Il tradizionale incontro norvegese con il Grifone che schiera tutta la propria gamma di veicoli industriali per dimostrazioni e test drive su neve e ghiaccio
Alla mattina della partenza per il nostro appuntamento con Scania in Norvegia la macchina non va in moto. Colpa della la batteria fuori uso a causa del freddo. A Roma il termometro segna 1°. Ci rechiamo di corsa in aeroporto con un taxi. Per fortuna arriviamo in tempo per imbarcarci. Dopo una trasvolata di 3 ore e mezzo, interrotta solo da un fugace scalo a Bruxelles, arriviamo a Oslo alle 23:30. Temperatura 1° come a Roma, niente neve intorno a noi. Il mondo s’è ribaltato!
Dopo aver trascorso la notte nell’albergo adiacente le piste dell’aeroporto di Oslo-Gardermoen, veniamo trasferiti con un pullman a Trysil, nota località sciistica ai confini con la Svezia. Fa freddo ma non freddissimo, si va dai -8° a 1° sopra lo zero. E’ qui infatti che la Casa svedese, tradizionalmente dà appuntamento alla stampa specializzata di tutto il mondo per presentare l’intera gamma di veicoli in produzione. Malignamente pensiamo che all’appuntamento mancherà sicuramente il nuovo Hybrid. Abbiamo constatato di persona l’effetto che il freddo ha sulle batterie.
E invece no, schierato in bella mostra, in mezzo a una selva di V8 diesel e solo qualche serie G o P spinte da 6 cilindri, uno addirittura alimentato a CNG, troviamo l’Hybrid, allestito con furgonatura coibentata granvolume, pronto per partire per un giro di distribuzione urbana!
La scelta di questa località montana norvegese, immersa nella neve e nel ghiaccio, non è casuale: Scania vuole dimostrare che anche in condizioni meteorologiche estreme, i propri truck non si fermano mai.
L’evento si svolge presso un vecchio campo d’aviazione militare adibito a pista di prova. Un tracciato scavato nella neve, con il fondo ghiacciato, salite e discese create ad hoc per mettere a dura prova i veicoli. In una casetta accogliente, riscaldata con ampie vetrate thermos di caffè e tè in abbondanza, ciotole di marmellata, burro e waffle sempre pronti, ci accoglie Alexander Vlaskamp, Senior Vice President, capo di Scania Trucks, che, dopo una sintetica introduzione ed una panoramica sulle quote di mercato acquisite dal brand negli anni, è passato al delicato tema della sostenibilità ambientale e dei carburanti alternativi: “Si noti che tutti i camion diesel presenti qui oggi sono alimentati da olio vegetale trattato con HVO – afferma Vlaskamp – Noi di Scania non lasciamo nulla di intentato e sfruttiamo ogni mezzo possibile per prendere il controllo delle emissioni di CO2. Abbiamo già l’offerta più ampia tra i sette marchi in Europa, con tutto: dal biodiesel al bioetanolo, dal biogas agli ibridi. Attualmente poi molta attenzione viene posta alla mobilità elettrica nella divisione R&S a Södertälje…”
Ebbene durante la classica parata dei veicoli presenti all’evento abbiamo visto cose che noi italiani ce le sogniamo: combinazioni di autocarri con rimorchio lunghe più di 25 metri, timber truck di dimensioni apocalittiche, Carri attrezzi che tirano camion e rimorchio in combinazioni più lunghe di 30 metri…
Quindi dopo che i camion si sono parcheggiati in attesa dell’assalto dei giornalisti, si è scatenata una vera e propria corsa in stile Le Mans vecchia maniera, per accaparrarsi i truck più interessanti.
R580 XT V8
Come primo veicolo scegliamo un autocarro da cava allestito con vasca ribaltabile R580 XT V8, 8×4, quattro assi di cui i due anteriori sterzanti, condotto dalla bella e brava Julianne Brox, unica ragazza tra i demo driver che ci accompagnano. Julianne cede gentilmente il posto guida, pur rimanendo vigile e attenta al nostro fianco per un breve giro all’interno del circuito, visto che non abbiamo le patenti necessarie per circolare sulla strada statale.
