Rete Spa inaugura il nuovo punto di rifornimento BLU a San Maurizio Canavese, a pochi chilometri da Torino, alla presenza di Scania
Dall’apertura della stazione LNG di Poirino nel 2012 e quella di Beinasco nel 2018, il programma di sviluppo “BLU” di Rete SpA (*) si consolida con l’apertura della nuova stazione LNG a San Maurizio Canavese, nei pressi dei Torino. Un punto strategico per l’approvvigionamento dei mezzi pesanti che gravitano nel nord-ovest d’Italia.
“Con questo progetto guardiamo al futuro, promuovendo i valori dell’innovazione tecnologica e dell’ecosostenibilità – afferma Teseo Bastia, Amministratore Delegato di Rete SPA – L’obiettivo del progetto BLU è quello di promuovere nuovi combustibili, basati sull’innovazione tecnologica e sullo sviluppo di forme di mobilità alternative ed ecosostenibili. BLU sta lavorando per avere una filiera realmente virtuosa, il target che si pone è di poter rifornire i mezzi sulle sue stazioni con biometano prodotto direttamente o in partnership.”
Alla cerimonia di inaugurazione ha presenziato anche Franco Fenoglio, Presidente e Amministratore Delegato di Italscania. Ricordiamo infatti che il Brand svedese, molto attento allo sviluppo di un trasporto sostenibile, è sempre alla continua ricerca di nuove soluzioni per il rispetto dell’ambiente.
Erano presenti inoltre Licia Balboni, Presidente di Federmetano e Lorenzo Maggioni, Responsabile Ricerca e Sviluppo del Consorzio Italiano Biogas, e numerose aziende di trasporto del territorio del territorio.
In occasione dell’apertura della nuova stazione di rifornimento Italscania ha consegnato 10 nuovi veicoli LNG all’azienda di trasporto Convoy Sped Italia S.r.l., di Ciriè (TO). I veicoli oggetto della fornitura sono Scania R410 alimentati a gas naturale liquido (LNG).
“I veicoli a metano rappresentano attualmente una soluzione estremamente interessante per il mercato italiano, sia alla luce della riduzione di CO2, che dell’autonomia garantita e delle prestazioni paragonabili a quelle offerte dai motori a diesel. Sono sempre di più le aziende di trasporto che scelgono questo tipo di mezzi e che hanno compreso la necessità di investire in soluzioni di trasporto sostenibili, sia dal punto di vista economico che ambientale – ha dichiarato Franco Fenoglio, Presidente e Amministratore Delegato di Italscania – È quindi di fondamentale importanza garantire lo sviluppo della rete infrastrutturale in punti strategici come quello individuato da Rete Spa, così da assicurare una continua diffusione di queste soluzioni di trasporto, rispettose dell’ambiente.”
“Oggi l’unica soluzione concreta per un trasporto sostenibile di merci e persone è rappresentata dall’utilizzo del gas naturale. Sia esso metano compresso (CNG) ancor di più metano liquefatto, LNG, oppure biometano la nuova declinazione per una mobilità a CO2 negativa – ha sottolineato Licia Balboni, Presidente di Federmetano – È incredibile pensare come dagli scarti agricoli e zootecnici e dalla Forsu possiamo ottenere l’energia per muoverci. Si tratta di una vera e propria rivoluzione che vede 2000 mezzi circolanti a LNG, con un incremento dell’immatricolato del 130% dal 2018 al 2019 e con una rete decuplicata dal 2015 ad oggi, con ben 45 punti vendita attivi e altri 28 in progetto. L’unico limite è rappresentato dall’approvvigionamento sul suolo italiano, limite che verrà presto superato dall’apertura del primo hub Lng small scale di Ravenna a inizio 2021. Certamente la zona di Torino e il Piemonte in generale oggi hanno un vantaggio competitivo nel reperimento della materia prima che proviene principalmente da Marsiglia e Barcellona. Ci auguriamo comunque che la rete possa omogeneamente svilupparsi anche al centro e sud Italia, esempi di impianti virtuosi li abbiamo a Salerno e a Brindisi”.
“Finalmente in Italia stanno partendo i primi progetti che, tra pochi mesi, porteranno alla produzione di biometano liquefatto a partire da sottoprodotti agricoli – ha aggiunto Lorenzo Maggioni, Responsabile Ricerca e Sviluppo del Consorzio Italiano Biogas – I soci del Consorzio Italiano Biogas, usando il modello del ‘Biogasfattobene’, potranno in questo modo avere un ruolo importante ed attivo nella lotta al cambiamento climatico. Secondo le nostre stime, entro il 2022 riusciremo a produrre almeno mezzo miliardo di metri cubi all’anno di biometano avanzato, sia in forma gassosa che liquefatta.”










