Da un’idea di Nove Onlus in collaborazione con OTB Foundation, nasce oggi nella capitale afgana il primo servizio di trasporto tutto al femminile
Un grande passo verso l’indipendenza per le donne afghane. Pink Shuttle è il primo e unico servizio di trasporto che permette finalmente più mobilità alle donne, in un paese minacciato dal ritorno del fondamentalismo talebano.
Dopo anni di impegno sul territorio afgano Nove Onlus ha lanciato il progetto Pink Shuttle al fine di trasformare la limitazione della libertà delle donne in un’opportunità accettata dalla cultura locale. Il servizio di trasporto tutto al femminile vede donne afgane alla guida di navette che trasportano solo donne.
Nove Onlus è un’associazione no profit, fondata nel 2012 da esperti di cooperazione internazionale, che si concentra principalmente su assistenza umanitaria, educazione e sviluppo socioeconomico, aiutando persone vulnerabili, soprattutto donne, bambini e disabili. Fino ad oggi Nove Onlus Ha realizzato piccoli progetti in Siria (emergenza orfani di Aleppo est), Grecia (emergenza migranti), ed Etiopia (supporto ai giovani del ghetto dei lebbrosi di Addis Abeba). Al momento i progetti principali dell’associazione no profit si svolgono in Italia e in Afghanistan.
OTB Foundation nasce invece nel 2008 come organizzazione non profit del gruppo OTB (Diesel, Maison Margiela, Viktor&Rolf, Marni, Paula Cademartori, Amiri, Staff International, Brave Kid). Creata con la missione di lottare contro le disuguaglianze sociali e contribuire allo sviluppo sostenibile di persone e aree meno avvantaggiate, OTB opera in Italia e nel mondo attraverso specifici criteri di selezione: impatto sociale diretto, sostenibilità ed innovazione. Dalla sua nascita ad oggi OTB Foundation ha investito in oltre 200 progetti di sviluppo sociale nel mondo, con un impatto diretto sulla vita di circa 200.000 persone.
L’iniziativa Pink Shuttle, resa possibile anche grazie al finanziamento di USAid, supporta la libertà di movimento delle tantissime donne afghane che, a causa di pesanti retaggi culturali non hanno altra possibilità di raggiungere autonomamente i luoghi di lavoro o di studio o di accedere a servizi di base.
Il progetto dà seguito a un’altra iniziativa di Nove Onlus: la scuola guida femminile, che ha permesso in tre anni a 195 donne di prendere gratuitamente la patente a Kabul, città in cui poco più di 3.000 donne hanno preso la patente nei 18 anni trascorsi dalla caduta del regime talebano ad oggi. I corsi di guida riprenderanno nel 2020 grazie al finanziamento di Tavola Valdese e The Nando and Elsa Peretti Foundation.
Avviata nel maggio 2019, la fase pilota del Pink Shuttle durerà fino a marzo 2020 e prevede circa 100 utenti regolari del servizio. L’Associazione sta elaborando con gli stakeholder un piano di gestione per il graduale raggiungimento della sostenibilità e lo sviluppo del servizio. L’obiettivo è convertire il Pink Shuttle da un’attività gestita da un’organizzazione no profit a un vero e proprio servizio commerciale, gestito direttamente da donne afghane.
“In tanti ci hanno detto che il Pink Shuttle è particolarmente rischioso, e forse hanno ragione – ha detto Susanna Fioretti, Presidente di Nove Onlus durante la presentazione del progetto lo scorso martedì 22 ottobre presso l’Associazione della Stampa Estera a Roma – Va nel senso della tradizione, perché tiene donne con donne, anche se vedere una donna al volante a Kabul è ancora abbastanza raro e suscita delle reazioni di vario tipo: sorpresa, incoraggiamento, insulti o forse peggio. La fase sperimentale del Pink Shuttle è molto importante perché ci dà la misura di quelli che sono i rischi, i difetti, le cose da aggiustare, i possibili sviluppi. Al momento è gratuito ma prevediamo, se continuerà a svilupparsi in questo modo e se avremo il supporto dei nostri partner per il futuro, che diventi la prima piccola impresa afgana di trasporto tutta al femminile, e quindi metta delle basi che continuino e non sia un progetto che muore con chi l’ha disegnato, ma diventi una cosa afghana voluta e sostenuta dagli afghani stessi. Ringrazio OTB Foundation per aver creduto in un progetto in cui altri non hanno creduto.”
“Il motivo principale per il quale OTB Foundation ha inizialmente deciso di sostenere il Pink Shuttle, tra i progetti vincitori del bando indetto un anno fa dalla nostra Fondazione, è per la finalità che l’iniziativa si propone di raggiungere: l’emancipazione femminile, costituisce un tema a cui guardiamo da sempre con particolare sensibilità – ha commentato Arianna Alessi, Vicepresidente di OTB Foundation – L’aspetto innovativo e ambizioso che questa iniziativa porta con sé, ha poi spinto la nostra Fondazione verso un maggiore coinvolgimento nel progetto ideato da Nove Onlus, contribuendo a concretizzare un servizio di trasporto tutto al femminile, il primo ed unico in questo territorio. Mi auguro davvero che il rilancio di questa iniziativa possa riaccendere i riflettori sulle condizioni di moltissime donne che, alla soglia del 2020, vedono ancora imporsi così grandi limitazioni alla propria libertà individuale.”
È intervenuta in seguito la principessa d’Afghanistan India Durrani, la quale si è detta “commossa del fatto che vi occupiate delle mie sorelle afghane. L’Afghanistan è un paese ricco e con un grande potenziale, le donne afghane hanno bisogno di educare gli uomini e i loro figli affinché tutti possano mettere a frutto questo potenziale.”
“Il Pink Shuttle è un’eccellente idea – ha commentato Alberto Cairo, socio di Nove Onlus e responsabile dei centri ortopedici di ICRC in Afghanistan – Dare opportunità alle donne in Afghanistan di fare qualcosa di diverso, di sovversivo se si vuole, è estremamente importante. Naturalmente va fatto a piccoli passi, per non creare problemi alle donne stesse, ma è decisamente un passo avanti. A Kabul guido regolarmente e vedo pochissime donne al volante, ma dovreste vedere l’orgoglio e il coraggio che hanno di buttarsi in mezzo al traffico. Il Pink Shuttle può e deve espandersi per contribuire veramente all’emancipazione femminile.”