La gamma XT, destinata principalmente alle attività off-road (cava e cantiere, foreste, etc.) grazie al paraurti sporgente, skid plate e griglie protettive ha una aspetto decisamente “muscoloso”. Si vede che è un veicolo progettato per il lavoro duro. Togliamo il freno di stazionamento e, girando il cursore su Drive, diamo gas. Il poderoso V8 ronfa sotto la cabina. Procediamo con cautela. La stradina ricavata in mezzo a mucchi di neve alti più di un metro è veramente stretta. Julianne ci esorta ad accelerare per superare un dosso gelato. Ok, premiamo con delicatezza il pedale dell’acceleratore, il “vulu-vulu” del V8 prende consistenza inebriandoci lo spirito ed infondendoci coraggio. Superiamo l’ostacolo senza difficoltà. Pochi centimetri ci separano dai muretti ghiacciati, tuttavia la manovrabilità dell’XT è formidabile e riusciamo a passare senza combinare guai.
580 S V8
Il secondo veicolo che proviamo è un trattore a tre assi 580 S. Attenzione alla nomenclatura: se notate bene la S si è spostata dopo i CV, infatti recentemente Scania si è accordata con Daimler AG, cambiando la nomenclatura dei propri truck serie S, per non creare confusione con alcuni modelli di auto Mercedes-Benz. Il trattore che andiamo a provare è un 6×2 con sistema di sospensioni pneumatiche integrale, agganciato a un semirimorchio che, grazie a un dolly (carrello con timone e ralla per semirimorchio) a due assi, traina un altro semirimorchio con agganciato a un terzo asse sterzante, entrambe allestiti con casse isotermiche VAK.
Una combinazione impressionante, omologata solo per i paesi scandinavi, che raggiunge una lunghezza totale di 25,25 metri. Peso totale ammesso: 66 ton! Al posto guida c’è un burbero “vichingo” che non si fida (e fa bene) a lasciare nelle nostre mani il mostro, spiegando che se poco poco rimaniamo bloccati in salita sul ghiaccio non ne usciamo più! Quindi una volta disinserito il freno, il demo driver seleziona la D e parte tirandosi dietro il “transatlantico” a pieno carico senza sforzo. Abbiamo così modo di apprezzare l’elasticità del potente V8 Scania da 580 CV, in grado di erogare una coppia di 2960 Nm a partire dai 1000 e 1350 giri/min. Con un certo timore ci inoltriamo nello stretto circuito. Il driver ci mostra da un display, collegato ad una telecamerina piazzata sotto il telaio, che alza la sospensione del tandem motore per affrontare il percorso innevato. A questo punto usciamo sulla statale. La strada si intuisce a malapena nel bianco totale. Il driver accelera e l’opticruise spara le marce una dopo l’altra con rapidità. Camminare a 80 km/h con un bestione del genere sulla statale norvegese ghiacciata fa un certo effetto, specie quando si incontra una altro truck lanciato alla stessa velocità nel senso opposto. Gli specchietti si sfiorano, i due autisti rimangono impassibili, così come i loro piedi destri sull’acceleratore! Attraversiamo un suggestivo ponte su un fiume gelato e, alla prima rotonda, torniamo indietro per finire il nostro giro. Il comfort in cabina è notevole grazie alle sospensioni pneumatiche integrali. Il sudore che ci imperla la fronte non è dovuto al caldo.
P 320 4×2 Hybrid
Infine arriva il turno dell’Hybrid. Una presenza sorprendente per noi “Tommasi” a queste latitudini con queste temperature. L’autocarro è un P 320 4×2 da distribuzione urbana, allestito con furgonatura coibentata Närko e sponda montacarichi Zepro. Saliti a bordo prendiamo posto sul sedile di guida pneumatico.
Giriamo la chiavetta e il 5 cilindri diesel da 9 litri e 320 cv, alimentato con olio vegetale idrotrattato (HVO), rimane silenzioso, lasciando il compito del primo movimento al motore elettrico da 130 kW (177 cv) in grado di erogare una coppia di 1.050 Nm. Anche questo veicolo è dotato di cambio automatico Scania Opticruise. Quindi togliamo il freno a mano, spostiamo il selettore su drive e partiamo. Ci accompagna unicamente lo scricchiolio prodotto dal rotolamento degli pneumatici su ghiaccio e neve. Ci inoltriamo sul fatidico circuito. Procedendo sempre a 30/40 km/h, il camion utilizza solo il motore elettrico in modalità Auto Zero Tailpipe Emission (ZTE). Il Diesel entra in funzione solo se si aumenta la velocità. In quel caso va anche a ricaricare la batteria agli ioni di litio. La batteria si ricarica anche sfruttando l’energia cinetica generata in fase di rilasci e in frenata. L’autonomia in solo elettrico è di soli 10 km, ma sufficiente per completare il nostro mini giro virtuale di consegne. Purtroppo alle 16:00 è già ora di tornare. Una bistecca di balena ci aspetta per cena!








































