Quando ancora i veicoli commerciali non erano altro che berline di serie trasformate nasceva questa ambulanza che oggi troviamo, perfettamente restaurata al Museo MB di Stoccarda
La richiesta di questo allestimento particolare venne dalla fabbrica di strumenti musicali Hohner, fondata nel 1857 a Trossingen, in Germania, da Matthias Hohner. La fabbrica, da semplice laboratorio artigianale per la costruzione di armoniche a bocca, nel giro di pochi anni si trasformò nella più grande fabbrica di strumenti musicali al mondo. Per generazioni, Hohner ha dedicato tutto alla musica per un semplice motivo: la musica è uno stile di vita. Così come alla musica il produttore tedesco ci ha sempre tenuto alla qualità della vita dei propri dipendenti, così nel 1937 commissionò al coachbuilder Lueg, di Bochum, la trasformazione della Mercedes-Benz 320 in autoambulanza per garantire, in caso di emergenza, un valido supporto al servizio medico aziendale.
Oggi l’ambulanza, perfettamente restaurata, è in mostra alla Collection Room 3 del Museo Mercedes-Benz di Stoccarda, chiamata “La Galleria dei Soccorritori”.
Dipinta in grigio chiaro, l’ambulanza è priva di luci lampeggianti blu e sirena, si distingue dalle auto comuni per il faro posto sopra il parabrezza con la Croce Rossa applicata sul vetro. Infatti, non si disponeva ancora delle funzioni di avviso visivo e acustico che sono diventate uno standard dalla metà del XX secolo.
Costruita sulla base della confortevole berlina Mercedes-Benz 320 (W 142) del 1937, l’ambulanza dispone di un motore a sei cilindri in linea da 3,2 litri e 78 CV. L’allestimento della Lueg sfrutta al massimo l’altezza e la lunghezza ed è progettato specificamente per il trasporto dei pazienti.

La parte anteriore fino al parabrezza corrisponde all’originale Mercedes-Benz 320. Dietro la cabina di guida si trova il compartimento, dotato di riscaldamento, per pazienti e assistenti. L’accesso è garantito da due portelloni a battente posteriori e da una porta laterale alle spalle del copilota.
All’interno si trovano le barelle per due pazienti sul lato sinistro, una sopra l’altra. La barella inferiore può essere caricata e scaricata in modo rapido e veloce, poiché poggia su un carrello a rulli guidato da rotaie. La panca sulla destra è presumibilmente per un assistente, idealmente addestrato dal punto di vista medico. C’è anche un sedile ribaltabile. All’epoca il paramedico presente sul veicolo fungeva anche da conducente e, durante la guida, teneva d’occhio il paziente nella parte posteriore con lo specchietto retrovisore interno. 86 anni fa, in caso di incidente o altra emergenza medica, l’attenzione non era rivolta al primo soccorso sul luogo dell’incidente, ma piuttosto al trasporto rapido in un ospedale o in uno studio medico. Tuttavia questa ambulanza forniva già alcune interessanti opzioni per il trattamento di emergenza lungo il percorso. All’interno del comparto pazienti si trova, infatti, un contenitore per un oggetto cilindrico, presumibilmente una bombola di ossigeno per la respirazione forzata, e un vassoio medicale a forma di rene in uno scomparto nel tramezzo di fronte al conducente.














