Tre generazioni e mezzo di camionisti, i De Nardi si tramandano la passione per il proprio lavoro quasi come un credo religioso
Virginio De Nardi ha 67 anni portati molto bene e con il figlio Armando ha una piccola impresa di autotrasporto a Fontanafredda in provincia di Pordenone. I camion sono due, una motrice IVECO Stralis da distribuzione, che Virginio guida quotidianamente, ed un bellissimo Mercedes-Benz Actros trattore 18.53, personale di Armando, ed anche orgoglio di famiglia.
“Come azienda non ci siamo mai ampliati, siamo sempre rimasti in famiglia – racconta Virginio – Io ho iniziato a fare questo mestiere a 18 anni quando morì mio padre. Poco dopo, ho coinvolto anche Marisa, mia moglie. Partivamo insieme per trasportare mobili in tutta Italia. Poi è nato Armando. Da quando aveva tre anni, appena poteva, saliva sul camion con me.”
- Armando piccolo alla guida del camion del papà
- Virginio in partenza con la moglie Marisa
“All’epoca ti potevi portare i figli in viaggio, così quando finiva la scuola Armando partiva con me rubando con occhi curiosi ogni mio movimento dietro al volante – ricorda Virginio – Oggi pure i nipotini, Aaron di 6 anni (in foto di apertura alla guida dell’Actros di papà 🙂 ) ed Elia di 3, sono stati contagiati dalla passione per il camion, ed anche se Armando non se li può portare in giro con lui, a causa delle vigenti normative, appena ce n’è occasione, come ai raduni, salgono sul camion del papà.”
- Rino Acito con i piccoli De Nardi, Aaron ed Elia, al raduno di Misano
- Aaron De Nardi in braccio a papà Armando sul Mercedes-Benz Actros di famiglia
Armando oggi ha 43 anni: “Dopo più di 20 anni che faccio questo lavoro, all’inizio di quest’anno ho deciso di farmi un bel camion nuovo per regalo. A dir la verità, inizialmente avevo ordinato un DAF, ma il grande ritardo per la consegna mi ha sfinito così, di comune accordo con il concessionario, abbiamo stracciato il contratto. Poi quasi per caso, passando davanti la concessionaria Mercedes-Benz Trucks Carraro di Castel Franco Veneto, vidi un Actros bianco con cabina Gigaspace in pronta consegna, uno splendore di macchina! È stato amore a prima vista. In men che non si dica, grazie alla competenza del venditore, Alessandro Cocco, che mi ha assistito nell’allestimento specifico, il truck era mio.”
Ma non bastava: “Devo tutto a mio papà che mi ha insegnato a guidare e a prendermi cura del camion – racconta Armando – così gli ho voluto fare un regalo dedicandogli la speciale personalizzazione curata dalla RinoCustom! Avevo già avuto modo di conoscere Rino e di apprezzare le sue creazioni così gli affidai l’Actros appena ritirato. Volevo una customizzazione sobria non troppo sgargiante. Così i ragazzi dell’atelier si sono messi al lavoro concretizzando il mio sogno.”
La personalizzazione
“Sono state applicate delle grafiche adesive verde Petronas e nero lucido. Poi mi hanno installato una barra portafari da tetto con luci a LED, in acciaio inox verniciato in nero lucido, e un bullbar dello stesso colore con lucine di ingombro arancioni. Ma la cosa che mi ha fatto commuovere – aggiunge Armando – è stato vedere la dedica sul retro cabina con scritto ‘…per la passione che mi hai trasmesso… Grazie Papà…’ e poi i nomi dei miei figli applicati all’interno dello stellone verde e nero applicato sempre sul retro cabina: Aaron ed Elia.”
Il lavoro e il rito del lavaggio
Mentre Virginio si occupa prevalentemente di trasporto mobili con la sua motrice IVECO Stralis, Armando collabora con un’importante azienda veneta di logistica e trasporto con oltre 50 anni di presenza sul mercato, la Buzzatti, specializzata nel trasporto di zucchero, amido tecnico e alimentare.
“È un lavoro che ho trovato tramite il mio amico fraterno, nonché compare, Michele Da Cin – dice Armando – Mi piace moltissimo anche se sto fuori dal lunedì al venerdì. Ogni volta che rientro a casa è una festa, con i piccolini superfelici di poter arrampicarsi sul Mercedes di papà. Il sabato poi ci mettiamo tutti insieme a pulire il camion. Tutta la famiglia è coinvolta, da mio padre a mia moglie, io e i bambini!”

























