Nato da un’idea di Sir Jim Ratcliffe, presidente di INEOS, sorseggiando una pinta di birra al pub Grenadier di Londra, oggi l’omonimo veicolo è una solida realtà
Sviluppato in piena pandemia, il Grenadier, probabilmente non ha beneficiato del giusto risalto mediatico, tuttavia è un veicolo che ha tutte le carte in regola per affermarsi sia nel mondo del lavoro che nel mondo degli appassionati di off-road.
Fortemente voluto dal presidente di INEOS, Sir Jim Ratcliffe, l’uomo più ricco e, probabilmente, schivo, del Regno Unito, il Grenadier si ispira nel design e nel progetto di base ad uno dei veicoli più amati dal popolo britannico, nonché dagli amanti dell’off-road di tutto il mondo, la vecchia, cara Land Rover Defender.

Sir Jim Ratcliff, presidente di INEOS di fronte al Pub Grenadier di Londra
Dopo una gestazione di un paio d’anni a partire dal concepimento dell’idea nel 2017, nel mese di luglio 2020 il Grenadier ha fatto capolino, rivelando quelle che per sommi capi sarebbero state le sue linee. Dall’inizio del 2021 il prototipo, messo a punto con gli specialisti austriaci della Magna Steyr, ha mosso i primi passi ed è stato sottoposto ad una serie di duri test.

Oggi il Grenadier è una solida realtà e proprio come la Royal Family, rappresenta un’unione di “cultura” britannica e tedesca, prendendo il design dall’una e la precisione ingegneristica dall’altra. Mosso, infatti, da un potente motore a sei cilindri di 3 litri (Diesel o benzina a scelta) della bavarese BMW, abbinato a una trasmissione automatica ZF ad 8 rapporti, Il Grenadier gode di un robusto telaio a longheroni e traverse. Lo schema delle sospensioni prevede molle ad assorbimento progressivo Eibach, ammortizzatori ZF rinforzati e barra antirollio all’anteriore, ponte rigido con barra Panhard, molle ad assorbimento progressivo Eibach e ammortizzatori ZF rinforzati, con sistema multilink.
Inizia l’avventura con la “A” maiuscola
Per mettere alla prova il Grenadier, prima del lancio definitivo sul mercato, INEOS lo ha affidato alle rudi mani di The HALO Trust, la più grande organizzazione umanitaria al mondo impegnata nella rimozione delle mine e nello smaltimento delle armi. Una flotta di Grenadier costruiti ad hoc per HALO verrà così impiegata in attività di bonifica in 25 Paesi usciti da periodi di guerra.
“Dai sentieri di montagna alla giungla urbana, HALO si impegna al massimo per svolgere la sua missione: individuare e distruggere le mine – ha dichiarato James Cowan, CEO di The HALO Trust – Per farlo abbiamo bisogno di una flotta di veicoli adatti alle zone di guerra, alle foreste pluviali e ai deserti. I nostri 9.000 sminatori sono fra le persone più coraggiose e tenaci al mondo e necessitano di un veicolo affidabile, che offra sicurezza mentre svolgono il loro lavoro. Vogliamo condividere le nostre esperienze con INEOS per aiutare l’azienda a costruire un fuoristrada pronto per le sfide del 21° secolo.”
“Provo grande ammirazione per la missione di The HALO Trust e per la dedizione del suo team. Collaborare al loro fianco è un enorme privilegio. Con decenni di esperienza nella gestione di una flotta numerosa di veicoli in condizioni estreme, non avremmo potuto fare affidamento su un’organizzazione meglio preparata per aiutarci a sviluppare il Grenadier – ha affermato Dirk Heilmann, CEO di INEOS Automotive – Tutte le conoscenze e le considerazioni che HALO sta condividendo con noi sono incredibilmente preziose per il programma ingegneristico e ci aiuteranno a creare il veicolo più robusto e capace per chiunque lo utilizzerà.”
The HALO Trust, forte di una flotta globale di oltre 600 veicoli 4X4, è un ente benefico angloamericano che utilizza mezzi fuoristrada in alcuni dei luoghi più remoti e inospitali del pianeta. INEOS collabora con HALO dal 2020, quando ha partecipato insieme all’ente benefico a un’operazione in Angola e ha visto i suoi veicoli affrontare strade dissestate, rocciose e talvolta del tutto impraticabili. Assistere a come i piloti si misuravano con i tracciati ostili e con le riparazioni dei mezzi in condizioni estreme, potendo contare solo su alcuni utensili di base, ha aiutato l’azienda a plasmare lo sviluppo del Grenadier. HALO opera in Angola da 27 anni e la sua missione nel Paese è stata messa in evidenza dalla storica visita della Principessa Diana nel 1997.
Nei prossimi 12 mesi oltre 130 prototipi di Grenadier raggiungeranno i quattro angoli del mondo per percorrere in totale 1,8 milioni di chilometri nell’ambito di un programma di collaudo e sviluppo inarrestabile. I prototipi del Grenadier prenderanno parte ai progetti attivi di HALO, Kosovo incluso. Queste attività di sviluppo serviranno a INEOS e HALO per valutare le capacità del veicolo su strada e in fuoristrada e per capire quanto è facile gestirne la manutenzione e le riparazioni direttamente sul campo.
In futuro INEOS punta a sviluppare una flotta di Grenadier realizzati su misura per The HALO Trust, con specifiche caratteristiche e dotazioni per le esigenze operative dell’organizzazione. Saranno disponibili anche punti di ancoraggio dove montare una protezione blindata anti-mine e riporre in sicurezza le attrezzature destinate alle operazioni di sminamento. I mezzi dovranno inoltre poter essere convertiti facilmente in ambulanze per portare in salvo le potenziali vittime.















