Test Drive Ford Ranger Thunder

8 maggio 2021
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Abbiamo provato l’edizione limitata del pick-up Ford destinata ai mercati europei ma con tanta grinta yankee sia nell’aspetto che nelle prestazioni

Bello è bello, non c’è che dire. Il Ford Ranger Thunder, serie limitata per l’Europa in soli 4.500 esemplari, si presenta nella sua livrea di lancio, Sea Gray, che richiama proprio il grigio di un mare in tempesta, l’analogia con il tuono (thunder) è evidente. Una serie di evidenze in Race Red (rosso corsa) posizionate nei punti chiave mette in risalto lo spirito sportivo e la grinta del veicolo. Il look da duro delle praterie è completato da cerchi in lega verniciati in nero lucido da 18”, finiture in nero ebano per la griglia anteriore, paraurti posteriore, predellini e maniglie delle porte.

Inoltre, per rendere chiaro a chi ci affianca che non conviene scherzare con noi, sugli sportelli anteriori i badge Thunder a effetto tridimensionale non lasciano dubbi. La serie limitata comprende anche i fari a LED e gli specchietti retrovisori, riscaldabili e ripiegabili a comando elettrico, con luci di cortesia e indicatori laterali. Nel cassone troviamo varie sorprese che descriveremo più avanti nel paragrafo “zona carico”. Ora saliamo a bordo!

In cabina

Il Thunder è un doppia cabina a cinque posti. All’interno domina la pelle nera con impunture rosse a contrasto che riveste i sedili, la corona del volante e la parte superiore della plancia. I battitacco interni sono in alluminio satinato con la scritta Ranger illuminata di rosso. La plancia è rifinita con inserti lucidi Ebony Black. Al centro spicca il touchscreen da 8” del sistema multimediale Ford SYNC 3 che comprende il navigatore e la funzione pinch&swipe (quella che serve ad allargare le immagini nello schermo con le dita come negli smartphone per intenderci), compatibile con Apple CarPlay e Android Auto.

Il Thunder inoltre è dotato di modem FordPass Connect con connettività Wi-Fy che da remoto, tramite una serie di app ci consente di controllare i livelli di carburante e dell’olio o, dove abbiamo parcheggiato il veicolo, se l’abbiamo chiuso o no e tanto altro ancora. Molto scomode da raggiungere le due prese USB infilate sotto il vano centrale della consolle, anche se ben evidenziate da un contorno blu fluo che contraddistingue la maggior parte dei comandi interni. I sedili anteriori, di foggia sportiva, sono riscaldabili, molto comodi e avvolgenti. Quello del posto guida è regolabile elettricamente in tutte le posizioni, compreso il supporto lombare. Il sedile lato passeggero offre le stesse regolazioni ma a comando manuale. Comode anche le sedute posteriori che lasciano un buono spazio per le ginocchia e presentano una giusta inclinazione dello schienale. L’impianto clima è del tipo bizona.

Alla guida

Mettiamo in moto tramite il pulsante start/stop. Il potente 4 cilindri Diesel Euro6 di 2.0 litri, Bi-Turbo EcoBlue da 213CV e 500 Nm di coppia si fa sentire con un ringhio felino ma non invadente all’interno dell’abitacolo. I giri salgono rapidamente seguendo perfettamente il ritmo impresso dal piede destro sul pedale dell’acceleratore. Ricordiamo che questo motore sostituisce il precedente 5 cilindri Diesel di 3,2 litri che equipaggiava la serie precedente del Ranger. Nonostante il drastico downsizing (- 1.200 cc) il nuovo 2 litri supera come prestazioni il vecchio motore che vantava 200 CV di potenza e 470 Nm di coppia, consumando fino al 9% in meno. Piuttosto limitati nella circolazione a causa delle restrizioni regionali dovuti alla “pandemia” andiamo a cercare le “praterie del Wyoming” nei dintorni di Roma per sciogliere le briglie del nostro purosangue. Incredibilmente le troviamo nelle campagne che circondano l’aeroporto di Fiumicino. Prima di far toccare lo sterrato alle ruote del nostro bel pick-up, percorriamo il tratto autostradale che collega Roma con l’aeroporto.

Questa autostrada, regno degli NCC, viene generalmente percorsa con una certa fretta. Pertanto appena un autista in berlina nera si trova davanti un pick-up che, seppur bello, rappresenta sempre una specie di camioncino, avvia un isterico gioco di luci stroboscopiche che si riflette sul nostro specchietto retrovisore. Basta spostare la leva del cambio automatico su la “S” (modalità Sport), dare una pelatina all’acceleratore e la berlinona nera inizia a rimpicciolirsi sempre di più nello specchietto retrovisore. Usciamo all’altezza di Commercity e ci dirigiamo verso il mare. Prendiamo la via Portuense in direzione Fregene. Il Thunder su strada si comporta benissimo. Non fosse per l’altezza, sembrerebbe di stare alla guida di un’auto sportiva. Ottima tenuta di strada, motore elastico e generoso. Il cambio automatico a 10 rapporti seleziona la marcia ottimale in qualsiasi situazione senza esitazioni.

