Insieme agli amici della Rotta dei Trasporti siamo andati a provare il truck elettrico del Grifone tra Milano e Novara in mezzo alla nebbia!
Alle 9:30 di mattina a Lainate in Corso Europa presso la filiale Scania di Milano l’aria è fredda, umida e una fitta nebbia avvolge tutto. Con il collega Fabio Basilco della Rotta dei Trasporti arriviamo puntuali ai cancelli della sede meneghina del Grifone. Qui ci accoglie Micke Jederud, demo driver di Scania, per presentarci Thunderbolt, lo Scania R40 Elettrico destinato alla nostra prova, un autotreno (motrice più rimorchio biga).
“In questa configurazione, il truck carica 25 tonnellate sulla motrice e 10 tonnellate sul rimorchio biga – spiega Micke – Il nostro Thunderbolt, nome di ‘battaglia’ è un autotelaio a tre assi, 6×2, spinto da tre motori elettrici a magneti permanenti che sviluppano in totale 400 kW corrispondenti a 540 CV e 2.800 Nm di coppia, disponibile da subito. Il motore è abbinato a un cambio GE281 a 6 rapporti che assicura variazioni di marcia senza interruzioni di coppia. In realtà 5 marce su 6 si inseriscono in automatico mentre la sesta funziona come un overdrive e si inserisce solo manualmente – spiega Micke – L’alimentazione è assicurata da quattro pacchi batteria agli ioni di litio NMC811 ai quali, all’occorrenza, se ne possono aggiungere altri due, con una capacità totale di 624 kWh. In questa configurazione l’autonomia del veicolo a pieno carico è di circa 300 km. Inoltre, si recupera energia anche in fase di frenata.”
Thunderbolt si presenta con una bellissima livrea celeste chiaro definita da Scania “glacier white” con cabina “R” tetto Normal e zona notte compatta per viaggi brevi. Progettata per ridurre al minimo la resistenza aerodinamica, questa cabina dispone di angoli e spazi vuoti ridotti e ottimizzati per rendere più efficiente il flusso dell’aria. Queste modifiche evitano fastidiosi fruscii aerodinamici durante la marcia e favoriscono il risparmio di energia.
Le “minigonne” laterali coprono i pacchi batteria montati ai lati del telaio. Questi ultimi vengono assemblati in house nel nuovo stabilimento Scania di Södertälje, dedicato appositamente alla produzione di accumulatori di corrente per camion in partnership con Northvolt. Sul lato sinistro, appena dietro il parafango anteriore è posizionata la presa di corrente per la ricarica.
Saliamo a bordo. I sedili rivestiti in ecopelle nera sono molto comodi e presentano una nutrita serie di regolazioni oltre ai braccioli pieghevoli. Il sedile lato passeggero è girevole e reclinabile. La zona notte di tipo standard offre un comodo lettino da 80 cm di larghezza con materasso in memory foam. Il lato guida avvolge il conducente con tutti i comandi a portata di mano ed una strumentazione ben leggibile.
Inoltre, il sistema di riscaldamento e raffreddamento, completamente rielaborato, mantiene la catena cinematica e i componenti della batteria alla temperatura adeguata di esercizio e consente un controllo eccellente del clima in cabina.
Si parte…
Micke, una volta che si è accomodato sul sedile di guida, regola l’inclinazione del volante, gira la chiavetta e preme il pulsante di accensione. Nel silenzio più assoluto partiamo.
Lasciata la tangenziale prendiamo l’autostrada A4 Torino – Trieste. In marcia lo Scania 40R Elettrico non produce alcun rumore. All’interno della cabina non si avvertono nemmeno i fruscii aerodinamici né il rumore del rotolamento degli pneumatici sull’asfalto. Il conduttore si può serenamente concentrare sulla guida. Micke imposta la velocità ad 80 km/h. “In questo modo – spiega – non ci stressiamo e risparmiamo energia. Tuttalpiù arriviamo cinque minuti dopo, ma in pieno relax.”
Il tiro dei motori elettrici è impressionante, quando si riparte dai caselli in accelerazione si avverte tutta la potenza dei propulsori. Il cambio automatizzato passa ai rapporti superiori senza che uno se ne accorga. Inoltre, il veicolo monta un sistema di sospensioni pneumatiche integrale. Tirando la biga non si avverte alcun beccheggio. Anche l’inserimento in curva è molto preciso. L’architettura del truck con le batterie montate ai lati del telaio ottimizzato per lo scopo, dallo spessore di 9,5 mm, è molto bilanciata.
Lasciamo l’autostrada e usciamo al casello di Novara Est per dirigerci verso la provinciale SP299 Valsesia. Dopo un paio di rotonde prendiamo un lungo rettilineo che ci porta dritti dritti da “Reale”, un tempo trattoria dove si fermavano molti camionisti, oggi purtroppo chiusa. Tuttavia, il largo piazzale ci consente di parcheggiare Thunderbolt per scattargli un po’ di foto tra le risaie del novarese.
Nel frattempo, ci avviciniamo all’ora di pranzo e il nostro orologio biologico ci impone una sosta, così riprendiamo l’autostrada A4 in direzione Milano ed usciamo ad Arluno. Qui, appena dopo il casello autostradale c’è la trattoria Alcatraz, altro truck-stop famoso della zona. L’elettrico Scania suscita molta curiosità fra i tanti dieselisti in sosta, ma nessuno osa chiedere notizie.
La diffidenza verso questo tipo di tecnologia è ancora alta. Dobbiamo dire che l’infrastruttura, specie qui in Italia, anche se, in teoria si sta evolvendo, è ancora molto arretrata rispetto ai progressi fatti dalle case costruttrici di veicoli. Inoltre, ci domandiamo tutti, quanta energia bisogna produrre per alimentare un intero parco mezzi elettrico? Rischiamo di spostare il problema di inquinamento dalla strada alle centrali energetiche. Ma oggi siamo qui solo per parlare di un veicolo tecnologicamente all’avanguardia che, se ben sfruttato può veramente apportare grandi benefici a livello di sostenibilità, quindi andiamo avanti con la nostra prova.
Terminato il “frugale” pasto da camionista, risaliamo sul camion e riprendiamo la marcia verso Milano. Arrivati sulla tangenziale ci dirigiamo verso Lainate. Il traffico è lento e gli stop&go sono continui. Qui abbiamo modo di apprezzare tutti i sistemi di assistenza alla guida come lo Scania Active Prediction, l’Auto Hold, lo Scania Advanced Emergency Braking (AEB), lo Scania Lane Departure Warning (LDW), il Blind spot warning (BSW), il Driver attention support e l’Adaptive cruise control. In pratica, grazie a questi dispositivi il conducente può avanzare in mezzo al traffico senza toccare i pedali.
Una volta rientrati in sede, controlliamo quanta energia abbiamo consumato nel nostro percorso di 140 km che potrebbe corrispondere ad un ordinario percorso di distribuzione. Il risultato è assolutamente soddisfacente: abbiamo consumato solo il 30% della carica disponibile. A questo punto Micke collega il veicolo alla wallbox interna del magazzino per fare il pieno di energia per il giorno dopo.
Soddisfatti e con una bella incrinatura sulla nostra sfiducia nella tecnologia elettrica ci accomiatiamo dal simpatico Micke e da Thunderbolt per prendere la via del ritorno.
SCHEDA TECNICA






















