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Test Drive Scania G410

19 giugno 2018
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Abbiamo provato un trattore stradale di ultima generazione Scania dedicato alla distribuzione

Come sempre ci incontriamo ad Assago “Milanofiori” alle 11:00. E’ una giornata uggiosa nonostante sia primavera inoltrata. A consegnarci il veicolo è il driver di Scania Micke Jederud. Il truck è un serie G da 410 CV 4×2 in livrea Mediterranean Blue con semirimorchio agganciato a tre assi carico con 44 ton di zavorra. Per l’occasione abbiamo convocato il nostro amico Federico Bencini, Chicco per gli amici, titolare della Bencini Cesare S.r.l. di Briosco (MB), azienda specializzata nella commercializzazione e nel trasporto di bestiame.

Esterni

La cabina del veicolo in prova è del tipo G20 con zona notte e tetto “Normal”. “Una cabina perfetta per il lavoro di distribuzione – commenta Chicco – E’ montata bassa sul telaio e risulta particolarmente agevole per chi deve salire e scendere molte volte dal mezzo durante il giorno di lavoro.” Chicco guida tutti i giorni uno Scania R500 del 2005 che ha 1.650.000 km e “Gira ancora come un orologio!”  

Progettata per ridurre al minimo la resistenza aerodinamica, la cabina G20 dispone di angoli e spazi vuoti ridotti e ottimizzati per rendere più efficiente il flusso dell’aria. Queste modifiche evitano fastidiosi fruscii aerodinamici durante la marcia e favoriscono il risparmio di carburante.

On board

“Una volta a bordo, seduto al posto guida, ti rendi conto che i progettisti si sono concentrati sull’autista. – dichiara Chicco –  Tutti i comandi sono a portata di mano. Il sedile  è veramente confortevole. Anche la visibilità è ottima.”

L’altezza delle nuove cabine G20 in versione “tetto Normal” è stata aumentata di 10 cm. La maggiore altezza interna ha consentito di realizzare vani molto spaziosi sia nella parte anteriore che in quella posteriore della cabina. Dietro ai sedili trova posto un comodo letto, sotto al quale si trovano un frigorifero e dei pratici cassettoni. In pratica questa cabina, così come concepita,  potrebbe essere utilizzata tranquillamente anche per il lungo raggio.

Una volta messo in moto il 6 cilindri in linea a 4 valvole per cilindro di 13 litri, ronfa sornione sotto il cofano, merito dell’ottima insonorizzazione. Questo propulsore è stato rinnovato completamente con un nuovo sistema di gestione e nuove testate. Sovralimentato mediante turbocompressore a geometria fissa (FGT), dispone esclusivamente di riduzione catalitica selettiva (puro SCR) per il controllo di emissioni dei gas di scarico. Inoltre è stato adottato un  albero a camme Miller. La particolare profilatura di queste camme permette di mantenere le valvole di aspirazione aperte più a lungo del normale in fase di compressione, consentendo di pompare meno aria attraverso il motore e mantenere elevata la temperatura utile al funzionamento del sistema SCR. Il tutto senza dover utilizzare più gasolio al solo scopo di produrre il calore necessario. Di conseguenza si ha un risparmio di carburante di circa il 4%.

L’intenzione è di fare un giro in Brianza ma il traffico della tangenziale ci suggerisce di cambiare itinerario. Quindi ci dirigiamo verso l’autostrada A4 in direzione Torino. “Nonostante i 410 CV, questo motore non mi fa rimpiangere il mio R500 – ammette Chicco –  infatti tira senza sforzo il semirimorchio caricato con 44 ton di taniche d’acqua”

On the road

Una volta lasciata la tangenziale prendiamo l’autostrada A4 Torino – Trieste.  Usciamo a Novara ovest e ci dirigiamo verso la provinciale SP299 Valsesia.

“Con il nuovo cambio Opticruise la ripresa è progressiva e rapida pur mantenendo un filo di gas – spiega Chicco – a 80 all’ora, alzando il piede dall’acceleratore, il cambio si mette automaticamente in folle permettendo così di sfruttare l’abbrivio con la funzione Eco Roll, e riducendo al massimo il consumo, poi, ancor prima di perdere velocità innesca la marcia necessaria per mantenere l’andatura. Se si utilizza poi il Cruise Control a predizione attiva, il GPS prevede la topografia della strada da percorrere e regola di conseguenza la velocità di crociera del veicolo ancor prima di iniziare una salita o una discesa.”

Dopo un paio di rotonde prendiamo un lungo rettilineo che ci porta dritti dritti da “Reale”, un bar/trattoria dove si fermano molti camionisti. Dopo aver assaggiato la specialità della casa, “Fusilli in bianco al tonno”, ci rimettiamo in marcia tra i campi di riso in direzione Briona dove simuliamo uno scarico merci e ripartiamo sulla statale Valsesia in direzione Autostrada A4.

Riprendiamo l’autostrada in direzione Milano. Arrivati sulla tangenziale ci dirigiamo verso Assago. Qui il traffico è lento e gli stop&go sono continui.  Chicco ha modo di apprezzare il retarder Scania: “In pratica non c’è quasi bisogno di toccare i freni!”

L’impianto frenante dei nuovi truck Scania, lo ricordiamo, è stato completamente rivisto: le nuove guarnizioni dei freni, realizzate con un materiale d’attrito specifico per i dischi freno, garantiscono minima usura e massima efficienza di frenata. Inoltre, le nuove pinze freno, combinate con il riposizionamento dell’assale anteriore, spostato in avanti di 50 cm, riducono del 5% gli spazi di frenata rispetto alle generazioni precedenti.

Giunti ad Assago è ora di tirare le somme di questo giro a bordo del G410. Durante la prova abbiamo impostato il cambio Opticruise per lavorare in modalità “Standard”, piuttosto che in “Economy Mode”, soluzione che ottimizza operatività e consumi. In circa 140 km percorsi la media dei consumi si è attestata su 26,86 litri/100 km, ad una media di 63,4 km/h. Bravo Scania G 410, ma bravo anche Chicco Bencini che ha saputo sfruttare al meglio le tecnologia a disposizione del veicolo.