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Shel Shapiro in tour con MAN TGE Combi

6 agosto 2021
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Il mitico rocker degli anni ’60, questa estate, sarà in giro per tutta Italia con lo spettacolo/concerto “Quasi una Leggenda”

Per spostarsi da città in città del Bel Paese, Shel Shapiro e la sua banda hanno scelto un MAN TGE 3.140 Combi.

Le strade tra Shel Shapiro e MAN si sono incrociate durante le riprese del video del singolo “Non Dipende da Dio”  dove Shel interpreta se stesso nelle vesti di autostoppista che accetta il passaggio di una camionista alla guida di un MAN TGX.

Da lì è iniziato un rapporto di reciproca simpatia con il brand del Leone che si è concretizzato con la fornitura del MAN TGE 3.140 Combi che verrà impiegato da Shel Shapiro e la sua band per il nuovo tour del rocker inglese intitolato “Quasi una Leggenda”, organizzato da Azzurra Music e Mama Concerti.

Il veicolo in questione, un passo medio a tetto basso, è equipaggiato con un motore 4 cilindri turbodiesel Euro 6 da 140 CV, abbinato a un cambio manuale a sei rapporti. Dotato di videocamera posteriore e doppio scambiatore di calore per raffreddare o scaldare in modo ottimale la zona passeggeri, il MAN TGE, grazie alla particolare scanalatura sul pavimento, consente un allestimento modulare dei sedili, ma anche la possibilità di bloccare correttamente il prezioso carico di strumenti musicali e amplificatori della band.

“Sono felice di poter disporre di questo veicolo – ha dichiarato Shel Shapiro -, anche perché il MAN TGE 3.140 Combi è ideale per le nostre esigenze. Grazie alla modularità del suo allestimento possiamo infatti spostare le file dei sedili posteriori per trasportare nove persone, creare un salottino con le sedute vis-a-vis, oppure avere più spazio per gli strumenti. Grazie MAN!”

E a proposito del tour…

“Quasi una leggenda – spiega Shel – perché dagli anni Sessanta a oggi sono passati più di 50 anni che hanno segnato il cambiamento sociale, la musica e le storie delle nostre vite. Questo nuovo tour/spettacolo, nel quale vengono presentati anche i nuovi lavori ‘Non Dipende Da Dio’ e ‘Vedrai Jerusalem’, racconta ‘un mondo di musica’, da Nashville a New York a Londra passando per Amburgo, Roma e l’Italia, ripercorrendo le tappe della crescita di un ragazzino che sognava di suonare la ‘guitar’ da grande.”

A proposito di Shel Shapiro

Per tutti quelli che, come lo scrivente, hanno vissuto i fantastici anni ’60 e ’70, anni di rivoluzione, anni di libertà e di rock, Shel Shapiro non é “quasi una leggenda”, ma una vera e propria Leggenda con la “L” maiuscola. Ed ora per tutti quelli nati dopo ne raccontiamo un po’ di storia.

Shel è “sbarcato” in Italia nel 1963 come tanti giovani cantanti inglesi che in quei tempi cercavano fortuna nel nostro paese, alcuni talentuosi, altri meno, me l’importante era avere quel caratteristico accento e, mettere due parole in croce di italiano. L’Inghilterra all’epoca non faceva altro che sfornare moda, idee rivoluzionarie e gruppi rock… i Beatles, Mary Quant con la sua minigonna, la Austin Mini, Carnaby Street.

Shel, dotato di un bel pedigree musicale, essendo musicista figlio di musicisti, era a capo di una band, The Rokes, che dopo una serie di successi ottenuti nel loro paese di origine arrivò in Italia. L’incontro fortunato nel locale romano “Ambra Jovinelli” tra la band d’oltremanica e Teddy Reno, manager della Stella nascente Rita Pavone, ne decretò il successo. I Rokes, infatti, diventarono il gruppo di accompagnamento dell’acclamata cantante ed in seguito, raggiunta la popolarità, vendettero milioni di dischi. Tra i brani più famosi del gruppo citiamo: ‘Che colpa abbiamo noi’, ‘Bisogna saper perdere’, ‘Piangi con me’, ‘Lascia l’ultimo ballo per me’, ‘C’è una strana espressione nei tuoi occhi’, ‘É la pioggia che va’.

Quando, nel 1970, i Rokes si sciolsero, Shapiro intraprese la carriera da solista, compositore e produttore. Oltre agli album proposti a suo nome, compose brani per Mina, Mia Martini, Raffaella Carrà, Patty Pravo e Ornella Vanoni, per citare solo alcuni artisti. Anche nel cinema Shel ha avuto esperienze con Fabio De Luigi, Antonio Albanese e Mario Monicelli. Come produttore e arrangiatore ha lavora, tra gli altri, per Mia Martini, Gianni Morandi, Riccardo Cocciante, Rino Gaetano, Luca Barbarossa, i Decibel e il primo Enrico Ruggeri.