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Claudia Trucker

20 giugno 2018
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Claudia ha 29 anni e guida mezzi pesanti da quando ne aveva 21. Nata a Teramo, oggi vive ad Ancona e lavora come autista dipendente per un corriere espresso

L’aspetto potrebbe ingannare. Look aggressivo con piercing e tatuaggi… tanti tatuaggi. In realtà Claudia è una ragazza dolcissima come lo testimoniano i suoi grandi occhi e il suo sorriso. Ma a proposito dei tatuaggi, Claudia ha fatto sua la teoria di Ippocrate secondo la quale “il corpo umano è come un tempio che va onorato e rispettato”, aggiungendo qualche variante: “Il primo tatuaggio lo feci a 18 anni. Poi a 23 anni presi la decisione di adornare  tutto il mio corpo di tatuaggi –  spiega Claudia – Oltre ad onorare e a rispettare il mio tempio mi piace anche decorarlo per renderlo ancora più bello.”

I tatuaggi di Claudia raccontano anche parti della sua vita come ad esempio il suo primo camion DAF portacontainer o il pullman che guidava in lungo e largo per l’Italia.

La passione per il camion Claudia l’ha nel DNA: “I miei genitori guidano entrambe da 30 anni il bilico. Ma il mio mito è mamma. Lei era affascinata dai camion e quando conobbe mio padre che era un padroncino iniziò a viaggiare con lui. Poi  a 21 anni prese le patenti e negli anni ’80 iniziò questo mestiere. Una vera pioniera. Se anche oggi è difficile affrontare questo lavoro come donna ed essere riconosciuta dai colleghi maschi, allora lo era tre volte di più. Mamma però è stata sempre una tipa tosta. Anche quando si separò da mio padre ha continuato a lavorare con passione e orgoglio. Io quando potevo viaggiavo con lei. Imparai a guidare il camion da bambina facendo le manovre nel piazzale.

Di quegli anni Claudia ricorda un’esperienza che anche oggi si porta nel cuore: “E’ il viaggio più bello che ricordo. E’ stato in Francia con mamma. Avrò avuto si e no 10 anni. Arrivammo in Normandia fino a Mont Saint-Michel, l’isoletta che viene strappata dalla terra ferma con l’alzarsi della marea. Una vera avventura. Viaggiavamo con un Volvo FH. Ad un certo punto però ci successe un guaio. A mamma si ruppe la chiave d’avviamento dentro al blocchetto d’accensione. Eravamo disperate. Poi però io con le mie manine e la santa pazienza sono riuscita ad infilare la parte superiore della chiave e girarla per avviare il motore… brumm… un vero miracolo. Riuscimmo così a tornare a casa!”

 

“Ho iniziato con il trasporto passeggeri. Guidavo i pullman di linea ma la mia passione erano i camion – ci racconta Claudia – Così dopo tre anni di quel lavoro, riuscii ad acquistare il mio primo camion. Mi occupavo di trasporto container e lavoravo al Porto di Ancona. Ero in società con mio padre ed un suo amico. Ognuno si guidava il suo camion. Ma, come si dice: le società sono belle in numero dispari che sia inferiore a tre, così decisi di chiudere quel capitolo. Una volta venduto il camion mi sono messa alla ricerca di un lavoro come autista.”

Da circa un anno Claudia lavora per un corriere espresso e si occupa di trasporto collettame: “Mi piace viaggiare la notte. Spesso e volentieri mi capita di dormire in cabina. Per cena il più delle volte mi scaldo quello che preparo prima a casa. Sono un’appassionata di cucina e di pastasciutta!” 

Claudia è single per scelta: “Non è che non abbia mai avuto storie, ma purtroppo la maggior parte degli uomini non capisce il mio mestiere. Per me il camion è sopra tutto. Rappresenta la mia libertà. E’ una vera casa su ruote che mi porta in viaggio in lungo e in largo. Inoltre non riesco a vedermi come mamma. Io da piccola in pratica sono stata cresciuta dai nonni. I miei erano sempre in viaggio. Quando finiva la scuola, ogni volta che mamma mi portava con lei per me era una festa. Oggi per me sarebbe veramente complicato crescere un figlio.”

Un’altra grande passione di Claudia, oltre al camion e alla cucina, è la moto: “Da poco ho coronato il sogno di una vita. Mi sono comprata una Yamaha Tenerè con la quale, quando non lavoro, faccio lunghe passeggiate, sempre all’insegna della libertà!”

Dato il suo look, a dir poco “metallaro”, compresi gli stivaletti borchiati, ti aspetteresti che dentro la cabina di Claudia la notte stridano le chitarre di Slash dei Guns ‘n Roses o di Angus Young degli AC.DC e invece: “Amo la musica melodica italiana come Pupo o i Pooh, perché mi piace capirne il significato dei testi e cantarla a squarciagola mentre guido!”