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La Dakar di Jader

24 marzo 2023
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La cavalcata in moto nel deserto saudita raccontata da un appassionato 50nne faentino che ha realizzato il sogno di una vita: partecipare alla Dakar!

Jader Gilardi è il fondatore e CEO di Zeranta Edutainment srl, società specializzata nella consulenza, progettazione e ideazione di format per il training e l’educational. Oltre a questo Jader è un appassionato motociclista che quest’anno è riuscito a realizzare un grande sogno che coltiva sin da ragazzo, partecipare alla Dakar. E la cosa stupefacente è che l’abbia conclusa pure. Già, perché accade di rado che un motociclista riesca a concludere il rally-raid più massacrante del mondo alla sua prima partecipazione.

Il sogno nel cassetto

“Sono nato in Romagna dove la passione per i motori è nel DNA. Ricordo a 14 anni con il Malaguti a pedali di mia nonna percorrevo in impennata dei lunghi tratti di strada – racconta Jader – Eravamo un gruppo di amici, tutti figli di operai, quindi chi col Bravo, chi col Fifty, i più ricchi col tubone College a quattro marce, correvamo per i rivali dei fiumi e facevamo finta di stare alla Parigi Dakar, come si chiamava allora il raid ideato dal francese Thierry Sabine. Nelle nostre camerette avevamo i poster degli eroi italiani che partecipavano a quella forsennata corsa nel deserto come Edi Orioli o Franco Picco. Crescendo mi sono preso la moto da cross e per qualche anno ho fatto anche qualche garetta di enduro. Poi, come spesso accade, la vita ti porta su altri sentieri, il lavoro, la famiglia… Ma diversi anni più tardi, a 44 anni, ho ripreso la moto ed ho ricominciato a sognare! Poi due anni fa, complice la pandemia, il lavoro si è fermato e così, per non impazzire, mi sono messo in testa di realizzare il mio sogno. Non è stato per niente facile, ma alla fine ci sono riuscito!”

Al traguardo della 45ma edizione della Dakar Jader che abbraccia uno dei suoi idoli da ragazzo, Franco Picco, oggi compagno di avventure!

La dura preparazione

“La Dakar è una gara durissima e per affrontarla ci si deve preparare molto bene sia fisicamente che mentalmente – spiega Jader – devi essere sempre al 100% della forma per tutta la durata del Rally. Per prepararmi a questa gara ho creato un team vero e proprio di consulenti, tra cui Francesco Cagnazzo, nutrizionista che mi ha prescritto un’alimentazione con integratori in modo che potessi consumare almeno 5000 Kcal al giorno senza dovermi ingozzare di cibo; Pino Di Ionna, uno specialista di analisi dei dati di biofeedback; Angelo Carnemolla, mental coach, che mi ha insegnato a non far prendere il sopravvento alla mente sul corpo in momenti di grande stanchezza; Marco De Angelis il mio preparatore atletico con il quale abbiamo lavorato sulla gestione dell’acido lattico. Grazie a tutti gli insegnamenti e consigli ricevuti, anche se mi sono trovato in questa gara a dover affrontare tre o quattro situazioni di difficoltà, ho sempre avuto la forza di fermarmi e trovare una soluzione o una strategia alternativa per risolvere il problema. Situazioni, che hanno messo fuori gioco molti altri concorrenti, basti pensare che di 160 partiti, fra moto e quad, siamo arrivati al traguardo solo in 87! Quasi il 50% di meno. Alla fine, io sono giunto 78mo e sono molto soddisfatto, non solo per il risultato ma anche perché, come motociclista alla prima Dakar è quasi un’eccezione riuscire a chiudere la corsa!”

“Per partecipare alla Dakar è obbligatorio iscriversi al ‘Road to Dakar’, iniziativa promossa dall’ASO, l’ente organizzatore, nonché proprietario del brand, che impone un severo protocollo per poter accedere al rally-raid – racconta Jader – e prevede la partecipazione ad almeno due gare del mondiale rally. Ma attenzione, non basta partecipare, bisogna anche concludere con tempi ragionevoli. Tutte cose che sono venuto a conoscere grazie a Tiziano Internò, grande appassionato, fondatore e titolare di Rally POV, un vero e proprio network dedicato al mondo dei Rally motociclistici e alla Dakar in particolare. Già nel 2021 ho provato a partecipare alla Dakar: non mi hanno preso perché, pur avendo concluso due gare – il Rally d’Andalusia e il Rally del Marocco – non ho ottenuto un buon piazzamento. Poi a marzo 2022 ho partecipato all’Abu Dhabi Desert Challenge, una corsa che si svolgeva proprio nell’Empty Quarter, il deserto protagonista della gran parte della Dakar di quest’anno, ed ho ottenuto un buon piazzamento che mi ha permesso di qualificarmi.”

Ed ora sentiamo dalla viva voce di Jader il racconto della sua Dakar: