Francesca Marchesin, la furgonauta

24 giugno 2021
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Le è sempre piaciuto guidare e correre con la macchina sin da ragazza ma certamente a 20 anni non avrebbe mai creduto di fare nel futuro la furgonauta

Francesca è di Susegana, un paesino nel Trevigiano, ricco di storia, circondato dalle acque del Piave da una parte e dal corso d’acqua Crevada dall’altra, mentre il centro è attraversato dal torrente Rujo. Dopo aver lavorato per 20 anni in fabbrica un bel giorno si è ritrovata alla guida di un furgone!

“Eh si, proprio così. La verità è che nel 2004 mi trovavo a casa in mobilità. La fabbrica ci aveva buttato per strada. Così mi venne proposto dal mio ex marito di sostituirlo in un viaggio col furgone perché lui, in quel periodo, era occupato in un’altra attività. Io accettai di buon grado. In fondo bastava la patente B e, inoltre, mi è sempre piaciuto guidare. Così iniziai da clandestina – racconta Francesca – infatti il mio ex lavorava per uno spedizioniere che, per partito preso, non si fidava delle autiste donna. Così facevamo tutto di nascosto. Però io ero brava e precisa e alla fine svelammo il “barbatrucco” al cliente che mi fece i complimenti. Da allora, iniziai ufficialmente la mia nuova vita.”

Dopo qualche anno gli affari cominciarono a prosperare e Francesca è entrata in società con il suo ex: “Ci siamo sempre occupati di grande ristorazione e del settore nautico. Ultimamente anche di trasporto mobili. Per le navi trasportiamo componenti in alluminio e vetro. All’occorrenza portiamo i ricambi direttamente ai porti dove si trovano ormeggiate le navi per riparazioni rapide – racconta Francesca – Quindi si va in Francia, Spagna, Portogallo, Germania, Irlanda, Norvegia, Finlandia, insomma, ovunque c’è un porto arriviamo col ricambio giusto.”

“Dopo qualche anno occorreva aumentare il numero di mezzi e il tonnellaggio dei furgoni. Così, nel 2009, mi decisi a prendere la patente C. Subito dopo acquistammo un IVECO Daily da 6,5 ton a metano. Oggi abbiamo 5 furgoni, tre da 3,5 ton e due da 7 ton, e tre autisti dipendenti.”  

Una brutta esperienza

E proprio con il Daily a metano Francesca se l’è vista brutta: “Un giorno dovevo effettuare una consegna in Francia. Sapevo che la non ci sono molti distributori di metano. Per cui dopo aver fatto un bel pieno al confine, mi sono studiata sulla guida tutti i punto di rifornimento gas, all’epoca non avevo il navigatore satellitare. Così all’andata, appena trovavo un distributore tra quei pochi segnati sulla guida mi fermavo a fare rifornimento. Purtroppo, facendo la strada a ritroso l’ultimo distributore di metano l’ho trovato chiuso. Ormai ero quasi in riserva. Ho passato il confine in riserva. Anche il distributore in Italia era chiuso di notte. Così mi sono fermata in una piazzola di sosta in autostrada e mi sono messa a dormire. Era novembre e faceva un freddo cane. All’epoca viaggiavo con un materassino che mettevo di traverso sui sedili per dormire. Alla mattina mi sono svegliata intirizzita. Sui vetri c’era uno strato di ghiaccio che ho dovuto togliere con la spatola. Poi ho ripreso la marcia. Era domenica e l’unico distributore aperto era sulla statale Valsesia per Novara. Mi portava un po’ fuori mano ma era il più vicino. Sono arrivata per miracolo al distributore con un milligrammo di gas nel serbatoio! Purtroppo all’epoca sul Daily non c’era neanche una piccola riserva di benzina. Era un CNG puro. Finalmente ho potuto fare il pieno ed avviarmi verso casa.”

La magia del viaggio

“Ho tanti ricordi di viaggio. I più belli sono quelli della Finlandia. Quelle distese bianche immacolate di paesaggi innevati mi hanno sempre affascinato. Con la mia motricetta da 7 ton macino chilometri su chilometri e mi diverto ancora come nei primi viaggi. Basta organizzarsi – spiega Francesca –   Per le lunghe trasferte utilizzo il furgone con uno spoiler da tetto Lamar che all’interno ha una cuccetta e il Webasto per l’inverno. Si accede tramite una botola sul tetto ed è abbastanza comodo. Qualche volta, per soste un po’ più lunghe dormo in albergo. Una volta mi si è guastato il furgone in Olanda ed ho dovuto attendere una settimana per la riparazione. Fortuna che avevo i ricambi di vestiti a sufficienza. In quel caso ho dormito due notti nel furgone e quattro in albergo.”

Non solo furgonauta

Francesca è anche una mamma e una nonna: “Sono mamma di due splendide ragazze, una di 29 e l’altra di 27 anni. Ormai vivono per conto loro con i loro compagni ed hanno un bimbo per una. Un mestiere difficile quello della mamma che lavora, ma d’altro canto non se ne può fare a meno del lavoro. È quello che consente di mantenere i figli. Io dal canto mio cerco di fare il possibile. Ancora oggi che sono grandi, prima di partire preparo loro da mangiare a sufficienza per un paio di giorni. Lavorano entrambe e, se posso, cerco di aiutarle almeno in questo. Certo non sono la classica mamma o, tanto meno, nonna, ma cerco di fare il possibile per conciliare il lavoro con la famiglia. La più piccola, lavora con me da quando ha 19 anni. Non sapeva cosa fare, non aveva una gran voglia di studiare. Un bel giorno le ho dato le chiavi di un furgone e le ho detto: guida. Così ha iniziato a fare lo stesso mio lavoro. Poi, cinque anni fa, è rimasta incinta e così l’ho piazzata in ufficio ad occuparsi delle faccende amministrative e dell’organizzazione dei viaggi. La grande invece lavora in uno studio legale da diversi anni.”

Una regola di vita

“Quel che ho fatto è tutto merito della mia forza di volontà. Sono andata sempre avanti stringendo i denti, specialmente quando le cose sembravano impossibili da fare. Spesso ho chiesto consigli a chi ne sapeva più di me. Con umiltà ho chiesto e con tanta cortesia mi è stato risposto. Ho ringraziato con il cuore in mano tutte le volte che son stata aiutata. Ora me la cavo abbastanza bene ma non dimentico chi mi ha dato le dritte, e soprattutto non mi monto la testa perché ora so camminare con le miei gambe. Sicuramente avrò ancora bisogno di consigli, sicuramente avrò ancora molto da imparare, è soprattutto voglio imparare.”