Un giro in Val D’Aosta con il nuovissimo KIA PV5 elettrico al 100%: silenzioso, confortevole, potente e capiente
Ritiriamo il nostro furgone, un PV5 equipaggiato con batteria da 71,2 kWh e motore da 120 kW (160 CV) alla mattina alle 9:30 davanti al cinema di Courmayeur per iniziare il nostro giro virtuale di consegne in Val D’Aosta. Come tutti i PV5 veste un’elegante livrea a due colori, nero (cofano e parte alta delle portiere anteriori) e bianco.
Saliti a bordo del KIA PV5 ci accoglie un ambiente confortevole e tecnologicamente avanzato. Di primo acchito rimaniamo un po’ imbarazzati da tutta la tecnologia che ci appare di fronte. La plancia dal design lineare presenta un cockpit digitale da 7,5”, mentre il sistema di infotainment esclusivo PBV dispone di un display widescreen da 12,9 pollici in formato 16:9 montato a sbalzo nel centro plancia.
L’interfaccia supporta il multitasking, consentendo alla navigazione e alle applicazioni di funzionare in parallelo, mentre i comandi essenziali come, ad esempio, le funzioni del climatizzatore rimangono sempre accessibili. L’AI voice di Kia, un sistema di intelligenza artificiale generativa, rende possibile controllare il veicolo a mani libere. Siamo circondati da utilissimi vani portaoggetti di tutte le dimensioni. Due sono ricavati sul pavimento per alloggiare oggetti più grandi o da tenere nascosti da sguardi indiscreti.
Il volante di foggia sportiva con corona in pelle, leggermente schiacciata sopra e sotto, nelle due razze contiene l’universo mondo di comandi che, per conoscerli tutti, occorre almeno una settimana di tempo. Insomma, “tanta roba” come dicono i milanesi.
Dopo una prima occhiata superficiale cerchiamo disperatamente il pulsante della messa in moto. L’intervento di un KIA boy ci salva dal panico. In effetti il pulsante della messa in moto è nascosto sulla leva del cambio calettata sul piantone dello sterzo coperta dalla razza destra del volante. Prendiamo nota della nostra boomeraggine e continuiamo. Ora cerchiamo di spostare il cursore su “D”, ma non si sposta! Il solito KIA boy ci spiega che per inserire la marcia in avanti, o la retro, bisogna girare con una certa energia l’ultima parte della leva. Ok, ce l’abbiamo fatta. Intanto, fuori dal garage imperversa la bufera. Il navigatore è impostato su un giro di una 80na di km che prevede sia tratti autostradali che strade regionali, compresi passi di montagna. Abbiamo a disposizione il 100% di carica che, in questo modello con batteria da 72kW, corrisponde a 410 km di autonomia. Dopo un segno della croce virtuale e una preghiera a San Cristoforo, protettore degli automobilisti, pigiamo delicatamente il piede sull’acceleratore e usciamo allo scoperto.
La simpatica signorina navigatrice ci consiglia di uscire dalla prima rotonda che troviamo e prendere la A5/E25 in direzione SR47 Sarre. Il manto stradale è completamente bianco. Il parabrezza tarda qualche minuto a sbrinarsi completamente. La visibilità è scarsa. Siamo tra due TIR giganteschi che alzano spruzzi di neve sporca. Incrociamo uno spazzaneve che ci sfiora con l’enorme pala. Entriamo alla prima piazzola di sosta per placare la tachicardia e prendere un po’ di confidenza con i comandi, cercando di sbrinare definitivamente il parabrezza con il riscaldamento. Ok, fatto, ci vediamo e si riparte. Il PV5 ha una bella ripresa. Bisogna fare attenzione ai limiti di velocità che, puntualmente vengono segnalati in modalità sia visiva che sonora dal cervellone di bordo. In alcuni tratti con velocità massima consentita di 100 km/h ci permettiamo di superare i TIR andando baldanzosi a 90 km/h. Apprezziamo il comodo sedile di guida. La posizione di guida te la puoi gestire a tuo piacimento. Volante ravvicinato, più o meno inclinato, sedile più alto, più basso, più inclinato. Bracciolo laterale destro. Fantastico. Siamo talmente rilassati che a un certo punto il computer di bordo, quell’impiccione, ci consiglia di prendere un caffè.
Nel frattempo, siamo arrivati al casello di Aosta Ovest. Lasciata l’autostrada, prendiamo la SR47 in direzione Lalex. Il bivio per Lalex è veramente scomodo. Tuttavia, il raggio di sterza formidabile del PV5 ci consente di entrare con una certa facilità nella stradina in salita. E che salita. Forte pendenza e fondo innevato. Pensiamo: “Non ce la faremo mai a conquistare la vetta”. E invece no. Il PV5 avanza tranquillo sino alla cima senza perdere un colpo. Raggiungiamo le Château Royal de Sarre che, fatto erigere nel 1710 da Giovanni Francesco Ferrod di Arvier sui resti di una casa forte del 1242, dopo vari passaggi di proprietà fu acquistato nel 1869 dal re d’Italia Vittorio Emanuele II, che lo ristrutturò e lo utilizzò come residenza durante le sue battute di caccia in Valle d’Aosta. Dal 1972 di proprietà dello Stato Italiano. L’imponente costruzione domina tutta la valle sottostante e il paesino di Lalex abbarbicato sulle pendici della collina. Riusciamo a far qualche scatto al nostro furgone poco prima che riprenda a nevicare copiosamente.
