Abbiamo strapazzato Il large van Mercedes-Benz in lungo e largo per tre settimane tra Lazio e Campania, dai vicoli di Trastevere alle coste Cilentane
Lo Sprinter, giunto alla sua terza generazione, mantiene fede ai suoi punti di forza: praticità d’uso, versatilità, prestazioni, sicurezza e, perché no, estetica. Ok, stiamo parlando sempre di un furgone, direte voi: uno scatolone di metallo con quattro ruote per trasportare le cose… eppure lo Spinter, nel suo aspetto, mantiene quell’aura di nobiltà tipica delle auto stellate. Ma soprattutto, è un gran lavoratore e, in quest’ultima versione, anche super intelligente… gli manca la parola!
On board
Il modello in prova è un furgone lastrato 316 Cdi passo medio, tetto alto, dipinto di rosso, con motore 2,1 litri da 163 CV e cambio automatico 7G-Tronic Plus a trazione posteriore. Appena aperto lo sportello, dopo aver sbloccato le chiusure con il telecomando, una volta a bordo, automaticamente ci accolgono il quadro strumenti e il display del sistema di infotainment illuminati e pronti all’uso grazie al sistema Keyless (senza chiavi). Regoliamo il posto guida tramite i pulsanti posti sullo sportello sinistro che riproducono in miniatura un sedile a rilievo.
Ci allacciamo la cintura di sicurezza. Non rimane che pigiare il pulsante start e mettere in moto. Il suono del motore è talmente attutito che, se non fosse per la lancetta del contagiri che prende vita, saremmo disposti a giurare che è spento. A questo punto, impostiamo il navigatore dal pratico schermo touch da 7” posto al centro plancia. Poi selezioniamo la modalità telefono e sintonizziamo, tramite bluetooth il nostro smartphone, che sistemiamo in un comodo vano ricavato ad hoc di fianco allo schermo.
Si parte!
Sblocchiamo il freno di stazionamento tramite il piccolo pulsante posto sul lato sinistro del cruscotto, spostiamo la levetta/selettore alla destra del volante su drive e diamo gas. Ci dirigiamo sul GRA (Grande Raccordo Anulare), impostiamo il limitatore di velocità su 90 desiderosi di provare il nuovissimo dispositivo Distronic Plus che, grazie ad un sensore radar collocato nel paraurti anteriore, quando si viaggia in autostrada o in strade di grande comunicazione, mantiene la distanza di sicurezza dal veicolo che ci precede. Se la distanza si riduce a causa di un rallentamento, lo Sprinter rallenta automaticamente. Il GRA è il terreno di gioco ideale per provare questo dispositivo con i sui continui stop & go. Se necessario, il Distronic Plus è anche in grado di arrestare completamente il veicolo. E comunque, prima di frenare a secco, una serie di beep e lampeggianti rossi allerta il guidatore. Non appena la situazione del traffico lo perette, lo Sprinter accelera di nuovo ritornando alla velocità desiderata impostata. GRA non ti temiamo!
Ci possiamo anche distrarre… ma non tanto!
Sappiamo che per il nuovo Sprinter, inoltre, è stato sviluppato un sistema antisbandamento attivo che, a partire dai 60 km/h, se percepisce un’uscita involontaria dalla corsia di marcia ti avverte con una vibrazione su volante ed un sonoro beep. Vi siete addormentati e non percepite nulla di tutto ciò? Il sistema antisbandamento riporta lo Sprinter in corsia. Tutto questo grazie a sensori radar e telecamere posizionate sotto gli specchietti retrovisori che controllano se è stata superata la striscia bianca (tratteggiata o continua). Ovviamente abbiamo fatto finta di addormentarci e, soprattutto, ci siamo assicurati che intorno a noi non ci fosse nessuno, anche perché in caso di rifacimento corsie, a volte la striscia bianca non c’è, e se lo Sprinter non la vede… va dritto!
In Trastevere
Districarsi tra le stradine di uno dei quartieri più antichi di Roma con un veicolo lungo quasi 6 m (5.932 mm), largo 2,35 m e alto 2,62, non è proprio una passeggiata della salute. Tuttavia la grande maneggevolezza ed il sistema di telecamere del Park Assist riusciamo a manovrare al millimetro senza fare danni.
