La sostenibile leggerezza della plastica

7 agosto 2021
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Quando si parla di inquinamento, la plastica ha sempre un posto in prima fila, ma siamo sicuri che sia poi così cattiva?

Questa estate, mentre prendo il sole in una bella spiaggia del Cilento, ogni tanto vedo spuntare dall’acqua limpida un sacchetto di plastica. Automaticamente vedendolo, esclamo: “Guarda che schifo…”; così il mio vicino d’ombrellone esclama a sua volta: “Non è ver che sia la plastica il peggior di tutti i mali!”. Preso alla sprovvista dalla parafrasi dei versi di Metastasio lo guardo e incuriosito gli chiedo: “Ma come fa a dire una cosa del genere? Non legge i giornali? Non sa di quelle enormi isole galleggianti di rifiuti di plastica in mezzo all’oceano? Di balene e delfini che si vanno a spiaggiare soffocate dai sacchetti di plastica?”. Lui mi guarda e con un sorriso mi risponde: “Vede caro signore sarebbe giunta l’ora di riabilitare la plastica. Il problema che lei ha sottolineato con giusta enfasi non dipende dalla plastica in se, bensì da noi. Bisogna evitare di rendere la plastica un rifiuto selvaggio.”

Il mio vicino è l’avvocato Massimo Fasano, General Counsel presso Covestro s.r.l., la filiale italiana di una grande multinazionale di origine tedesca specializzata nella produzione di materiali plastici e manufatti in policarbonato destinati a una moltitudine di settori: dalla casa all’industria, dalla farmaceutica all’elettronica, dall’edilizia all’automotive.

“E a proposito di automotive – continua Massimo Fasano una volta conosciuta la mia attività di giornalista di settore  – I nuovi materiali polimerici che realizziamo per l’industria automobilistica sono studiati per rendere i veicoli più leggeri e di conseguenza per risparmiare combustibile. Una riduzione dl peso di 20 kg corrisponde ad una diminuzione dello 0,5% di consumo di carburante, a tutto vantaggio della tara tra l’altro, requisiti fondamentali per un veicolo da trasporto.”

Ma nei mezzi da trasporto quanta plastica c’è?

“Nei mezzi di trasporto i polimeri stanno sostituendo sempre più i materiali tradizionali come metallo e leghe – spiega Fasano – Covestro offre una vasta gamma di materiali dedicati all’industria automobilistica per produrre elementi per esterni come paraurti, vetri, finiture; corpi in poliestere come vetri e illuminazione; elementi interni come poliuretani per sedili e rivestimenti in genere; imballaggi per batterie di veicoli elettrici. Insomma, tanta roba.”

I vantaggi della plastica nel settore  automotive

“Si, anche in tema di sicurezza e comfort: i materiali polimerici rispondono meglio alle sollecitazioni meccaniche e quindi sono più sicuri. Gli stessi fari in policarbonato sono più modellabili e resistenti del vetro e, inoltre, garantiscono ampia visibilità. Gli interni in poliuretano hanno forme anatomiche che accentuano il comfort di marcia. Anche per quello che riguarda le carrozzerie oggi si utilizzano molte componenti in poliuretano per la produzione di parafanghi e paraurti leggeri ma resistenti. Il poliuretano, oltre ad essere più leggero del metallo, può seguire perfettamente le linee imposte dai designer.”

A breve allora diremo addio a metallo e vetro anche per le cabine dei camion: “Magari non subito anche se di recente la legislazione ha permesso ai produttori di fabbricare vetri per automezzi in policarbonato trasparente anziché vetro. Materiale già ampiamente collaudato e utilizzato nelle auto da corsa peraltro. Di fatto si dimezzerebbe il peso delle superfici vetrate senza compromettere la resistenza della struttura. Provi a immaginare in un futuro prossimo la cabina di un camion a forma di cupola trasparente in policarbonato al posto della classica struttura in metallo e finestrini di cristallo. Si avrebbero vantaggi in termini di visibilità, sicurezza, leggerezza e aerodinamica.”

Un aspetto molto interessante quello della leggerezza, qualità essenziale per il futuro della mobilità elettrica: “Non solo leggerezza – spiega Fasano – il policarbonato presenta molti vantaggi quando si tratta di proteggere la batteria. Gli alloggiamenti realizzati in questa plastica sono uno scudo eccezionale sia contro le basse temperature che contro il fuoco. Inoltre, il policarbonato è un isolante migliore del vetro e questa proprietà è perfetta per le esigenze della mobilità elettrica. Infatti nelle auto elettriche il riscaldamento degli interni non può sfruttare il calore del motore ma viene generato dalla batteria. Quindi un veicolo meglio coibentato riduce la richiesta di energia per essere riscaldato: la batteria dura di più e aumenta l’autonomia del veicolo. Ma non finisce qui: Per le sue proprietà di economicità e resistenza e le sue qualità termiche, il policarbonato trova una perfetta applicazione anche per le stazioni di ricarica della mobilità elettrica.”

Alla fine della nostra chiacchierata mi sento molto meno nemico della plastica. E salutandoci l’avvocato Fasano cita Markus Steilemann, attuale CEO di Covestro: “La plastica rende il nostro mondo più sostenibile.”