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Daniele Terenzi story

7 luglio 2018
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Daniele Terenzi, “romano de Roma” ha 37 anni e fa il camionista da 15, la sua passione per questo mestiere è nata per caso

Daniele oggi è un padroncino e si occupa di trasporto frigo: “Nessuno in casa mia era camionista. Mi è sempre piaciuto guidare e l’idea di viaggiare mi affascinava!”

Inizialmente ha preso le patenti per poter accedere al trasporto pubblico e guidare i pullman di linea, ma poi ha iniziato a guidare il camion e da lì non è più sceso: “A circa 23 anni, avevo iniziato da poco a lavorare per una ditta che si occupava di trasporti teatrali, dopo circa un mese mi hanno proposto di fare un viaggio a Madrid. Non stavo più nella pelle, ero emozionatissimo! I miei familiari mi vedevano come un pazzo scatenato. Alla fine sono partito ed ho affrontato il viaggio senza problemi, poi dopo un po’ di tempo si è presentata l’occasione di andare a Siviglia. Ero un ragazzino e mi sembrava di spaccare il mondo!”

 

Poi Daniele ha iniziato a lavorare per una ditta che si occupava di distribuzione: “I primi anni sono stati molto duri. I camion li ho provati tutti da Iveco a Volvo. Lavoravamo per le grandi catene di supermercati e li ho imparato davvero molto. Nel 2009 mi sono sposato. Mia moglie lavorava in un negozio ai Parioli dalla mattina alla sera. Poi, da quando sono nati i bambini, Manuela e Andrea, ha smesso di lavorare. Sarebbe stato impossibile per lei continuare a lavorare con due bimbi da gestire. Io manco tutta la settimana e quando non ci sono la gestione familiare grava tutta su di lei. I bimbi sono abituati a vedermi solo nel fine settimana, per loro è stato sempre cosi. Mia moglie è una tosta quindi io riesco a lavorare con la testa libera perche so che a casa tutto fila liscio.”

“Il nostro è un mestiere faticoso e pieno di imprevisti e se a casa non hai chi ti supporta e sopporta è la fine – sottolinea Daniele – Ad esempio una volto ero in Abruzzo la sera di capodanno, a Guardiagrele sopra Lanciano, dovevo consegnare ad un supermercato Eurospin e tornare a casa in tempo per il cenone. Appena uscito dal casello ha iniziato a nevicare. Tuttavia non sembrava tremenda la situazione. Una volta arrivato sul posto ha cominciato a venire giù di brutto. Morale della favola: sono rimasto bloccato sulla statale in mezzo a due metri di neve! Ho chiamato i pompieri che sono intervenuti prontamente. Ma non è finita li. Una volta agganciato a loro, mentre mi trainavano in un’area sicura il mio camion ha slittato e sono uscito di strada. Fortuna che ero agganciato al loro carro e mi hanno potuto tirare fuori! Nel frattempo si era fatta notte ed ho visto sfumare il cenone in famiglia. Mi hanno portato fino al piazzale della caserma e sono rimasto li fino a che un amico non è venuto a prendermi in macchina! Sono rientrato a casa alle 3 di notte. Addio capodanno.”

Daniele ha lavorato come dipendente fino al 2016 ma poi ha deciso di fare il “grande passo” e diventare imprenditore di se stesso: “Sono riuscito ad acquistare il camion con cui lavoravo dal datore di lavoro, un Mercedes-Benz Actros 480 del 2008, con il quale mi sono sempre trovato bene. Al tempo stesso sono riuscito a farmi dare ad un buon prezzo anche il semirimorchio a tre assi.”

Daniele percorre mediamente 600 km al giorno: “Per lo più distribuisco sul nord Italia. In precedenza ho fatto anche qualche trasferta all’estero: Francia, Spagna. Però preferisco rimanere vicino per non allontanarmi troppo dalla mia famiglia. Già così dormo fuori quattro notti a settimana dal lunedì al venerdì. Mi concedo solo due cene al ristorante a settimana, altrimenti mangio in cabina con quello che mi porto da casa. Bisogna risparmiare e con i ristoranti ti vanno via un sacco di soldi!”

“Mi piace molto il mio lavoro – afferma Daniele – e se dovessi rinascere lo rifarei a occhi chiusi. Ma con l’esperienza di oggi, di certo eviterei di rifarmi il culo che mi sono fatto in questi anni!”