Le immagini di quello che accade, intorno e dietro a noi, vengono trasmesse sul display multimediale da quattro telecamere, collocate all’estremità posteriore del tetto, sotto i due retrovisori esterni e nella griglia del radiatore.
Vita da Autostada
Prendiamo la A1 in direzione Napoli per provare il veicolo in velocità. Il quattro cilindri turbodiesel, a iniezione diretta common rail, spinge elastico e progressivo, aiutato dall’ottima spaziatura dei rapporti del nuovo cambio automatico. Al momento di superare un grosso camion scaliamo velocemente la marcia grazie alle palette poste dietro al volante come nelle auto sportive. Lo Sprinter si lancia in avanti felino per poi riprendere la sua marcia tranquilla non appena rilasciamo il pedale dell’acceleratore. Ad un certo punto decidiamo di fare una telefonata ad un amico. Niente di più semplice, senza togliere le mani dal volante, chiediamo a voce di chiamare Tizio, o Caio, o Sempronio. Tutto ok finché il telefonino è carico ma poi quando andiamo a cercare una porta USB, ci ritroviamo d fronte ad un angusto attacco “5” di ultima generazione, sopra la plancia. Troppo avanti lo Sprinter, ancora giriamo tutti con USB 2! Dopo aver parlato a lungo con Tizio e Caio, rinunciamo all’ultima chiamata e passiamo all’ascolto della radio. Dal volante multifunzione cambiamo stazione a piacimento con uno sfioramento del dito sopra un micropulsante. Sempre dal volante regoliamo il volume.
Tra un infotainment e l’altro arriviamo sulla Salerno – Reggio Calabria. A Eboli usciamo senza fermarci come “qualcuno” fece anni fa e proseguiamo per Santa Maria di Castellabate. Qui ci accoglie un bel sole e lo Sprinter rosso desta molta curiosità in mezzo a flotte di furgoni bianchi! I fari a LED ai lati dell’iconografica calandra stellata ricordano più una berlina di lusso piuttosto che un mezzo da lavoro e, superbamente, avanziamo tra le stradine cilentane.
Simuliamo uno scarico di acque minerali presso un rivenditore all’ingrosso locale, facciamo dietro-front e riprendiamo la via per Roma. Arrivati nella Capitale dopo la lunga galoppata autostradale sotto un diluvio universale abbiamo ancora 150 km di autonomia (ci dice il computer di bordo).
Zona carico
Al vano di carico si accede tramite i due portelloni a battente posteriori e tramite l’ampio portellone scorrevole laterale. L’altezza interna del vano, grazie al tetto alto raggiunge i 2.612 mm, mentre la lunghezza è di 4.400 mm e la larghezza di 1.940 mm (1.790 fra passaruota). Queste misure conferiscono allo Sprinter Furgone 15,3 m3 di volume effettivo per un carico utile di 1.108 kg.
Le pareti interne del vano di carico sono interamente foderate con pannelli di compensato utili per non rovinare la carrozzeria. Il piano di carico è rivestito di una speciale pavimentazione in materiale plastico leggera e robusta al tempo stesso. Due listelli luminosi a LED applicati sotto il tetto illuminano il vano a giorno.
Complimenti Sprinter
In totale con lo Sprinter carico al 70% abbiamo percorso 834 km su percorsi misti consumando mediamente 13 km al litro. Veramente parsimonioso! Bisogna poi aggiungere che tutti gli Sprinter di nuova generazione sono dotati di connessione Internet high-speed per i servizi online di Mercedes PRO. Una soluzione che agevola soprattutto le grandi flotte. Attraverso Mercedes PRO, infatti, il gestore può ricevere in tempo reale informazioni sui veicoli quali posizione, livello carburante e intervalli di manutenzione e tanto altro ancora a seconda dei “pacchetti” scelti.
Test Drive Mercedes-Benz Sprinter 316 CDI
A breve la prova completa dello Sprinter Mercedes-Benz su www.camionefurgonimag.com.Mecedes-Benz Italia Van #camionefurgonimag #testdrive
Publiée par Camion e Furgoni Mag sur Vendredi 2 novembre 2018



