Finalmente arriviamo in Wyoming, la zona rurale nei pressi dell’aeroporto. Vasti campi coltivati attraversati da strade bianche intervallate da canali di irrigazione. Entriamo nella tenuta di campagna con fare spavaldo a bordo del nostro veicolo yankee. Pensiamo di essere i più grossi e cattivi, ma un John Deere verde ramarro, di proporzioni apocalittiche, con enormi ruote dai cerchi gialli, si avvicina a velocità sostenuta senza alcuna intenzione di farsi da parte. Ci buttiamo immediatamente a bordo strada rischiando di finire nel fosso attiguo e diamo gentilmente la precedenza. Immersi in una nuvola di polvere bianca riprendiamo la marcia. Escludiamo tutti i sistemi di assistenza alla guida off-road e diamo gas per provare l’ebrezza della sgommata sullo sterrato. Il Thunder schizza in avanti innescando un pendolo di potenza inebriante. Dopo pochi metri decidiamo di fare i bravi ed inseriamo tutti i controlli di trazione. Il Thunder procede così dritto come un fuso per la sua strada. Poi svoltiamo in un sentiero fangoso che corre lungo il canale di irrigazione. Qui per prudenza attiviamo tutte le modalità off-road. Impostiamo la manopola sulla sinistra della leva del cambio su 4H (trazione integrale) e procediamo con cautela. Il canale corre a pochi centimetri dalle nostre ruote. Percorriamo alcuni metri di sentiero fino ad una radura che ci consente di girare il pick-up per tornare indietro.

Finita la nostra passeggiata in off-road riprendiamo la via del ritorno. A fine giro il computer di bordo sentenzia che abbiamo consumato mediamente 8,6 l/100km. Bravo Thunder, bello e parsimonioso.

Zona carico

Il cassone del Thunder viene fornito di serie con copertura Roller. Un telo avvolgibile in materiale plastico molto comodo per tenere al riparo il carico dalle intemperie e da occhi indiscreti. Lungo 1.575 mm, largo 1.560, 1.139 fra passaruota, con sponde da 840 mm di altezza il vano di carico consente di trasportare un carico massimo di 1.024 kg. La sponda posteriore richiede poco sforzo per l’abbassamento grazie al sistema EasyLift. Quando aperta può sostenere un peso massimo di 75 kg. Un faretto inglobato nel rollbar aerodinamico, verniciato in Black Ebony e rifinito con strisce Race Red alla base, illumina il vano di carico. Quest’ultimo, rivestito in materiale plastico antisdrucciolo contiene una pratica scatola porta attrezzi rimovibile, dotata di un meccanismo di rotazione che consente di girarla, per facilitare il carico di strumenti e attrezzature varie.

Sicurezza e assistenza alla guida

Il Ford Ranger Thunder offre di serie diversi sistemi di sicurezza e assistenza alla guida come il Pre-Collision Assist con Pedestrian Detection e l’Intelligent Speed ​​Limiter. La tecnologia Pre-Collision Assist con Pedestrian Detection che, grazie alla telecamera e al radar posizionati sul parabrezza, rilevare pedoni od ostacoli nella traiettoria del veicolo e avvisa il conducente dapprima con segnali acustici e visivi, fino a frenare automaticamente il veicolo in caso di mancata reazione “umana”. L’Intelligent Speed Limiter, regolabile dal volante, combina lo Speed Limiter e il Traffic Sign Recognition per rimanere entro i limiti di velocità previsti dal codice della strada. Il sistema Active Park Assist aiuta a effettuare le manovre di parcheggio in parallelo. Ulteriori tecnologie di assistenza alla guida sono: il Lane-Keeping Alert e il Lane-Keeping Aid, l’Adaptive Cruise Control con Forward Alert, il Traffic Sign Recognition, sensori di parcheggio anteriori e posteriori, Rear-view Camera, controllo elettronico della stabilità (ESC) con anti-rollio e anti-sbandamento del traino.

Scheda tecnica

Motore 2.0L Ford EcoBlue
Cilindrata 1.997 cc
Potenza 213 CV
Coppia massima 500 Nm
Normativa emissioni Euro 6 D-temp
Cambio Automatico a 10 rapporti
Trazione Integrale
Intervalli di manutenzione Ogni 15.000 km
Capacità serbatoio 80 l
AD Blue 20 l
Peso PTT 3.270 kg
Altezza 1.848 mm
Larghezza (specchi ripiegati/fuori) 1.977/2.163 mm
Lunghezza 5.359 mm
Passo 3.220 mm
Altezza sponde 840 mm
Larghezza vano di carico 1.560 mm
Larghezza fra passaruota 1.139 mm
Lunghezza piano di carico 1.575 mm
Portata utile 1.024 kg
Diametro di volta fra marciapiedi – 12,70