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Dove ci porterà l’integralismo ambientalista?

23 giugno 2023
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Domenico De Rosa, CEO del Gruppo Smet esprime un suo giudizio in merito, manifestando le sue perplessità a Esperienza Europa “David Sassoli”

Durante l’incontro svoltosi il 20 giugno a Esperienza Europa, lo spazio espositivo dedicato all’UE promosso dal Parlamento e dalla Commissione europea e intitolato a David Sassoli, l’ex presidente del Parlamento europeo, scomparso l’11 gennaio 2022, Domenico De Rosa ha espresso, dall’alto della sua esperienza imprenditoriale nel mondo di trasporti il suo parere in merito all’innovazione e sostenibilità. L’argomento, fulcro dell’incontro dedicato alla mobilità del futuro, è stato ampiamente discusso in merito alla “nuova direttiva europea per auto e furgoni a emissioni zero” analizzando “rischi e opportunità per l’industria italiana e europea”.

“L’integralismo ambientalista farà danni – ha dichiarato De Rosa – Per una corretta transizione energetica servono equilibrio e buon senso nelle scelte. L’Italia è responsabile dello 0,8% delle emissioni globali di Co2 ma in nome della scelta politica del Parlamento Europeo e della Commissione in scadenza rispetto alla transizione energetica della mobilità sta sacrificando il tessuto portante della propria economia. Sarebbe il caso che nel nostro Paese ci si svegliasse da questa condizione di intorpidimento cerebrale collettivo e si ricercassero strade diverse e più sostenibili per la necessaria decarbonizzazione.”

La legislazione approvata dal Parlamento europeo il 14 febbraio 2023, prevede l’obbligo per nuove autovetture e nuovi veicoli commerciali leggeri di non produrre alcuna emissione di CO2 dal 2035. L’obiettivo è quello di azzerare le emissioni di questo tipo di veicoli rispetto al 2021. Gli obiettivi intermedi di riduzione delle emissioni per il 2030 sono stati fissati al 55% per le autovetture e al 50% per i furgoni. Successivamente il Consiglio europeo ha confermato questa impostazione. Tuttavia, la nuova legislazione europea che mira a promuovere l’adozione di veicoli elettrici e a idrogeno, presenta sia opportunità che rischi per l’industria italiana ed europea, come evidenziato da Domenico De Rosa.

Indubbiamente, l’introduzione di restrizioni sulle auto tradizionali a combustione interna potrebbe creare opportunità per lo sviluppo e la produzione di veicoli a emissioni zero, aprendo nuove prospettive di mercato per i produttori italiani ed europei. Inoltre, l’adozione di veicoli a emissioni zero richiederà un notevole sforzo di ricerca e sviluppo per migliorare le tecnologie delle batterie, l’infrastruttura di ricarica e la produzione di idrogeno verde.

Ciò nonostante, la transizione verso veicoli a emissioni zero potrebbe richiedere una riconversione delle catene di produzione e un adattamento delle infrastrutture esistenti. Questo comporterebbe costi significativi e sfide per le aziende automobilistiche, in particolare per quelle che hanno una forte dipendenza dalla produzione di veicoli tradizionali a combustione interna.

Inoltre, alcuni paesi, come la Cina, hanno già fatto importanti investimenti nello sviluppo e nella produzione di veicoli elettrici. Ciò potrebbe mettere a rischio la competitività dell’industria automobilistica italiana ed europea, a meno che non vengano fatte significative innovazioni e investimenti nel settore.