Però sono riuscita a passare. Nel corso degli anni poi l’ho incontrata tante altre volte la neve: in Svezia, in Norvegia, in Germania, in Svizzera. Lì me la sono vista proprio brutta, sul passo del Sempione – ricorda Francesca – Era notte non passava nessuno. La strada tutta coperta di neve. Però piano piano ce l’ho fatta anche quella volta. L’esperienza peggiore però è stata qua vicino casa, sul passo del San Pellegrino. Un viaggio che avevo già rinviato proprio per la neve, ma il cliente mi faceva fretta. Un giorno mi telefona per dirmi che il passo era pulito e sarei potuta salire. Per farla breve, gli do retta e l’indomani parto. Ma al primo tornante incontro una spessa lastra di ghiaccio. Poi vedo scendere un camion dell’Enel, così chiedo notizie all’autista sullo stato della strada più su, e lui mi dice che è pieno di neve. Allora decido di tornare indietro per montare le catene. Ma, nel fare la retromarcia il camion ha sbandato e si è messo di traverso sul tornante. Fortuna le macchine riuscivano a passare ugualmente. Lì dov’ero ho iniziato a montare le catene, ma non lo avevo mai fatto e mi rimaneva molto difficile, in più stavo gelando per il freddo. Finalmente è arrivato un angelo. Un signore gentilissimo che mi ha chiesto se poteva darmi mi una mano. Accettai l’aiuto di buon grado. Lui in quattro e quattrotto ha ultimato il lavoro che avevo iniziato facendo aderire alla perfezione le catene agli pneumatici. Così sono riuscita a percorrere tutto il passo per arrivare dal cliente. Ma, da allora, non ho più dato retta a nessuno, men che meno ai clienti frettolosi. Quando si tratta di partire bisogna assicurarsi che le condizioni meteo lo permettano. Non si può giocare con la propria pelle!”

 

Fabio Bonsi ci racconta di una nottataccia in Svizzera: “L’anno scorso di notte ci avevano bloccato in un parcheggio in Svizzera. Perché di regola nei paesi del nord Europa preferiscono fermare i mezzi pesanti per evitare che blocchino la strada. In Svizzera, come in Germania, è assolutamente vietato montare le catene. Le nevicate possono durare anche ventiquattrore di seguito. In quei casi la protezione civile locale ti assiste portandoti da mangiare e dandoti tutta l’assistenza possibile. Io quella notte però sono riuscito a scappare verso le tre – ricorda Fabio – La strada verso il tunnel del San Gottardo era già ricoperta da un manto bianco omogeneo. Fortunatamente nei periodi invernali monto le Goodyear ultragrip che mi consentono di viaggiare anche in queste situazioni. Certo non sono mai tranquillo quando nevica. Col bilico è veramente difficile, specie con carichi come i miei. Trasporto carni appese che comunque oscillano e si spostano facendoti perdere aderenza anche a pieno carico. Uscire di strada in queste condizioni è un attimo. Quando un camion parte, non lo riprendi più. Molto dipende anche dalla sensibilità e dall’esperienza di chi guida. Da vuoto devi andare pianissimo perché non hai grip. La guida di un camion è tutta questione di istinto. Quando nevica i sensi mi si accendono tutti contemporaneamente. Il piede sull’acceleratore diventa leggero. Devi ascoltare il rumore delle ruote per percepire il ghiaccio. Con gli anni ho anche imparato a correggere le piccole sbandate del rimorchio tirando leggermente il freno a mano. Il retarder o il freno motore in discesa non si devono assolutamente toccare. L’importante è andare piano. Poi c’è anche chi va a 70 o 90 Km/h. Tutta questione di abitudine.”

Chi parla ora è Paola Gobbetti: “La prima volta che ho guidato un autotreno sotto la neve è stato con un carico di polli. Eravamo in tre camion, dovevamo arrivare a Fossano, in provincia di Cuneo – ricorda Paola – Pioveva di brutto e dopo tre ore ha iniziato a nevicare. Fortunatamente non c’è stato bisogno di montare le catene. Una volta caricato i polli, sono arrivata giù ad Asti tranquilla e serena! Ma la volta più tosta è stata quando dovevo andare in un allevamento mentre nevicava. Generalmente gli allevatori hanno il brutto vizio di non sgomberare le strade dalla neve. Tanto loro si spostano sempre col trattore. Si doveva passare sotto a un cavalcavia, subito dopo iniziava la salita che si concludeva con una curva a gomito stretta. La curva andava presa larga perché altrimenti l’autotreno non passava. Però la neve mi ha giocato un brutto scherzo e a metà curva la motrice è finita a sinistra mentre il rimorchio è andato tutto a destra. Una situazione veramente difficile. Il baracchino non prendeva. Ho cominciato a urlare in direzione dell’allevamento. Ma niente. A quel punto sono scesa. Ho messo in sicurezza il rimorchio bloccandolo e l’ho sganciato. Poi sono salita sulla motrice per cercare di uscire da quella situazione ma la neve era talmente alta che la ruota di scorta mi si era incastrata e non mi riusciva di andare avanti né indietro. Poi per fortuna dall’allevamento mi hanno sentito ed è arrivato il trattore che mi ha aiutato a sbloccare la motrice. A quel punto ho riagganciato il rimorchio e sono riuscita a ripartire. Ricordo che una volta su, ho caricato i tacchini e sono stata l’unica fra i colleghi a riuscire a far manovra per tornare indietro con il rimorchio agganciato! Da allora la ditta mi ha sempre spedito in avanscoperta quando nevicava. Comunque tutto quello che ho imparato sulla guida con l’autotreno lo devo a mio marito Davide che, purtroppo, ci ha lasciato da poco – Conclude Paola con le lacrime agli occhi – Grazie a lui sono riuscita a togliermi di impaccio da tante situazioni difficili.”