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Francesco “Sbandato” Tassone

13 settembre 2017
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Francesco Tassone, calabrese di nascita, brianzolo d’adozione, vive a Brugherio (MB) dal 2003

Oggi Francesco ha 30 anni ed è un autista dipendente di una piccola azienda di trasporti locale: “Per la Transervice Nacchia – precisa Francesco – di Vittorio Nacchia, un capo alla mano, un grande uomo che ogni weekend corre per prendere il primo aereo o treno per tornare dalla sua famiglia! Una persona che ammiro molto: a 39 anni, con tanti sacrifici, è risuscito a coronare il sogno di una vita, avere un’azienda di trasporti.”

Francesco fino all’età di 16 anni è vissuto in un piccolo paesino della Calabria, poi, per cercare lavoro, si è trasferito in Lombardia: “Inizialmente avevo trovato lavoro come idraulico ma il mio desiderio era quello di diventare camionista – ricorda Francesco – La passione me l’ha trasmessa mio cugino, Gaetano Tassone, nonché padrino di cresima, nonché amico fraterno. Lui è più grande di me e ricordo che quando avevo 8/9 anni mi fece fare un giro sul suo VOLVO 420, una motrice rossa. Da quel momento la passione per il camion si è impossessata di me entrandomi nel sangue, nella testa e nel cuore! Per questo motivo mi sono tatuato sul mio braccio la scritta: son stati giorni che han lasciato il segno.”

 

Nel 2009, finalmente, una volta prese le patenti, Francesco inizia a lavorare come autista. “Guidavo un Iveco Eurocargo e facevo distribuzione per cantieri edili a livello regionale. Il soprannome ‘Sbandato’ nasce proprio in quel periodo e non per una curva presa troppo in velocità. In realtà di curve si trattava, ma di quelle di una ragazza di Brugherio per la quale avevo perso la testa – ricorda divertito Francesco – Il nomignolo me lo affibbiò un collega che mi chiamava ‘Frank sbandato innamorato’ perché mi vedeva correre come un matto per le vie di Milano con l’Eurocargo per sbrigarmi e correre a Brugherio solo per vederla!”

Prima di lavorare per la Transervice Nacchia, Francesco lavorava per una azienda di Monza: “Guidavo uno scania R580 tutto aeregrafato, bellissimo con tante lucine! Facevo l’estero: Germania, Francia, Lussemburgo. Una volta, in Belgio, ho avuto un’esperienza antipatica: sono arrivato la sera alle 17:00 per entrare al carico e sono uscito alle 12:00 del giorno dopo. L’Azienda committente pretendeva che mettessi dei materassini di gomma sotto alcuni pezzi di ferro che dovevo caricare. Io non li avevo e loro me li volevano vendere alla modica cifra di 150 euro l’uno quando in totale il valore non arrivava neanche a 20 euro! Volevano proprio fregarmi. Così sono uscito per trovare quei maledetti materassini di gomma. Alla fine trovai un signore italiano gentilissimo che me ne regalò 20!”

Ma torniamo ad oggi: “Per me questo mestiere è un po’ come un gioco, un hobby. Ogni giorno salgo sopra il mio Scania rosso R450 autotreno e via, pronto per partire, per caricare non so che cosa. Quello che c’è in piattaforma: carichi pesanti; leggeri; di valore. Per me l’importante è giungere a destinazione in orario.”

 

Attualmente Francesco percorre tutte le notti la tratta Milano-Bologna: “Iniziò alle 14:00 di pomeriggio e finisco alle 2:30/3:00 di mattino. Dormo quasi sempre a casa, anche se capita che qualche volta di dormire fuori. Quando ho del tempo libero nelle attese di carico e scarico pulisco il mio camion internamente ed esternamente, controllo le luci, le gomme e i liquidi.”

“Il mio lavoro non lo cambierei con nessuno altro al mondo – confessa Francesco –  mi piace guidare, macinare chilometri. Quando chiudo le porte dietro metto il sigillo e dico dentro di me – Vai Sbandato andiamo a fare il nostro lavoro – Quando arrivo la notte, mentre parcheggio mi dico – Buona notte amico mio anche per oggi abbiamo fatto il nostro dovere – e, prima di scendere dal camion, do sempre una soffiata con l’aria al tappetino, anche se si guida senza scarpe!”

 

“Io penso che questo è un mestiere che pochi riescono a comprendere, perché da fuori non lo puoi capire e giudicare se non hai veramente la passione di viaggiare, guidare pur stando lontano da casa per giorni e giorni – riflette Francesco – Dietro ogni autista c’è sempre una famiglia che lo aspetta a casa, gli amici e una vita personale fuori dalla cabina del camion. Certe volte non puoi organizzare una serata con gli amici, un pranzo con tutta la famiglia, festeggiare un compleanno, perché non si sa mai quello che può succedere. Basta un semplice motivo come trovare traffico, un ritardo allo scarico, un problema al camion, le ore di guida scadute, la stanchezza, o magari la stradale che ti ferma e non riesci ad arrivare puntuale alla festa!”

“Per questi motivi purtroppo a volte si litiga con la persona che hai al tuo fianco, ma poi, se ti conosce davvero bene e ti ama, capisce il sacrificio che fai, e la passione che ti porti dentro ti perdona per tutte le assenze! Così il mio libero da sabato mattina al lunedì lo dedico alla persona che è al mio fianco e alla mia cagnolina Kyra che quando mi vede mi fa sempre un sacco di feste!”

 

“Un abbraccio a tutti da Frank sbandato innamorato!”