Quindi niente foto al castello sullo sfondo e via, si riparte. Entriamo dentro Lalex silenziosi come fantasmi, grazie alla trazione elettrica. Solo lo scricchiolio della neve sotto gli pneumatici tradisce la nostra presenza. Grazie alle misure compatte del veicolo e alla sua prodigiosa manovrabilità riusciamo a districarci nei vicoletti di Lalex. Non incontriamo nessuno di fronte al quale pavoneggiarci con il nuovo furgone KIA. Così riprendiamo la strada del ritorno? Ma quale ritorno… la signorina del navigatore ha in programma per noi ben altre strade!
Lasciamo la SR47 e rientriamo in autostrada. Dirigiamo il simpatico musetto del PV5 in direzione di Morgex. Nonostante la neve ed i camion, noi procediamo comodi dentro al nostro piccolo rifugio su quattro ruote e un’altra volta il cervellone di bordo ci invita a prendere un caffè. No siamo sveglissimi!
Usciti all’altezza di Morgex, prendiamo la strada statale 26. Da Pré-Saint-Didier la situazione non migliora. Davanti a noi si para una bella salitona innevata. Ci sentiamo molto protagonisti del film Fargo, girato tra le nevi del Minnesota. Un tornante si profila davanti a noi. Prima di affrontarlo accostiamo sulla destra per sincerarci del percorso.
La mappa del navigatore ci illustra un serpentone verde che si snoda da li in avanti fino a raggiungere l’ultima meta: La Thuile. In totale sono 8 i tornanti che dobbiamo affrontare lungo i 10 km che ci separano dalla nota località sciistica valdostana.
Bisogna dire che la tenuta di strada è superlativa. Certamente merito anche degli pneumatici all-weather, opzionali, che migliorano ulteriormente la fruibilità del mezzo in qualsiasi periodo dell’anno. Le sospensioni assicurano la corretta rigidità e precisione anche a veicolo scarico come durante questa prova. Il PV5 mantiene un equilibrio eccellente con e senza carico grazie all’ampia carreggiata e alla posizione della batteria collocata in basso. Mentre l’architettura del telaio garantisce compostezza e sicurezza anche alle velocità autostradali, nonostante la notevole altezza anche in presenza di forti correnti laterali.
Giunti a La Thuile la signorina ci avvisa che abbiamo raggiunto la nostra destinazione. E? Fine dei giochi. Arrivato sul punto prestabilito (un parcheggio) vedo, fortunatamente, un collega automobilaro con un SUV EV5 che traffica con il navigatore. Subito dopo capisco perché: il percorso del ritorno non è segnato! Quindi con pazienza e sangue freddo ci mettiamo a trafficare con il display widescreen da 12,9 pollici in formato 16:9 montato a sbalzo nel centro plancia, lasciano un mare di ditate e, finalmente, troviamo le indicazioni per tornare al cinema di Courmayeur. Ora i giovani digitali si faranno un sacco di risate. Li voglio vedere fra quarant’anni alle prese con la tecnologia Vogan delle astronavi aliene!
Controllando la strada di qua e di là ci immettiamo nuovamente nella statale 26 per tornare indietro. Improvvisamente sugli specchietti retrovisori esterni si palesa la sagoma di un bus locale che procede a forte velocità nonostante il limite dei 40 km/h. Avete presente la cisterna arrugginita di Duel? Uguale. Ci sta attaccato al paraurti posteriore. Ci spostiamo al primo spazio disponibile sulla destra e lo facciamo passare. Ci fa barba e capelli e finalmente si toglie dagli zebedei. Corre come un accidente e si tuffa nei tornanti come se fosse Munari alla guida della Stratos al Col Turini. Auguri… noi proseguiamo imperturbabili per la nostra strada rispettando il codice. Con grande soddisfazione vediamo salire altri colleghi con KIA EV5 o PV5 Passenger, vuol dire che non abbiamo sbagliato strada.
Arriviamo finalmente dopo quasi un’ora e mezzo di viaggio davanti al punto di randez vous. Ad accoglierci un piccolo plotone di KIA boys. Scendiamo soddisfatti dal nostro furgone. Le consegne virtuali sono giunte puntuali a buon fine. Il computer di bordo indica che abbiamo ancora a disposizione il 70% di carica nonostante il riscaldamento ed i tergicristallo accesi. Ottimo!
SCHEDA TECNICA



























