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Con Vito si vola!

11 settembre 2020
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Parafrasando un noto claim pubblicitario degli anni ’60, siamo andati con il nuovo Vito Mercedes-Benz da Roma al Museo dell’Aereonautica di Vigna di Valle

Succede che Mercedes-Benz Italia Van, una bella mattina di settembre, ci da appuntamento all’Hotel NH Collection Roma, a Piazza dei Cinquecento, nei pressi della Stazione Termini, per provare il nuovo Vito.

Accogliamo volentieri l’offerta e ci rechiamo al luogo di incontro. I Vito sono tutti lì schierati in bella mostra. Sei in tutto, quattro furgoni in livrea bianca, un Mixto dipinto con il nuovissimo colore blu acciaio metallizzato e l’ultimo, un Tourer, grigio grafite. La nuova versione del van stellato esteticamente non differisce molto dalla precedente. Il restyling del Vito riguarda soprattutto la griglia del radiatore che ora ingloba al centro la mitica stella cromata, circondata da lamelle zigrinate di colore nero.

Prendiamo possesso dei veicoli. Il programma prevede un’andata e ritorno da Roma al museo dell’Aeronautica Militare di Vigna di Valle sulle sponde del lago di Bracciano. Scegliamo il Vito Blu, un Mixto Long, 6 posti, 119 CDI, ovvero il commerciale più potente da 190 CV. Gli interni sono rivestiti con un nuovo tessuto denominato “Caluma”, elegante e dall’aria robusta. Ai lati della plancia si trovano nuove bocchette di ventilazione dal look sportivo. La consolle centrale ingloba un touchscreen da 7 pollici del sistema di infotainment che, in retromarcia, trasmette le immagini nitidissime della telecamerina posteriore.

Ci sistemiamo il sedile in altezza e profondità. Regoliamo lo schienale, allacciamo la cintura e accendiamo il motore. Quest’ultimo silenziosissimo è il cuore del rinnovamento del Vito, l’OM654, un capolavoro di tecnologia: un quattro cilindri in linea di 2 litri declinato in tre livelli di potenza, 136, 163 e 190 CV, in grado di erogare rispettivamente 330, 380 e 440 Nm di coppia.

Evoluzione del precedente OM651, ha caratteristiche degne delle migliori Gran Turismo stellate. Non a caso l’OM654 è già in uso nel comparto auto Mercedes-Benz. La novità più importante riguarda il nuovo monoblocco in alluminio, che va a sostituire quello in ghisa, facendo risparmiare circa 20 kg di peso. Altra chicca sono i nuovi pistoni in acciaio forgiato ed i cilindri rivestiti in Nanoslide (tecnologia Daimler), un rivoluzionario processo di rivestimento dell’alesaggio che riduce l’attrito all’interno del motore. Dulcis in fundo, la catena della distribuzione primaria è stata sostituita da una cascata di ingranaggi. Tutte caratteristiche che rendono questo motore molto più robusto, performante e parsimonioso nei consumi. Non solo performante ma anche super pulito: infatti i tecnici Daimler hanno rivisto completamente il sistema di ricircolo ed il post-trattamento dei gas di scarico spostandolo in prossimità del motore. Questa nuova posizione riduce al minimo le perdite di calore, ottimizzando così le condizioni di lavoro di tutto l’impianto “pulente”. I gas di scarico, inoltre, sono addizionati con AdBlue a monte del filtro antiparticolato. Un ulteriore catalizzatore a riduzione catalitica selettiva (SCR), con catalizzatore per residuo di ammoniaca (ASC: Ammonia Slip Catalyst), è stato collocato nel condotto dei gas di scarico.

Non ci rimane che spostare il selettore del cambio su D e partire. Ci inseriamo nel traffico romano tra taxi prepotenti e autobus dell’ATAC fumanti. Il caldo si fa ancora sentire. Fortunatamente l’impianto di climatizzazione del Vito non tarda a venirci in soccorso. Ci dirigiamo verso la tangenziale est dalla via Tiburtina. Il nuovo cambio automatico 9G-TRONIC (subentrato al 7G e in dotazione opzionale a tutti i Vito con trazione posteriore) ci rende la vita molto più semplice e, grazie ai 190 puledri, ci togliamo qualche soddisfazione anche ai semafori! Usciamo sulla via Salaria e dopo pochi chilometri prendiamo il G.R.A. Non resistiamo alla tentazione ed affondiamo il piede sull’acceleratore. Le marce entrano veloci ma sempre con estrema fluidità. Se non stiamo attenti in pochi secondi rischiamo di superare il limite di velocità di 130 km/h. Lasciamo il G.R.A. per la stretta via Cassia, direzione Viterbo. All’altezza di La Storta ci buttiamo sulla via Braccianense (un tempo Braccianese). Finalmente un po’ di movimento. La strada è piacevole. Un misto medio veloce. Il comportamento in curva è neutro e il Vito mantiene bene la traiettoria. Anche nelle curve prese con un po’ più di allegria il veicolo gira piatto. Vero è che stiamo viaggiando vuoti. Tuttavia, con il carico la situazione dovrebbe persino migliorare. Il comfort di marcia rimane invariato anche su fondi stradali irregolari. Arriviamo così al museo dell’Aeronautica di Vigna di Valle.

Per il ritorno ci prendiamo un Vito 114 CDI furgone passo lungo da 136 CV e 330 Nm di coppia, avremmo preferito l’entry level da 102 CV trazione anteriore, ma questo passa il convento. Incredibilmente, il cambio automatico 9G non fa percepire la differenza di cavalleria. Forse in presenza di salite ostiche con il veicolo pieno il discorso cambia, tuttavia a vuoto le prestazioni non sono molto diverse, tranne che sullo spunto in velocità. Ma con il furgone non ci dobbiamo fare le corse… Rifacendo il tragitto a ritroso troviamo un po’ di traffico cittadino ad attenderci: Roma è imprevedibile anche se non è l’ora di punta!