Roberto Spelta, test driver d’eccezione per noi, ci ha illustrato tutte le novità ed i segreti del nuovo Actros in 200 km percorsi tra Milano e il novarese
L’Actros affidatoci per la prova da Mercedes-Benz Trucks Italia è fermo in un parcheggio di Milanofiori. Bella la livrea azzurro cielo meallizzato con grafiche bianche che riportano tutte le nuove funzionalità del truck su una costellazione come sfondo. Chiaramente si tratta di un veiclo dimostrativo. Purtroppo le condizioni meteo non sono delle più favorevoli. Roberto Spelta, responsabile dei corsi di formazione “Truck training” di Mercedes-Benz Trucks Italia, scende dalla cabina e ci viene incontro sotto un diluvio universale. Enrambe siamo determinati a portare avanti la prova. Quindi ci guardiamo, facciamo spallucce, scoppiamo in una risata e saliamo in cabina. Dopo un rapido controllo al meteo scegliamo di dirigerci verso Novara. Sembra che là sia solo nuvolo.
- Roberto Spelta
- Mercedes-Benz Actros 1848
Il modello in prova è dotato di cabina di guida L BigSpace, alta 2,50 m con pianale piatto. Ci accomodiamo sul sedile del passeggero mentre Spelta prende posto sul sedile di guida e, tramite il grande display centrale, provvisto di schermo tuch, imposta il sistema di navigazione che, per la cronaca, è TomTom (di serie sull’Actros). La nostra meta è la zona delle risaie novaresi, divisa in due dalla Via Valsesia.
Una volta messo in moto il camion, Roberto fa scaldare il motore ed aspetta che tutti i liquidi vadano in pessione. Intanto tutte le spie del quadro strumenti digitale da dietro il volante ammiccano e ci informano che tutto è ok. Si parte. Premendo l’acceleratore il freno di stazionamento elettronico si disinserisce e l’Actros si muove con un sommesso borbottio, proveniente dal ben insonorizzato motore OM471, 13 litri, sei cilindri in linea da 480 CV.
Ci dirigiamo verso l’autostrada A4 in direzione Torino. Il nostro Actros è dotato di sospensioni pneumatiche su entrambe gli assi e in marcia, oltre al notevole comfort, non si avverte il benchè minimo beccheggio, tipico dei trattori stradali. Stiamo tirando un semitrailer con un carico di 30 ton.
Lasciata la tangenziale prendiamo l’autostrada A4 Torino – Trieste. Usciti a Novara ovest, ci dirigiamo verso la provinciale SP299 Valsesia. Qui Roberto Spelta ci illustra tutti gli innovativi sistemi di assistenza alla guida del truck stellato iniziando dall’Active Drive Assist, sistema che mantiene il veicolo all’interno della corsia. “Una telecamera – spiega Roberto – controlla la traiettoria del camion seguendo la segnaletica orizzontale. In caso di abbandono involontario della corsia di marcia – mentre simulando la manovra fa sfiorare all’Actros la linea di demarcazione della corsia d’emergenza. Il truck emette un “vrrrrrrrrrr” – il sistema – continua Roberto – interviene automaticamente sullo sterzo del veicolo, riportandolo in traiettoria.”
Quando l’Active Drive Assist è in funzione sul display centrale appare un’icona di colore blu di un volante e le linee di demarcazione della corsia. Percorrendo la via Valsesia abbiamo modo di conoscere meglio le MirrorCam.
Queste telecamerine poste ai lati della cabina, al di sopra delle portiere, sostituiscono i grandi specchietti retreovisori esterni migliorando notevolmente l’aerodinamica e non solo. Le immagini riprese sono visualizzate su i due display collocati sui montanti ai lati del parabrezza all’interno della cabina. Una serie di linee gialle segnala la fine del rimorchio e la distanza da eventuali ostacoli o veicoli dietro al camion: “Al calare della sera – ci spiega Roberto – il sistema passa alla modalità visione notturna per evitare di abbagliare il conducente e per ridurre il riflesso dei proiettori degli altri utenti della strada. Anche durante il giorno, il sistema impedisce l’abbagliamento dovuto alla luce solare diretta. Inoltre, le MirrorCam e il nuovo sistema di assistenza alla svolta funzionano in perfetta sincronia. Se ci affianchiamo ad un veicolo, o a qualsiasi altro ostacolo mobile, si accende un triangolo giallo sul display della MirrorCam lato passeggero anteriore. Se poi ci avviciniamo troppo la spia diventa rossa e lampeggia. Contemporaneamente viene anche emesso un segnale acustico. Due sensori radar a breve raggio, montati sul telaio, lato destro, davanti all’asse posteriore, monitorano l’intera lunghezza della combinazione fino a due metri in avanti e un metro dietro. Insomma se inavvertitamente affianchiamo un ciclista e lo stringiamo troppo l’Actros lo salva. Il sistema funziona sia per veicoli singoli che per combinazioni di lunghezza massima di 18,75 metri.”
Poi Roberto Spelta ci fa vedere come dal tastierino destro del volante può cambiare tutte le funzioni così come dallo schermo touch del display centrale. Il PPC (Predictive Powertrain Control) di ultima generazione, prima attivo solo in autostrada, grazie all’ultimo upgrade ora si può utilizzare anche sulle strade statali: “Il Tempomat intelligente e il cambio automatico PowerShift 3, oltre ad un sistema di localizzazione satellitare di nuova generazione che utilizza mappe stradali digitali precise che contengono dati sulla topografia, percorso, incroci, rotatorie e segnaletica stradale, fanno si che il camion si guidi da solo – mostrandoci i piedi poggiati a terra – Io devo unicamente girare lo sterzo.”
L’Actros in prossimità delle rotonde, legge i segnali stradali e regola la velocità di conseguenza. Solo all’interno della rotonda l’autista deve prendere il totale controllo del volante.
Ripresa l’autostrada A4 puntiamo la Stella verso Milano. Arrivati sulla tangenziale ci dirigiamo verso Assago. Il traffico è lento e gli stop&go sono continui. Non appena entrati nell’area di servizio però, un signore distratto al telefono ci attraversa la strada a pochi metri di distanza! Fortunatamente l’Active Brake Assist 5, la nuova generazione del sistema di assistenza alla frenata di emergenza, fa miracoli e il grosso truck si ferma a un metro di distanza dal pedone distratto. “Grazie all’interazione del radar e delle telecamere l’ABA5 ora è in grado di reagire molto più velocemente – ci spiega Spelta – Fortunatamente mi sono accorto all’ultimo minuto di questo signore e comunque il sistema mi ha dato dei segnali d’allarme sonori e luminosi. Ma se non avessi reagito l’ABA avrebbe frenato al posto mio fino ad arresare il veicolo attivando pure le luci di emergenza.”
















